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Europa League: ecco le squadre ammesse ai sedicesimi

venerdì 7 dicembre 2012 0 commenti

di Redazione
NYON (FRANCIA) - Ieri si è conclusa la fase a gironi dell'edizione 2012 - 2013 dell'Europa League. L'ultimo turno della ha decretato le 26 squadre che hanno superato, come prime e come seconde i rispettivi raggruppamenti. Ma a partire dai sedicesimi di finale, scenderanno in campo anche le terze dei gironi di Champions League.

Bilancio positivo per il calcio italiano che sarà rappresentato da Lazio (prima) ed Inter e Napoli come seconde. Fuori l'Udinese, mentre meglio hanno fatto Inghilterra e Germania che si presenteranno nell'anno nuovo con quattro squadre a testa. 
Presente anche l' Atletico Madrid, vincitore in carica, mentre Cavani conduce la classifica dei cannonieri con sette reti.
Ora si attende il sorteggio a Nyon il 20 dicembre prossimo.

QUALIFICATE COME PRIME: Liverpool, Viktoria, Plzen, Fenerbahçe, Bordeaux, Steaua Bucarest, Dnipro, Genk, Rubin Kazan, Lione, LAZIO, Metalist Kharkyv e Hannover.

QUALIFICATE COME SECONDE: Anzhi, Atletico Madrid, Borussia Moenchengladbach, Newcastle, Stoccarda, NAPOLI, Basilea, INTER, Sparta Praga, Tottenham, Bayer Leverkusen e Levante.

RETROCESSE DALLA CHAMPIONS LEAGUE: Dynamo Kiev, Olympiakos, Zenit San Pietroburgo, Ajax, Chelsea, BATE Borisov, Benfica e Cluj.






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Calciomercato Inter: impossibile scambio Sneijder - Boateng. Probabile destinazione Premier League

venerdì 30 novembre 2012 0 commenti

di Redazione
MILANO - Sarà il tormentone di calciomercato dell’Inter il futuro di Sneijder. Nonostante l’apertura di Moratti, che ha cercato di smussare i toni polemici (anche per evitare accuse di mobbing) spiegando che il giocatore è fuori solo per scelta tecnica e che gli verrà dato il tempo necessario per riflettere sull’ipotesi di spalmare l’ingaggio, sembra sempre più una guerra fredda quella dell’olandese con il club nerazzuro. Il termine gelo rende bene l’idea di come siano ora i rapporti e la soluzione più probabile a questo punto sembra il divorzio. Ne è convinto anche il noto procuratore Dario Canovi. Sneijder è destinato a lasciare l'Inter, vuoi per la situazione che lo vede coinvolto vuoi perché forse il destino del calcio italiano è quello di diventare un esportatore. E' questo il pensiero espresso da Canovi, come si legge su Internews: “Qualcuno a gennaio andrà via, a cominciare da Sneijder, io credo che ormai il calcio italiano purtroppo, sia destinato ad esportare i calciatori importanti più che a importarli, e purtroppo è una previsione che si sta avverando e che è anche abbastanza facile". Canovi definisce poco plausibile l'idea di uno scambio tra l'olandese e Kevin-Prince Boateng col Milan: "Non credo che il Milan sia disposto a sobbarcarsi un salario da 6 milioni di euro, per gli stessi motivi per cui l’Inter sta cercando di spalmare l’ingaggio dell’olandese, e il Milan si ritroverebbe con gli stessi problemi dei cugini, in vista anche delle cessioni che il club di via Turati ha fatto per gli stessi motivi, l’ingaggio". 

Secondo il tabloid londinese Metro, il fantasista d continua invece ad essere un pallino dell'ex tecnico dei nerazzurri Roberto Mancini, che già in questi anni ha fatto due tentativi per portarlo al City. Stavolta l'Inter accoglierebbe a braccia aperte la proposta che arriva da Manchester: 15 milioni di sterline (18,5 milioni in euro) pronti ad entrare nelle casse. Voci che se appurate farebbero tutti contenti, ma che ad oggi non trovano riscontri concreti.








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Calciomercato, De Rossi: sul romanista non solo City e PSG, ma anche un'italiana

sabato 24 novembre 2012 0 commenti

De Rossi con la Nazionale
di Redazione
ROMA - Per Daniele De Rossi si parla di un addio alla Roma da oltre un anno ma mai come in questo periodo il suo divorzio dalla squadra in cui è cresciuto sembra possibile. Piace ad Ancelotti che lo vedrebbe benissimo nel Psg, ma non solo a lui. Il rapporto complicato con Zeman, il ruolo in cui viene utilizzato, il ridimensionamento delle ambizioni della Roma sono tutti fattori che potrebbero portare De Rossi verso altri lidi. Indubbio che le destinazioni di Manchester ,sponda City dove Mancini lo accoglierebbe stendendo tappeti rossi al suo passaggio, e Parigi, dove verrebbe ricoperto d’oro, restano le più probabili, ma c'è il desiderio del giocatore di restare in Italia. Se davvero dovesse consumarsi il divorzio, De Rossi starebbe prima a sentire le offerte interne e, qualora la differenza di ingaggio non fosse eccessiva, potrebbe anche decidere di rifiutare i milioni di sceicchi e Paperoni. E qui si potrebbe inserire l’Inter che per ora sta alla finestra anche se Zeman continua a ripetere che problemi col giocatore non ce ne sono. Nella conferenza di vigilia della gara di Pescara, particolarmente sentita dal boemo che tornerà nella città dove è stato il re indiscusso l’anno scorso, l’allenatore giallorosso replica serafico a chi gli fa presente del gradimento di Ancelotti.
Zeman afferma: "Penso che De Rossi come giocatore sia stimato da tanti non solo da Ancelotti, ha fatto la carriera finora, è un Nazionale, penso possa servire a tanti. Però sta alla Roma. Non so chi ha messo in giro la voce che ci siano problemi tra me e De Rossi, sicuramente non io e penso nemmeno De Rossi. Io con lui non ho avuto problemi, poi il discorso di parlare tecnicamente o tatticamente sulla partita, penso che lo facciano tutti gli allenatori e non lo considerano un problema"




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Calciomercato Inter: Alvarez in partenza. Argentina, Spagna o scambio con Walcott?

