Europei Under 21 e Confederation Cup, trionfo Germania
Germania “Uber alles” sopra tutto e tutti. Lo squadrone tedesco non ha mai cali di tensione e di rendimento. Se si scorrono gli Almanacchi e le storie delle grandi competizioni internazionali, dai campionati Europei, ai Mondiali finendo alla Confederation Cup i teutonici sono sempre arrivati fino in fondo e molte volte hanno alzato la Coppa.
I numeri 10
Il Numero 10, il numero magico, sinonimo di classe estro e irriverente fantyasia. In Italia lo ha incarnato con grande signorilità Gianni Rivera che però non c'è da un pezzo, Maradona pure.
Il Grande Torino
Quest’anno è stato inaugurato lo staio “Filadelfia” distrutto e ricostruito quello che è stato il teatro delle gesta di una squadra indimenticabile: Il Grande Torino.
La Nazionale del Futuro
L’ultima bella figura l’abbiamo fatta in Germania nel 2006 vincendo il quarto titolo mondiale. Poi se non buio pesto si è vista poca luce.
Champions, dal 2018 è Superlega con Quattro italiane, nuovo format e nuovi orari
Dalla Champions League alla Superchampions. Il prossimo torneo sarà l’ultimo con il vecchio format. Una riforma pretesa dai grandi club. Troppo ampia la forbice tra le forti e le piccole, troppi i gruppi decisi prima di cominciare.
[Parte 1°-VIDEO] 10 anni di Derby d'Italia. Le partite che hanno fatto la storia
L'incubo degli sceicchi ha meno di 21 anni
LECCE - Chi pensa che l'Italia del calcio sia in crisi, dovrà ricredersi. Il futuro azzurro è promettente, ha meno di 21 anni e non è nemmeno così lontano. L'U-21 allenata da Devis Mangia, ora tecnico degli azzurrini dopo la controversa esperienza sulla panchina del Palermo, umilia il modesto Liechtenstein 7-0 e mantiene la leadership nel suo girone qualificandosi così ai playoff degli Europei che si terranno in Israele il prossimo anno.
Con la qualificazione in tasca, si può iniziare a sognare e ad azzardare i primi paragoni con le mitiche squadre di Cesare Maldini e Marco Tardelli che insieme hanno portato in bacheca il trofeo continentale per ben 4 volte nelle 5 edizioni svoltesi dal 1992 al 2000 e hanno fornito grandi campioni alla nazionale maggiore. La rosa a disposizione del tecnico di Cernusco Sul Naviglio, è piena di talenti e ha tutte le carte il regola per riportare il titolo nel bel paese che manca dal 2004. Inoltre, non bisogna sottovalutare che molti giocatori di questa selezione, hanno già assaporato la convocazione da parte di Prandelli e il posto da titolare nei rispettivi clubs. El Shaarawy, De Sciglio e Marrone, sono pedine fondamentali di Juve e Milan senza dimenticare Insigne che, ormai tra le prime scelte di Mazzarri nel Napoli per sostituire Lavezzi, con ogni probabilità sarà convocato regolarmente anche da Prandelli nella nazionale che conta. A Sofia, per le qualificazioni mondiali, l'attaccante napoletano, infatti, ci sarà.
Al di là delle floride prospettive in chiave azzurra, la presenza di così tanti giovani dai piedi buoni, può rappresentare una valida soluzione per sopravvivere alla crisi che ha colpito anche il calcio nostrano. I nostri clubs, che da sempre hanno preferito percorrere la strade che portano ai campioni stranieri affermati, pagandoli fior di milioni, possono dirottare i propri investimenti su questi ragazzi che crescono a decine in stile cantera spagnola, risparmiando così, pesanti perdite al bilancio e tentare di tenere testa alle società in mano agli sceicchi che comandano il mercato con i loro infiniti capitali. Erano anni che in Italia, non crescevano così tanti talenti dal futuro quasi assicurato e mai in un momento di grande difficoltà come quello attuale. Il suggerimento, che ci viene spontaneo, è quello di sfruttare al meglio questo flusso a dir poco "miracoloso" e di iniziare a creare una nuova mentalità più "nazionalista" e lontana dalle vecchie abitudini che spesso e volentieri ci hanno portato a vedere l'erba del vicino sempre più verde. Quasi sicuramente, non avremo i nuovi Totti, Del Piero o Maldini ma, con un po di pazienza e amore in più verso i nostri settori giovanili, arriveranno anche quelli.
