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Serie A, 13esima giornata: la Fiorentina sfrutta il passo falso delle altre. Crollano il Palermo e il Genoa nel derby della Lanterna

lunedì 19 novembre 2012 0 commenti

L'esultanza di Aquilani con Toni e Cuadrado
di Redazione
BARI-Poker della Fiorentina che, con la vittoria sull'Atalanta sfrutta una giornata di risultati favorevoli per salire al secondo posto in classifica. Una scalata meritata per la formazione di Montella, che dimostra ancora una volta di esprimere il più bel calcio della Serie A e che sembra essere matura per un posto in Champions. A Firenze la partita si mette subito bene, grazie al gol di Rodriguez; il pareggio in fuorigioco do Bonaventura è solo una parentesi e la Fiorentina trova il nuovo vantaggio su una splendida punizione di Aquilani, che si ripete subito dopo con la rete del 3-1 su corner. L'Atalanta si arrende subito prima, quando viene espulso Cigarini per un brutto fallo al limite dell'area. Nella ripresa il gol di Toni mette al sicuro il risultato. 

Altra larga vittoria è quella del Bologna, in casa contro il Palermo. I padroni di casa sembrano averne di più e il gol di Gilardino - in rete dopo quasi due mesi di digiuno - mette la partita in discesa; due rigori di Gabbiadini e Diamanti, poi, mettono al sicuro il risultato. Pessima giornata per il Palermo, non solo per il risultato, ma anche per i cartellini: Ujkani, Barreto e Labrin, espulsi, salteranno il derby contro il Catania.

le proteste di Ranocchia per il mancato rigore
A San Siro l'Inter perde due punti (o ne guadagna uno, a seconda dei punti di vista) contro un buon Cagliari che sfiora il colpaccio. I nerazzurri partono subito forte e trovano un vantaggio meritato con Palacio, pescato ottimamente da Cassano (fra i migliori); il Cagliari, però, non rinuncia mai a giocare e - dopo aver trovato un super Handanovic in due occasioni - trovano il pareggio con Sau. Sau che nella ripresa trova anche il vantaggio (meritato) al termine di una bellissima azione del Cagliari. L'Inter - stanca - reagisce con il cuore e trova il pareggio con un'autorete di Astori che apre a un inutile assedio finale.

Vittoria importante, invece, per il Siena che nello scontro diretto contro il Pescara sbaglia tantissimo, ma riesce comunque a trovare i tre punti grazie al gol di Valiani nel primo tempo. E' una partita in cui Perin (portiere del Pescara) si supera in più di un'occasione, ma alla fine a decidere è il rigore sbagliato da Vukusic. Un rigore decisivo, che porta l'allenatore Stroppa alle dimissioni.

Al Massimino il Catania si conferma ad alti livelli, anche se fatica più del previsto per sbloccare la partita contro il Chievo. Mattatore della gara è senza dubbio Almiron, autore di una doppietta; inutile la rete nel finale di Andreolli.

Il pomeriggio si chiude con un pareggio tra Udinese e Parma per 2-2; un punto a testa che lascia un po' di amaro in bocca ai friulani, passati in vantaggio per due volte in 90 minuti, ma che non sono riusciti a reggere contro la voglia della squadra di Donadoni. Alla fine il 2-2 è il risultato più giusto. 

l'esultanza di Poli che ha aperto il derby
Il posticipo domenicale è tutto per l'attesissimo derby della Lanterna tra Sampdoria e Genova. La formazione di Ferrara, priva di Maxi Lopez e di Eder, riesce a far sua la gara con una prestazione convincente. 3-1 il risultato finale che poteva essere anche più largo. Si spegne invece la luce attorno a Del Neri e al Genoa.