mercoledì 21 novembre 2012 0 commenti

Ricky Alvarez
di Redazione
MILANO - Ricky Alavarez, talento argentino mai sbocciato in nerazzurro, ma appetito da numerose squadre europee e sudamericane potrebbe partire. A gennaio molto probabilmente il fantasista nato a Buenos Aires lascerà Milano, e l'ultima idea riportata da fonti inglesi è quella di un possibile scambio con l'esterno dell'Arsenal Theo Walcott.
Piedi dolci ma lentezza esasperante, l'argentino si è mostrato inadatto al calcio italiano: Alvarez è un giocatore molto più adatto a campionati con caratteristiche diverse, quali quelli sudamericani, dov'è esploso, o la Liga. Non a caso dagli studi di SportItalia, Lorenzo Amoruso ha raccontato a proposito di un possibile ritorno in Argentina per Ricky Alvarez: "E' una situazione che si potrebbe sviluppare. L'Inter potrebbe cedere Ricky Alvarez al River Plate per arrivare ad un difensore, Pezzella". Altra pista finora battuta è stata quella dell'Espanyol, anche se Ramon Planes, direttore sportivo del club catalano, ha negato l'esistenza di un contatto con l'Inter per il prestito del calciatore a gennaio: "Certo, siamo rimasti soddisfatti dell'esperienza con Coutinho, e siamo contenti di avere ora tra noi Samuele Longo, ma ciò non significa che puntiamo a prendere tutti in prestito tutti i giocatori dell'Inter. Tutto è possibile, ma al momento non sono in corso trattative in merito". 
Theo Walcott

Tuttavia l'Inter, per la prossima riapertura del calciomercato, ha altre mire, sfruttando il desiderio di cambiare aria di Theo Walcott. Il 23enne giocatore non ha ancora rinnovato il proprio contratto con i Gunners, in scadenza nel giugno prossimo, per questo è probabile che a gennaio Walcott verrà messo sul mercato, proprio per poter recuperare qualcosa dalla sua cessione. L'Inter è da tempo sulle tracce del giocatore, che è sempre piaciuto moltissimo sia a Branca sia al Presidente Moratti e sta pensando ad uno scambio, alla pari, fra i due talenti. Ovviamente sulla carta i due giocatori non hanno lo stesso valore di mercato, ma bisogna considerare il fatto che Walcott, come detto, sarà libero da giugno, e dunque a gennaio non potrà essere valutato più di 3-4 milioni di euro.




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Serie A, 13esima giornata: la Fiorentina sfrutta il passo falso delle altre. Crollano il Palermo e il Genoa nel derby della Lanterna

lunedì 19 novembre 2012 0 commenti

L'esultanza di Aquilani con Toni e Cuadrado
di Redazione
BARI-Poker della Fiorentina che, con la vittoria sull'Atalanta sfrutta una giornata di risultati favorevoli per salire al secondo posto in classifica. Una scalata meritata per la formazione di Montella, che dimostra ancora una volta di esprimere il più bel calcio della Serie A e che sembra essere matura per un posto in Champions. A Firenze la partita si mette subito bene, grazie al gol di Rodriguez; il pareggio in fuorigioco do Bonaventura è solo una parentesi e la Fiorentina trova il nuovo vantaggio su una splendida punizione di Aquilani, che si ripete subito dopo con la rete del 3-1 su corner. L'Atalanta si arrende subito prima, quando viene espulso Cigarini per un brutto fallo al limite dell'area. Nella ripresa il gol di Toni mette al sicuro il risultato. 

Altra larga vittoria è quella del Bologna, in casa contro il Palermo. I padroni di casa sembrano averne di più e il gol di Gilardino - in rete dopo quasi due mesi di digiuno - mette la partita in discesa; due rigori di Gabbiadini e Diamanti, poi, mettono al sicuro il risultato. Pessima giornata per il Palermo, non solo per il risultato, ma anche per i cartellini: Ujkani, Barreto e Labrin, espulsi, salteranno il derby contro il Catania.

le proteste di Ranocchia per il mancato rigore
A San Siro l'Inter perde due punti (o ne guadagna uno, a seconda dei punti di vista) contro un buon Cagliari che sfiora il colpaccio. I nerazzurri partono subito forte e trovano un vantaggio meritato con Palacio, pescato ottimamente da Cassano (fra i migliori); il Cagliari, però, non rinuncia mai a giocare e - dopo aver trovato un super Handanovic in due occasioni - trovano il pareggio con Sau. Sau che nella ripresa trova anche il vantaggio (meritato) al termine di una bellissima azione del Cagliari. L'Inter - stanca - reagisce con il cuore e trova il pareggio con un'autorete di Astori che apre a un inutile assedio finale.

Vittoria importante, invece, per il Siena che nello scontro diretto contro il Pescara sbaglia tantissimo, ma riesce comunque a trovare i tre punti grazie al gol di Valiani nel primo tempo. E' una partita in cui Perin (portiere del Pescara) si supera in più di un'occasione, ma alla fine a decidere è il rigore sbagliato da Vukusic. Un rigore decisivo, che porta l'allenatore Stroppa alle dimissioni.

Al Massimino il Catania si conferma ad alti livelli, anche se fatica più del previsto per sbloccare la partita contro il Chievo. Mattatore della gara è senza dubbio Almiron, autore di una doppietta; inutile la rete nel finale di Andreolli.

Il pomeriggio si chiude con un pareggio tra Udinese e Parma per 2-2; un punto a testa che lascia un po' di amaro in bocca ai friulani, passati in vantaggio per due volte in 90 minuti, ma che non sono riusciti a reggere contro la voglia della squadra di Donadoni. Alla fine il 2-2 è il risultato più giusto. 

l'esultanza di Poli che ha aperto il derby
Il posticipo domenicale è tutto per l'attesissimo derby della Lanterna tra Sampdoria e Genova. La formazione di Ferrara, priva di Maxi Lopez e di Eder, riesce a far sua la gara con una prestazione convincente. 3-1 il risultato finale che poteva essere anche più largo. Si spegne invece la luce attorno a Del Neri e al Genoa.





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L'Inter fa sul serio per Giuseppe Rossi. Scavalcata la concorrenza

venerdì 16 novembre 2012 0 commenti


di Redazione
ROMA-l’Inter è vicinissima a bruciare tutta la concorrenza su Giuseppe Rossi, l’attaccante indicato da Stramaccioni per la prossima stagione e che Moratti ha sempre stimato sin dai tempi in cui giocava al Parma. Sarebbe praticamente fatta, come pubblica Panorama, l’intesa tra l’attaccante italoamericano ed il club nerazzurro: la società è il giocatore avrebbero già trovato l’intesa sulla base di un contratto quadriennale a 3,5 milioni di euro a stagione, resta solo da trovare l’accordo con il Villarreal ma questo è l’aspetto meno complicato dell’operazione. Il primo step era infatti avere l’ok del giocatore che da mesi si stava guardando attorno per capire la miglior destinazione possibile. Su di lui c’era mezza serie A con il Milan in testa, seguito da Napoli e Fiorentina, e parecchie squadre sia della Liga che soprattutto della Premier inglese con l’Arsenal in pole. A far sì che l’Inter scavalcasse tutti non è stato tanto l’ingaggio, che ne farebbe comunque uno dei calciatori più pagati attualmente dopo il brusco taglio degli stipendi stabilito da Moratti con tanto di tetto, quanto la bontà del progetto.

A causa del gravissimo doppio infortunio al ginocchio che lo ha tenuto lontano dal campo per praticamente un intero anno, Rossi ha visto il prezzo del suo cartellino crollare clamorosamente. Decisiva, in questo, senso è stata anche la retrocessione del Villarreal nella Liga Adelante, la serie B spagnola, e la conseguente fuga dei pezzi pregiati del team amarillo. Tutti i giocatori migliori del Villarreal hanno preso il volo durante l’estate: da GonzaloRodriguez e Borja Valero, finiti alla Fiorentina, a Nilmar, volato all’Al-Rayyann in Qatar, daDe Guzman, trasferitosi allo Swansea, fino a Zapata, acquistato in estate proprio dai rossoneri per 4 milioni di euro, praticamente la metà del suo valore all’epoca del trasferimento dall’Udinese al Sottomarino Giallo. Rossi, attualmente, viene valutato meno di 10 milioni di euro, ma considerando che tornerà in campo solo a metà marzo è facile intuire che un ulteriore sconto è possibile. Insomma, con una cifra tra i 6 e gli 8 milioni l’affare si potrebbe chiudere.

Segnali verso l’Inter erano stati lanciati a ripetizione negli ultimi mesi. A ottobre, il giocatore dichiarava: “Chi non vorrebbe giocare nell’Inter? E’ una grande squadra, con grandi giocatori. Ma al momento non sto pensando a niente se non al ginocchio ed a recuperare. L’obiettivo è tornare in campo al più presto possibile. Ci vorranno i soliti 6-7 mesi. Spero di tornare il più presto possibile. Ora sto bene, sto migliorando. Sono passate quasi tre settimane dopo l’intervento, le cose stanno proseguendo bene”. Anche il suo procuratore, Federico Pastorello, pur senza mai sbilanciarsi aveva sempre avuto un occhio di riguardo per il club nerazzurro: “L'Inter è un'opzione possibile per Giuseppe Rossi. Per età e caratteristiche effettivamente può far comodo all'Inter e a tutti i top club italiani. Questa nuova Inter , con un nuovo progetto e un allenatore giovanissimo ma molto preparato, è una cosa che intriga e noi lasciamo le porte aperte. Anche Giuseppe apprezza il progetto nerazzurro- Le offerte che sono arrivate quest'estate non le abbiamo ritenute all'altezza di quelle che sono le aspettative. Vediamo cosa succede a gennaio, se arriverà l'offerta giusta si deciderà con il Villarreal”.

Sarebbe però già successo tutto o quasi, con Rossi promesso sposo nerazzurro. Il giocatore resterebbe in Spagna fino a giugno per riprendere la condizione fisica dopo un anno e mezzo di stop e dalla prossima stagione sarebbe pronto a far coppia con Milito nell’attacco interista.






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Cassano: Conte moralista? Finisce il mondo

0 commenti


di Redazione

MILANO - In un'intervista rilasciata a Sport Mediaset, l'attaccante nerazzurro si è nuovamente scagliato contro  Antonio Conte, riservandogli parole al veleno, riferendosi alla squalifica che il tecnico della Juventus sta attualmente ancora scontando: "Volevo semplicemente dire che sono troppo professionali e professionisti. Io non lo sono mai stato. Non era mia intenzione offenderli, se se la sono presa... amen. Non sono certo io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Ma se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia". Parole molto forti quelle dell'interista ma, sappiamo tutti che tra leccesi e baresi c'è una storica rivalità che va ben oltre il solo aspetto calcistico. Il derby, anche se a distanza, continua.




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Inter: si lavora per la cessione di Sneijder. Nel mirino Eriksen dell'Ajax

giovedì 15 novembre 2012 0 commenti

Wesley Sneijder
di Redazione
ROMA-Wesley Sneijder lontano dall'Inter. Queste sembrano essere le indiscrezioni uscite dalla sede nerazzurra dove, in questi giorni, i dirigenti i hanno tentato di proporre un rinnovo contrattuale all'olandese, con il trequartista che però non ha accettato di ridursi e di spalmare il proprio ingaggio. Secondo le ormai vigenti politiche societarie, il tetto ingaggi dev'essere ridimensionato e, dopo quanto fatto con Milito e gli altri big a disposizione di Stramaccioni, ora anche Sneijder dovrebbe decidere se accettare o meno la proposta di Moratti e, in caso contrario, per l'olandese si aprirebbero le porte della cessione.
Quindi non è solo un problema tattico: alla base degli screzi tra giocatore e staff tecnico, infatti, non ci sarebbe soltanto la difficoltà incontrata da Stramaccioni nel ritagliare un posto in campo per l'olandese, ma anche e soprattutto problematiche di stampo economico.
L'attuale tecnico nerazzurro, infatti, nonostante le ottime prestazioni registrate in concomitanza con l'assenza per infortunio di Sneijder (una coincidenza?), sarebbe pronto a cambiare nuovamente modulo per poter permettere al giocatore di entrare in campo con maggior frequenza ma, fino a quando l'olandese non accetterà di spalmare il suo ingaggio, il suo utilizzo potrebbe essere ridotto fino alla sempre più probabile cessione.
Intanto dalla Russia si intensificano le voci secondo le quali l'Anzhi si sarebbe messo alla caccia del trequartista. Eto'o sarebbe tentando di convincerlo ad accettare la faraonica proposta dell'Anzhi, pronto ad investire parecchi milioni di euro sull'olandese. Il prezzo di mercato del giocatore, ad oggi, si aggira tra i 15 ed i 20 milioni di euro, cifra che potrebbe essere subito reinvestita sul calciomercato dal presidente Massimo Moratti, che ha già individuato il perfetto sostituto dell'olandese nella rosa dell'Inter.