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Cassano - Pazzini: L'affare che non c'è

sabato 29 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
BARI - Pazzini al Milan e Cassano all'Inter: Chi ha fatto l'affare? Secondo Carlo Regalia, presidente dell'A.DI.SE. (Associazione Italiana Direttori Sportivi) e dirigente di calcio (si ricordano i suoi anni splendidi come direttore generale del Bari), l'affare, non lo ha fatto nessuna delle due squadre. Durante la trasmissione Calcio e Mercato su SportItalia, Regalia ha tolto ogni dubbio sull'operazione di mercato affermando che, il vero affare, lo farà, chi riuscirà a riportare i due attaccanti nella stessa squadra, seguendo l'esempio della Sampdoria di Del Neri dove, Cassano e Pazzini, trascinarono i blucerchiati ai preliminari di Champions League e alla finale di Coppa Italia a suon di goal e assist.
Parole sagge e forse mai così vere, soprattutto se pronunciate da un dirigente così esperto che, nella sua lunga carriera calcistica, ha scoperto talenti come Zambrotta, Ventola, Perrotta e lo stesso Cassano. Erano i tempi della spettacolare marcatura all'Inter, che lanciò nel calcio che conta, il gioiello barese.
Da quando la coppia d'attacco si è sciolta due stagioni fa, Pazzini e Cassano, hanno perso molto del loro peso offensivo e sono stati protagonisti di annate sfortunate. Il barese, nel Milan, ha vinto uno scudetto ma, il popolo rossonero, sembra lo abbia eletto beniamino, più per i suoi siparietti che per le sue prestazioni. Nel momento di maggior forma, quando sembrava esser tornato ai livelli della Samp, l'inaspettato problema al cuore, lo ha tenuto fuori dai campi sei mesi. Forse, non rivedremo mai più il giocatore al massimo della forma. Pazzini, nelle fila dei cugini neroazzurri, è stato protagonista di continui alti e bassi. Le segnature, anche se inferiori di numero rispetto all'anno precedente, non sono mancate ma, anche lui, nel momento delle conferme, è stato escluso, non dal cuore ma, dal nuovo allenatore Gasperini.
La curiosità ora, sta nel capire come i due si comporteranno a casacche invertite. Cassano, non sta facendo male ma i 90 minuti li regge a stento e se Coutinho esplode, rischia di sedere spesso in panchina mentre Pazzini, dopo una fulminea tripletta, sembra essersi fermato anche a causa di un Milan sottotono e disorganizzato. Comunque andranno le cose, sappiamo con certezza che i due ragazzi, insieme rappresentano una delle coppie d'attacco più forti di sempre in Italia e la speranza di tutti, non solo di Regalia, è quella di rivederli con la stessa divisa e se sarà nuovamente quella doriana, come voci di mercato hanno fatto intendere, si vedrà.






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Milan: La mentalità non si compra

lunedì 27 agosto 2012 0 commenti

di Davide Colonna
MILANO - Un colpo di testa al 58' del doriano Costa, affonda a S.Siro la ormai "barchetta" Milan che, priva di fuoriclasse come potevano esserlo Ibra, Cassano e T.Silva, ormai passati alla corte di Ancelotti e Stramaccioni, stenta a creare un gioco convincente ma soprattutto vincente. Coi soli Robinho e Boateng muniti di piedi buoni e con un El Sharawy testardo e immaturo, c'è poco da fare contro l'organizzata difesa blucerchiata.
Dalla sua, la Sampdoria, seppur con una squadra composta da nomi di "seconda fascia" ma con un allenatore dalle idee chiare come Ciro Ferrara, riesce a mettere in difficoltà gli uomini di Allegri soprattutto nel primo tempo con pericolosi contropiede per poi chiudersi e conservare il risultato dopo l'acquisito vantaggio nella ripresa.
La fortuna, come si dice, aiuta i forti e il Milan evidentemente o alla fortuna non piace o forte non è. Due clamorosi legni nel secondo tempo, impediscono prima a Yepes e poi a Boateng di raggiungere il pareggio probabilmente meritato ma, nel complesso, i rossoneri, non hanno creato quanto ci si aspettava considerando il modesto avversario.
Osservando lo schema di mister Allegri, che sembra povero di idee e ordine e che non può più contare sui lanci lunghi per il tuttofare Ibrahimovic (anche se siamo ancora all'inizio), anche un eventuale inserimento di Kakà lascia spazio alle perplessità. Il brasiliano, anche se con un brillante passato a Milano, non gioca con continuità da molto tempo e inoltre, risulterebbe poco chiara la sua posizione nel modulo rossonero. Qualcuno tra Boateng, Robinho, Pato ed El Sharawy dovrà cedergli il posto e i conseguenti malumori, andranno a sommarsi ai problemi attuali. Vista la situazione, in casa Milan, non si può di certo stare "Allegri" e solo la pazienza potrà portare a buoni risultati futuri. I soli acquisti (se ci saranno) di Kakà e Diarra dal Real, potrebbero non bastare. Più che una squadra, c'è una intera mentalità da ricostruire e quella di sicuro non è sul mercato.      