Christian Eriksen, centrocampista danese dell'Ajax

Il presidente dell'Inter Moratti sta intensificando i propri contatti con l'Ajax, tra l'altro squadra dove Sneijder è cresciuto calcisticamente, per avere informazioni circa la cessione di Eriksen, trequartista danese di soli 20 anni che ha già mostrato enormi doti, finendo nel mirino di numerosi top club europei. Il giocatore, infatti, continua a rifiutare le offerte di rinnovo propostegli dai Lancieri e, dopo le parole di De Boer, è stato proprio il giovane danese a confermare di voler lasciare l'Olanda per cimentarsi in una nuova e più ambiziosa avventura. Con l'affare Paulinho che fatica a concretizzarsi, la dirigenza nerazzurra potrebbe quindi tentare l'assalto ad Eriksen, anche se la sua cessione sembra essere più semplice durante la prossima estate: l'eventuale cessione di Sneijder già a gennaio spingerebbe però Moratti ad affrettare i tempi e a cercare di acquistare il giovane trequartista già durante la prossima sessione di calciomercato.




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Inter alle stelle e Juve alle stalle

domenica 4 novembre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La Juventus, dopo 49 risultati utili consecutivi in campionato (la sesta striscia positiva della storia a pari merito con l'Arsenal), viene riportata sulla terra dall'Inter più forte dopo l'era Mourinho. I nerazzurri travolgono 1-3 i campioni d'Italia nella loro tana ed il merito, va tutto al tecnico Stramaccioni che dimostra una grande personalità e preparazione tattica. Vittoria importante per due motivi: derby d'Italia che torna a Milano nerazzurra e riapertura del campionato con distacco dalla Juve che si riduce ad un solo punto. 

Cronaca
Juventus Stadium tutto esaurito per il match scudetto. Solito 3-5-2 per i padroni di casa con tutti i migliori in campo. Alessio si affida alla coppia Vucinic-Giovinco per l'attacco. Stramaccioni propone il 3-4-3 con il super tridente Milito-Cassano-Palacio.
Pronti, via e Juve in vantaggio dopo 20". Asamoah riceve palla in netta posizione di fuorigioco, non segnalata dal guardalinee, e scarica il pallone a Vidal che, a porta sguarnita, regala il vantaggio ai suoi. Inter in "bambola" e bianconeri alla immediata ricerca del raddoppio con Marchisio che calcia addosso ad Handanovic da pochi metri. Gesto tecnico spettacolare del centrocampista della nazionale che calcia al volo ma, ancora migliore, il morbido e preciso passaggio di Pirlo. Juve incontenibile che ci riprova con lo stesso schema e con gli stessi uomini ma, questa volta, Marchisio viene marcato bene e la conclusione finisce debole tra le braccia del numero uno interista. Si vede finalmente l'Inter con Palacio (tiro alto) e Cassano che, sugli sviluppi di un corner, cerca di sorprendere Buffon con un tiro-cross che finisce a lato di un soffio. I bianconeri calano di ritmo ma è ancora loro l'ultima occasione del primo tempo con Vidal. Si va a riposo sull'1-0 ma dopo 20 minuti di dominio degli uomini di Alessio, la partita non ha regalato nulla di emozionante. Da segnalare la mancata espulsione di Lichtsteiner per un fallo che gli poteva costare il secondo cartellino giallo. Svizzero, estraneo al gioco, sostituito da Caceres al 37'.
Secondo tempo tutto di marca nerazzurra. Ospiti alla ricerca del pareggio con Palacio e Nagatomo ma Buffon non si fa sorprendere. Punizione Inter dal limite. Schema anzichè conclusione in porta e Milito viene trattenuto in area da Marchisio. Calcio di rigore ed è lo stesso argentino che trafigge Buffon con mira centrale ma forte. Ormai la partita è in mano agli uomini di Stramaccioni che cercano rabbiosamente il vantaggio. Vidal perde palla a centrocampo e Guarin (appena entrato in campo al posto di Cassano) innesca un contropiede fulmineo verso Buffon che può respingere la conclusione del colombiano ma, nulla può contro la ribattuta del solito Milito che brucia sul tempo la difesa juventina. 1-2 e gli spalti iniziano a svuotarsi. La Juve ci prova a riprendere la partita con i "nuovi" Bendtner e Quagliarella e con Pirlo che impegna seriamente Handanovic da fuori. Con i bianconeri totalmente riversati in avanti, l'Inter trova l'1-3 finale al 90' con Palacio ma il merito è tutto di Nagatomo che resiste alla marcatura avversaria.

3-1 probabilmente troppo severo ma vittoria nel complesso giusta che mette a tacere anche le possibili polemiche del gol in fuorigioco di Vidal. Una grande Inter, un grande Milito, un grande Stramaccioni ed un pizzico di fortuna che non guasta mai. Milanesi "provinciali" nella determinazione ma grandi nel resto. Zanetti annulla Asamoah nella ripresa. Juve sprecona (non è una novità) e senza grinta. Disordinata tatticamente e nelle scelte. Mercoledì in coppa sarà dura senza un "bagno d'umiltà". Modulo già obsoleto e tutto da rivedere per Conte.



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[Parte 2°-VIDEO] 10 anni di Derby d'Italia. Le partite che hanno fatto la storia

sabato 3 novembre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
BARI - Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Juventus ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra la Juve di Lippi, quella di Capello, in mezzo la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime sentite partite. Tante polemiche, veleni, dossier arbitrali e lo scandalo di Calciopoli, ma è sul campo che brillano le stelle: Cruz, Zanetti, Cambiasso, Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Adriano, Toldo, Buffon, Nedved, Figo, Martins...chi sarà il prossimo protagonista?




JUVENTUS-INTER 1-1. 04 novembre 2007, Comunale di Torino
Marcatori 41’ pt Cruz, 33’ st Camoranesi

JUVENTUS: 

Buffon; Grygera (33’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Palladino, Nocerino, Cristiano Zanetti, Nedved (16’ st Iaquinta); Del Piero (25’ st Camoranesi), Trezeguet.

Panchina: Belardi, Birindelli, Salihamidzic, Tiago.
All. Ranieri.



INTER: 

Julio Cesar; Maicon (40' st Dacourt), Cordoba, Samuel, Chivu; Figo (17’ st Burdisso), Javier Zanetti, Cambiasso, Cesar; Ibrahimovic, Cruz (20’ st Suazo).

Panchina: Orlandoni, Maxwell, Solari, Crespo.
All. Mancini.






INTER-JUVENTUS 1-2. 22 marzo 2008, San Siro
Marcatori: Camoranesi (J) al 4', Trezeguet (J) al 18', Maniche (I) al 38' s.t.

INTER (4-3-1-2): 
Julio Cesar; Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell; Zanetti, Stankovic, Chivu (37' s.t. Balotelli); Jimenez (7' s.t. Suazo); Ibrahimovic, Cruz (19' s.t. Maniche). 
Panchina: Toldo, Rivas, Solari, Crespo. 
All. Mancini.

JUVENTUS (4-4-2): 
Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (41' s.t. Nocerino); Trezeguet (37' s.t. Iaquinta), Del Piero. 
Panchina: Belardi, Birindelli, Stendardo, Tiago, Palladino. 
All. Ranieri.





JUVENTUS - INTER 2-1. 05 dicembre 2009, Comunale di Torino
Marcatori: Melo, Eto’o, Marchisio

JUVENTUS: 
Buffon, Caceres, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (35′ st Poulsen), Diego (45′ st Grygera), Amauri, Del Piero (25′ st Camoranesi). 
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Giovinco, Trezeguet. 
Allenatore: Ferrara

INTER: 
Julio Cesar, Zanetti, Lucio, Samuel (44′ st Materazzi), Chivu, Muntari (14′ st Balotelli), Cambiasso (33′ st Mancini), Motta, Stankovic, Eto’o, Milito. 
Panchina: Toldo, Cordoba, Vieira, Krhin. 
Allenatore: Mourinho



INTER-JUVENTUS 2-0. 16 aprile 2010, San Siro
Marcatori: 30's.t. Maicon (Int), 47's.t. Eto'o (Int) 

IINTER (4-2-3-1): 
Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J. Zanetti; Thiago Motta (1's.t. Stankovic), Cambiasso; Pandev (10's.t. Balotelli), Sneijder (44's.t. Muntari), Eto’o; Milito. 
Panchina: Orlandoni, Cordoba, Materazzi, Muntari, Quaresma. 
All.: Mourinho 

JUVENTUS (4-4-2): 
Buffon; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Camoranesi, Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (33's.t. Salihamidzic); Iaquinta (27's.t. Amauri), Del Piero (42's.t. Poulsen). 
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Candreva, Diego, Iaquinta. 
All.: Zaccheroni




INTER-JUVENTUS 1-2. 29 ottobre 2011, San Siro

Marcatori: 12' Vucinic (J), 28' Maicon (I), 33' Marchisio (J)

INTER (4-3-1-2) 
Castellazzi; Maicon, Nagatomo, Lucio, Chivu, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (64' Stankovic); Sneijder (78' Álvarez); 

Panchina: Pazzini, Zárate (46' Castaignos). 

All. Ranieri

JUVENTUS (4-3-3) 
Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, Vidal (89' Pazienza); 
Panchina: Pepe, Matri (70' Estigarribia), Vucinic (84' Del Piero).
All. Conte






JUVENTUS-INTER 2-0. 25 marzo 2012, Juventus Stadium
Marcatori: 57' Caceres (J), 71' Del Piero (J)


JUVENTUS (4-3-3): 
Buffon; Caceres, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pepe, Matri, Vucinic. 
Panchina.: Storari, Bonucci, Marrone, Padoin, Del Piero, Quagliarella, Borriello.
All.: Conte.


INTER (4-4-2):

 Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Stankovic, Poli, Obi; Milito, Forlan. 
Panchina.: Castellazzi, Ranocchia, Chivu, Faraoni, Cambiasso, Guarin, Pazzini. 
All.: Ranieri.








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[Parte 1°-VIDEO] 10 anni di Derby d'Italia. Le partite che hanno fatto la storia

venerdì 2 novembre 2012 0 commenti


Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Juventus ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra la Juve di Lippi, quella di Capello, in mezzo la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime sentite partite. Tante polemiche, veleni, dossier arbitrali e lo scandalo di Calciopoli, ma è sul campo che brillano le stelle: Cruz, Zanetti, Cambiasso, Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Adriano, Toldo, Buffon, Nedved, Figo, Martins...chi sarà il prossimo protagonista?




INTER- JUVENTUS 1-1. Sabato 19 ottobre 2002, San Siro.
Marcatori: Del Piero (J) su rig. al 44', Vieri C. (I) al 50' st


INTER
[3-4-1-2]Toldo,  Córdoba I., Materazzi,  Cannavaro F.,  Zanetti J., Almeyda,  Emre, Di Biagio, Coco, Recoba, Morfeo, Vieri C., Crespo.
Panchina: Fontana A., Adani, Pasquale, Vivas,Okan 
Allenatore: Cúper H.R. 


JUVENTUS
[4-3-1-2]Buffon,  Thuram, Ferrara C., Iuliano, Birindelli, Zambrotta,  Camoranesi, Tudor, Conte A., Davids, Nedvěd, Del Piero, Salas, Zalayeta, 
Panchina: Chimenti, Fresi, Baiocco, Di Vaio
Allenatore: Lippi M.





JUVENTUS - INTER 3-0. Domenica 02 marzo 2003, Delle Alpi

Marcatori: Guglielminpietro (I) aut. al 4', Nedvěd (J) al 34' pt; Camoranesi (J) al 38' st


JUVENTUS

Buffon, Thuram, Ferrara, Montero, Zambrotta, Tacchinardi, Davids, Camoranesi,  Nedved,  Di Vaio. Trezeguet. 
Panchina: Chimenti, Conte A., Salas, Zalayeta
Allenatore: Marcello Lippi


INTER
Toldo, Zanetti J., Cannavaro F., Materazzi, Còrdoba I., Guglielminpietro, Zanetti C., Emre, Recoba, Vieri, Batistuta.
Panchina: Fontana A., Coco, Gamarra, Pasquale, Di Biagio, Sérgio Conçeicão

Allenatore: Hector Cuper




JUVENTUS - INTER 1-3. 29 novembre 2003, Delle Alpi.

Marcatori: 12' pt Cruz, 24' st Cruz, 29' st Martins, 44' st Montero

JUVENTUS
 Buffon; Thuram, Legrottaglie, Montero, Birindelli; Camoranesi (1' st Di Vaio), Tacchinardi, Appiah (25' st Conte); Nedved (27' st Miccoli); Del Piero, Trezeguet. 
Panchina: Chimenti, Ferrara, Tudor, Davids. 
Allenatore: Lippi 


INTER
 Toldo; Cordoba, Adani, Gamarra; J.Zanetti, C.Zanetti, Almeyda, Pasquale (44' st Brechet); Van der Meyde (12' st Emre), Cruz (36' st Recoba sv), Martins. 
Panchina: Fontana, Farinos, Luciano, Kily Gonzales. 
Allenatore: Zaccheroni




INTER - JUVENTUS 3 - 2. 04 aprile 2004, San Siro.
Marcatori: 6' Martins, 25' aut. Kily Gonzales, 45' Vieri, 2' st Stankovic, 47' st Di Vaio.