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Serie B: Pescara chiude sul gradino più alto del podio. Ecco gli altri verdetti.

domenica 27 maggio 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
BARI-
Commento:
Dopo 42 giornate entusiasmanti, il Pescara chiude il campionato da prima della classe, grazie alla vittoria per 1-0 (goal di Maniero al 92') contro la Nocerina, la quale di fatto, dopo solo un anno, abbandona la serie cadetta. I pescaresi chiudono ad 83 punti, al pari del Torino che chiude con un scialbo pareggio a reti bianche sul terreno del fanalino di coda Albinoleffe, ma per differenza negli scontri diretti consegna lo scettro di capolista alla formazione di Zeman.
La squadra del capoluogo abruzzese riesce a sovvertire dinamiche consolidate del calcio italiano chiudendo con ben 55 reti subite, ma segnandone addirittura 90, perdendo 11 incontri, ma vincendone 26 (solo il Torino di Ventura si avvicina con 24 vittorie).

Playoff: Con Pescara e Torino che accedono direttamente nella massima serie, l'ultimo posto a disposizione sarà assegnato tramite i playoff tra Sassuolo (terzo e vincitore per 1-3 in quel di Castellamare di Stabia), Verona (quarto con il pareggio a Modena per 1-1) e tra Varese e Sampdoria, che dopo lo scontro diretto vinto dai lombardi per 3-1, chiudono rispettivamente al quinto e sesto posto.
Così il programma delle semifinali: Andata il 30 maggio Sampdoria-Sassuolo e Verona-Varese alle 21.00. Il ritorno si giocherà il 2 giugno a campi invertite, mentre la finale si disputerà il 6 e 9 giugno.

Playout: Come detto in apertura il Nocerina non riesce nell'impresa di rimanere in Serie B e si accoda a Gubbio e Albinoleffe i quali, vantando i record negativi di peggior attacco (37 e 39) e peggior difesa (69 goal) della Serie B, avevano già da qualche giornata conosciuto il loro infelice destino.
Cade la Nocerina dunque, mentre il Vicenza con un incredibile colpo di coda (0-3 sul campo della Reggina) può ancora sperare in una permanenza dovendosela giocare con l'Empoli vittorioso per 3-2 sul Cittadella. Anche qui scontro tra andata e ritorno con Vicenza - Empoli il 3 giugno, ed il ritorno l'8 giugno.


La classifica finale:                                                                 La classica marcatori:
Pescara 83,                                                                                 Ciro Immobile 28 reti,
Torino 83,                                                                                   Marco Sau 21 reti,
Sassuolo 80,                                                                               Ferdinando Sforzini 21 reti,
Verona 78,                                                                                 Gianluca Sansone 20 reti,
Varese 71,
Sampdoria 67,
Padova 63,
Juve Stabia 57 (-4),
Brescia 57,
Reggina 55,
Crotone 52 (-2),
Modena 52,
Bari 50 (-6),
Ascoli 49 (-7),
Grosseto 49,
Livorno 48,
Cittadella 48,
Empoli 47,
Vicenza 44,
Nocerina 40,
Gubbio 32,
Albinoleffe 30.




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