INTER
Fontana; Cordoba, Materazzi, Gamarra; Javier Zanetti, Cristiano Zanetti, Farinos (10' st Almeyda), Kily Gonzales (37' st Helveg); Stankovic (24' st Karagounis), Martins, Vieri. 
Panchina: Cordaz, Cannavaro, Cruz, Adriano.
All. Zaccheroni. 


JUVENTUS
 Buffon; Birindelli, Legrottaglie, Montero, Zambrotta; Camoranesi (27' st Conte), Tacchinardi, Tudor, Appiah (1' st Maresca); Trezeguet, Miccoli (11' st Di Vaio). 
Panchina: Mirante, Iuliano, Pessotto, Chiumiento.
All. Lippi. 




INTER-JUVENTUS 2-2. 28 novembre 2004, San Siro 

Marcatori: Zalayeta (J) all'8' s.t, Ibrahimovic (J), su rigore, al 21' s.t., Vieri (I) al 34' s.t., Adriano (I) al 40' s.t. 

INTER (4-4-2) 
Toldo; J.Zanetti, Cordoba, Mihajlovic; Favalli (Ze Maria dal 1' s.t.); Van der Meyde (Recoba dal 22' s.t.), Stankovic, Cambiasso, Davids (Vieri dal 22' s.t.); Martins, Adriano. 
PANCHINA: Fontana, Materazzi, Emre, C.Zanetti. 
All. Mancini.


JUVENTUS (4-4-2)
Buffon; Zebina, Thuram, F.Cannavaro, Zambrotta; Camoranesi (Pessotto dal 39' s.t.), Emerson, Blasi, Nedved; Ibrahmovic, Zalayeta. 
PANCHINA: Chimenti, Montero, Legrottaglie, Appiah, Tacchinardi, Kapo. 
All. Capello.





INTER-JUVENTUS 1-2. 02 dicembre 2006, San Siro.
Marcatori: 18' st Ibrahimovic, 29' st Samuel, 40' st Del Piero.

INTER (4-4-2)
Julio Cesar; J.Zanetti, Cordoba, Samuel, Burdisso; Figo, Veron (35' pt Kily Gonzalez), Cambiasso, Stankovic; Adriano (38' st Recoba), Martins (27' st Cruz). 
Panchina: Toldo, Pizarro, Materazzi, Wome. 
Allenatore: Mancini 


JUVENTUS (4-4-2): Buffon; Balzaretti, Thuram, Cannavaro, Chiellini (44' st Blasi); Camoranesi (31' st Mutu), Emerson, Vieira, Nedved; Ibrahimovic (24' st Del Piero), Trezeguet 5.5. 
Panchina: Abbiati, Kovac, Pessotto, Zalayeta. 
Allenatore: Capello 











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Pogba "dolcetto e scherzetto"

giovedì 1 novembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Soffiato d'astuzia a Ferguson con lo "zampino" di Raiola ed accolto a Torino come giovane talento da formare, Paul Pogba, si ritaglia uno spazio nell'undici titolare e prende per mano la "signora" regalandole tre punti d'oro nei minuti di recupero. Un 2-1 sofferto ma meritato, quello sul Bologna che, cancella in casa Juve lo spiacevole ricordo del "favore" arbitrale di Catania e permette ai bianconeri di mantenere la testa della classifica in attesa del big match di sabato contro l'Inter che ha tutto il sapore della sfida scudetto. 

Cronaca
Assenti Vidal (squalificato) e Marchisio (infortunato), Alessio li sostituisce con Pogba e Giaccherini mantenendo il solito Pirlo davanti alla difesa. Chiellini lascia il posto a Caceres, Asamoah a De Ceglie mentre a destra si rivede Isla. In attacco, la coppia inedita Bendtner - Quagliarella.
Pioli deve far fronte alla pesante assenza di Diamanti e avanza Taider a sostegno delle punte Gabbiadini e Gilardino. Padroni di casa in tenuta nera come a voler omaggiare Halloween.
La Juve parte forte e come sempre tiene il possesso del pallone non permettendo al Bologna di passare la metà campo per dieci minuti scarsi. Dopo un paio di conclusioni di Giaccherini e Quagliarella che non impensieriscono un attento Agliardi, il primo vero squillo, arriva da Pogba che, da fuori area, centra il palo con una naturalezza disarmante. I primi venti minuti del talento ex United sono di livello assoluto e non fanno rimpiangere le assenze. I bianconeri continuano a cercare l'affondo decisivo ma l'ultimo passaggio non è mai quello buono. Sul finale del primo tempo, è ancora Pogba a sfiorare il vantaggio di testa. Si va a riposo sullo 0-0.
Ripresa ancora nel segno dei padroni di casa. Passano dieci minuti e la Juve trova il vantaggio con Quagliarella che sfrutta una sponda di Giaccherini smarcato da una invenzione di Pogba. Pochi giri d'orologio e l'attaccante napoletano ci riprova ma, questa volta Agliardi respinge. Al 71', De Ceglie sbaglia un facile disimpegno e regala il pallone a Taider che dal vertice dell'area, fulmina Buffon con un tiro imprendibile a fin di palo. Ennesima leggerezza dell'esterno bianconero che si ripete dopo lo sciagurato errore contro il Nordjaelland. Si riprende dall'1-1 ed Alessio decide di giocarsi le carte migliori; entrano Vucinic, Giovinco e Asamoah per il forcing finale. Al 92', Giovinco, dalla sinistra, salta un uomo e scucchiaia al centro dell'area per Pogba che insacca comodamente di testa il 2-1 finale.

Pogba è certamente il nuovo volto della Juventus di Conte ma, come ha ribadito il vice Alessio, per diventare un campione, dovrà tenere i piedi per terra e lasciare da parte qualche virtuosismo di troppo. Male De Ceglie che non riesce a riscattarsi quasi mai dopo le brutte prestazioni. 
Bologna senza personalità e coraggio. L'assenza di Diamanti ha sicuramente pesato sulla prestazione ma, il passivo, poteva essere ben più pesante.

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L'Inter "provinciale" attacca la vetta

lunedì 29 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
BOLOGNA - Quella di Bologna è la settima vittoria consecutiva (la quinta in campionato) per l'Inter di Stramaccioni che, con questi tre punti, resta in scia di Juventus e Napoli per la lotta scudetto. 

Cronaca
Il giovane tecnico, contro ogni previsione, lascia in panchina Cassano e lancia la coppia formata da Palacio e Milito nel 3-5-2; Da quando adotta la difesa a tre, l'Inter ha sempre vinto. Bologna a trazione anteriore con Gilardino, Diamanti e Gabbiadini  in avanti con Taider a centrocampo per intimorire gli ospiti.
I padroni di casa partono fortissimo applicando un pressing alto che costringe i milanesi a chiudersi. Diamanti sembra in gran forma ma il gol non arriva. Nonostante il Bologna giochi meglio, è dell'Inter la prima vera occasione della partita con Ranocchia che di testa spedisce a lato di un soffio. La resistenza rossoblu dura ancora per poco. Il difensore ex Bari, ci riprova di testa, su assist al bacio di Cambiasso, e questa volta trafigge l'estremo difensore Agliardi (27'). Primo tempo avaro di occasioni ma i nerazzurri si dimostrano spietati.
Nella ripresa, il Bologna torna alla carica ma si scopre e Handanovic innesca un contropiede fulmineo concretizzato in rete da Milito su assist di Palacio. 2-0 impressionante degli uomini di Stramaccioni che sono ad un passo dal chiudere il match. Neanche il tempo di riorganizzarsi che Cherubin riapre i giochi anticipando Handanovic di testa. La partita si accende e vengono espulsi il vice di Stramaccioni, Baresi e mister Pioli ma è Cambiasso (fuorigioco millimetrico) a chiudere i conti e a regalare un prezioso successo ai suoi (58'). 1-3 e tutti sotto la doccia.

Stramaccioni sembra divertirsi nel gestire gli attaccanti a disposizione e nessuno di questi lo delude. La difesa a tre, sembra reggere bene i colpi e Samuel gioca come ai tempi della Roma. L'Inter ha tutti i numeri per ambire alla vittoria finale ma, gli attaccanti sono spesso lasciati soli. Con i giusti accorgimenti, avremo davanti la vera anti-Juve.





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Tifo senza confini: farà 1.150 km in bici per vedere il Partizan a San Siro

mercoledì 17 ottobre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
BELGRADO-
Cosa non si fa per amore....verso la propria squadra?! Dragan Sibalic, serbo e tifoso del Partizan, ha deciso di supportare la sua squadra in trasferta in maniera alquanto singolare. E' partito, infatti, in bicicletta da Belgrado direzione Milano, dove spera di arrivare il 24 ottobre, alla vigilia dell'incontro di Europa League fra Inter e Partizan, valido del il terzo turno del gruppo H.
1.150 km, pedalare passando attraverso l'Ungheria e la Slovenia, in nove giorni, in tempo per vedere l'allenamento dei giocatori del Partizan sul manto verde di San Siro.

''Volevo fare qualcosa di originale per sostenere la mia squadra contro l'Inter. Sono tifoso del Partizan da quand'ero bambino, e voglio ringraziare la direttrice marketing della società Snezana Filipovic e la compagnia Adidas, che mi hanno aiutato nella realizzazione di quest'idea'', ha detto Dragan, che lavora a un Parking Service a Kraljevo, citta' della Serbia centrale a sud di Belgrado.

Quando il tifo non conosce confini...





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Gigi Meroni, quarantacinque anni fa, lo sciagurato addio di un ragazzo fuori dall’ordinario

lunedì 15 ottobre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
TORINO- “...li faccio sognare, in balia del mio spirito innocente, li stupisco sempre sono un giocoliere, li faccio godere geniale, anarchico e irriverente, tutti battono le mani, si alzano improvvisamente, per non perdere di vista la palla avvelenata che sembra impazzire innamorata, quando sulla fascia vola la Farfalla Indiavolata...”
“Chi si ricorda di Gigi Meroni?”
Questo è il titolo della canzone dalla quale sono tratte le parole. Come rispondere a tale domanda?
Genio, giocoliere, funambolico, irriverente, anarchico...tanti aggettivi che dipingono Luigi “Gigi” Meroni, tra i più geniali calciatori italiani degli anni Sessanta, sciaguratamente scomparso, a Torino, quarantacinque anni fa, all'età di 24 anni.
In carriera ha indossato le maglie del Como (25 presenze e 3 goal), del Genoa (40 presenze con 6 reti) e del Torino di Nereo Rocco, indossando la maglia granata 103 volte e segnando 22 goal.
Un ragazzo straordinario nell'accezione che troviamo sui dizionari: “fuori dall'ordinario”, fuori dagli schemi tradizionali, come questo articolo che prova a descriverlo attraverso un elenco di quelle parole, segreti ed aneddoti che lo hanno contraddistinto.

Artista: molto spesso snaturata dall'utilizzo (alle volte improprio) del mondo pallonaro, questa parola sottolinea la bellezza e l'eleganza espressa da un calciatore. Lui, Gigi, era certamente bello ed elegante sul terreno verde di gioco, ma aveva passioni un po' naif o forse strambe tali da renderlo artista anche fuori dal campo di calcio.
Nella fredda città piemontese, infatti, trovava calore e conforto dipingendo: gli piaceva l'arte e la pittura, passatempi che si portava dietro sin da quando era ragazzino e che il successo non affievolì. Da giovane lavorò anche come disegnatore di cravatte di seta, un mestiere che gli piacque e che perfezionò fino ad arrivare a disegnare i propri abiti. Creava il modello, sceglieva lui la stoffa ed affidava tutto al sarto.

Anticonformista: era un ventenne e come ogni ragazzino che si affaccia all'età adulta era infiammato da una ribellione adolescenziale. Ma era una ribellione positiva: rispettoso delle regole, mai fuori dalle righe, non pensava minimamente a cambiare il mondo, ma di fatto, il suo modo di vivere stravagante o semplicemente da ventenne un po' guascone, destabilizzò l'Italia bigotta. Era un mezzo scapigliato (giusto per rimanere in tema d'arte). Calzini abbassati e maglia da fuori; prima i baffetti, poi capelli portati più lunghi e poi la barba .“Se vai dal parrucchiere, potrai andare in Nazionale”, roba da ridere a pensarlo oggi, eppure il concetto era questo. Accettò, dinanzi alla possibilità di perdere il treno azzurro, poi divenuto famoso ed idolo di molti ragazzi che lo emulavano, l'allenatore dell'Italia dovette chiudere più di un occhio. Erano gli anni dei Beatles, ed un po' ci somigliava: facile e scontato il soprannome. In Inghilterra c'era George Best definito il “quinto Beatle”, da noi Meroni era semplicemente il “Beatle italiano”. Viva la fantasia...

Balilla: l'elegante vecchia Fiat Balilla. La “sua” macchina che lo distingueva dalla massa. Anche lui si concesse il privilegio di guidare un'autovettura di simili livello, però gli altri andavano in giro con le nuove Fiat, lui si riconosceva con la nera, elegantemente nera, Balilla

Cristiana: lui l'artista, lei la sua musa ispiratrice. “La bella tra le belle al Luna Park” (sempre nella canzone), nipote del giostraio del parco giochi di Genova, dove Gigi la vide e decise di non farla uscire più dalla sua vita. Era innamorato, tantissimo, al punto tale da fare avanti e dietro tra Genova e Milano (dove viveva lei) e non riposare. Dinanzi al lei, per lei, tutto il resto scivolava in secondo piano. Il biondo dei suoi capelli, rendevano grigio tutto ciò che li circondava. Fece un patto con il Genoa quando era in odor di convocazione della Nazionale B. Disse: “Gioco, vi faccio rimanere in Serie B, ma prima della fine del match, fasciatemi la gamba così non vado in ritiro.” Come andò a finire?Due goal di Meroni, Genoa ancora in B ed un finto gesso applicato alla gamba “solo” per stare un paio di giorni con Cristiana che era scesa.
Sfidò, anzi, ignorò il sistema prevenuto e chiacchierone che, soprattutto quando viveva a Torino, mal digeriva il rapporto tra un calciatore, così in vista, ed un ragazza, separata, che aveva avuto alle spalle una precedente relazione. Ma lui andava oltre.

Derby: quello della Mole Antonelliana, quello più amaro perché lui oramai non c'era più. Lo si giocò appena dopo una settimana dal tragico incidente in una atmosfera surreale: entrambe le tifoserie in silenzio mentre assistevano alla caduta di alcuni fiori, lanciati da un elicottero, che vennero poi posati lungo tutta la fascia destra, la sua “zona di competenza”. Dopo il match con la Sampdoria, nella quale Nestor Combin segnò una tripletta, Meroni (così riferisce Combin stesso) disse all'attaccante che anche contro la Juventus avrebbe segnato tre goal. Combin, volle giocare a tutti i costi quella partita, nonostante un attacco febbrile ed effettivamente andò in rete per tre volte nel 4-0 finale con il quale i granata sconfissero la Vecchia Signora. Ironia (c'è sempre lei di mezzo), fu la prima stracittadina vinta dopo sette partite, la prima senza Gigi che mai riuscì ad esultare contro i cugini rivali.

Esterno destro: alla domanda “preferisci entrare in porta con il pallone o magari fare il regista a centrocampo?” Gigi rispose che per lui era importante fare goal, senza dribblare tutti.
Mentiva: era un'ala destra estrosa capace di dribbling ubriacanti e di invenzioni geniali, veloce, guizzante, una “farfalla” come venne definito in sporadiche occasioni. Ma era un genio imprevedibile che seguiva il suo istinto e come tale non poteva essere imprigionato in uno schema specifico. A lui, infatti, era permesso anche accentrarsi in mezzo al campo per dar pieno sfogo alla suo essere estroso.

Gallina: “Se gli altri vanno in giro con i cani, perché io non posso andare a spasso con una gallina?” Nulla da obiettare. Guinzaglio al collo, portava in giro la sua fida amica, gelosa di Cristiana al punto da beccarla, ma si dimostrava calma e pacata con Gigi. E se ne andava in giro a Torino, mica un paesino di pecore sperduto delle Alpi...

Folle: dopo quanto detto c'è da aggiungere altro?

Inter: o meglio la “Grande Inter” di Helenio Herrera, quella che nel 1967 dopo tre anni di imbattibilità in casa, capitolò a San Siro proprio a causa di un goal di Meroni. Fu una partita frizzante per l'ala destra del Torino, che si muoveva leggero e che si difendeva coi denti contro Facchetti, ma a sgusciare era sempre lui. Imprevedibile come quando, appena dentro l'area, segnò un goal con un tocco morbido a giro che si insaccò sul lato sinistro della porta. La fotografia che rappresenta, forse, il punto più alto della carriera di un ragazzo che doveva ancora sbocciare. Una partita giocata con l'animo sereno di chi la notte precedente non dormì, ma aspettò sotto la pioggia la sua dolce amata per riappacificarsi dopo un litigio.

Insurrezione popolare: dopo il goal a San Siro, gli occhi di tutti vanno su quel ragazzino con la maglia granata ed il numero 7. Due occhi, però, sono i più temuti: quelli di Gianni Agnelli, presidente della Juventus. Allora era difficile dire di no al presidente bianconero e lui voleva Meroni a tal punto da offrire al presidente del Toro, Orfeo Pianelli, una cifra superiore ai 700 milioni di lire. Appena questa voce circolò tra le vie della città piemontese, una folla di tifosi granata protestò contro questa possibile cessione che di fatto, ufficialmente (ma c'è da credere il contrario) non fu mai presa minimamente in considerazione.

Morte: come definirla?Tragica fatalità?Evento nefasto?
La sera del 15 ottobre 1967, dopo aver giocato e battuto la Sampdoria per 4-2, Meroni e Poletti uscirono assieme per incontrare le rispettive fidanzate e mentre attraversarono corso Re Umberto, a pochi passi dalla casa di Gigi e vicino allo stadio Comunale, una macchina sfiorò Poletti, colpendo alla gamba sinistra Meroni che venne scaraventato al centro della strada e colpito a morte da una macchina che proveniva in senso opposto.
Una tragica morte accentuata dal sapore di beffa e di ironia. Ci si domanda se c'è qualcuno (lassù, laggiù, a destra o a sinistra..fate un po' voi) che si diverte a giocare intrecciando destini. Alla guida dalla prima auto, quella che lo colpì alla gamba, c'era Attilio Romero, studente e tifoso granata che sul cruscotto aveva la foto del suo idolo del cuore, Gigi Meroni appunto e che prese parte nei “moti” derivati dalla possibile cessione del numero 7 alla Juve. Trentatre anni dopo, lo stesso Romero diventerà presidente del Torino.
Aldo Agroppi, non può dimenticare quel 15 ottobre 1967: “Gioia per l’esordio in A e dolore alla notizia dell’incidente. Dopo le partite Fabbri ci voleva in ritiro per evitare che andassimo in discoteca. Quel pomeriggio vincemmo e insistemmo tanto che il mister ci lasciò liberi. Avessimo perso, Gigi non sarebbe stato investito”. Quella maledetta vittoria...

Aveva 24 anni e lui che amava la pittura, stava dipingendo un quadro, un ritratto della sua Cristiana. Ci provava e riprovava, ma non riusciva a dipingere gli occhi: voleva rendere perfetto lo sguardo di una ragazza innamorata. E' rimasto un quadro incompiuto, come la vita di un ragazzo che (trovando positiva risposta alla domanda di apertura)  verrà sempre ricordato.




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