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Italia, ecco i 25 convocati da Prandelli: si riparte dai giovani e da chi ha voglia di riscattarsi
CONVERCIANO - Il c.t. Prandelli ha ufficialmente diramato la lista dei primi 25 giocatori che rappresenteranno il nuovo corso per le qualificazioni in vista del prossimo Mondiale di Brasile 2014.
In preparazione per il doppio impegno, il 7 settembre a Sofia contro la Bulgaria e l'11 settembre a Modena contro Malta, il commissario azzurro ha fatto delle valutazione seguendo le indicazioni offertegli da questi primi 180' di campionato. Molte le conferme rispetto all'ultimo Europeo, inevitabile l'assenza di Antonio Cassano ancora in ritardo di condizione (solo 50' nella partita di ieri contro la Roma).Ma il c.t. precisa: "Non è scomparso dal panorama azzurro, ma lui stesso ha detto che è al 50-60% e ora non ho tempo per recuperare i giocatori. All'Europeo mi poteva dare continuità, ora deve ritrovare la forma fisica"
Si pensava ad una convocazione anche per il giovane terzino del Milan De Sciglio (classe 92'), ma al contrario l'ex allenatore della Fiorentina ha ripescato Mattia Cassani, proveniente proprio dalle file viola. Conferme anche per Ogbonna in difesa, mentre a centrocampo convocazione anche per Giaccherini nonostante stia trovando poco spazio nelle Juventus. Dopo aver fatto grandi cose nel Pescara di Zeman, Lorenzo Insigne e Marco Verratti si ritroveranno per la prima volta a giocare nuovamente assieme: prima chiamata nella squadra maggiore, infatti, anche per la nuova punta del Napoli che ha fin da subito dimostrato di essere già pronto per la Serie A e per le prossime sfide.
Ritorni anche per Destro e Osvaldo, il duo della Roma che ieri ha sbancato San Siro e per Pazzini che, dopo essere sprofondato nel dimenticatoio dapprima dell'Inter e poi della Nazionale, con la tripletta rifilata al Bologna, dimostra di aver ritrovato convinzione. Elogi e conferme, infine, anche per Giovinco, dopo la brillante prestazione contro l'Udinese. Su di lui Prandelli ha detto: "Abbiamo sempre creduto in lui, gli mancava solo continuità di gioco".
Questo l'elenco dei convocati:
Portieri: Buffon (Juventus), De Sanctis (Napoli), Sirigu (Paris St. Germain), Viviano (Fiorentina);
Centrocampisti: De Rossi (Roma), Diamanti (Bologna), Giaccherini (Juventus), Marchisio (Juventus), Nocerino (Milan), Pirlo (Juventus), Poli (Sampdoria), Verratti (Paris St. Germain);
Attaccanti: Borini (Liverpool), Destro (Roma), Giovinco (Juventus), Insigne (Napoli), Osvaldo (Roma), Pazzini (Milan).
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Euro 2012: numeri, curiosità e statistiche finali.
Andiamo però a vedere qualche numero importante della manifestazione che si è appena conclusa.
Si sono disputate 31 partite in soli 24 giorni (questo ha suscitato polemiche per la mancanza di tempi di recupero nelle fasi ad eliminazione diretta) e sono state segnate 76 reti (media 2,45 a partita). Soltanto Inghilterra-Italia e Portogallo-Spagna (entrambe concluse ai rigori) sono terminate a reti bianche; la partita con più gol è stata Russia-Repubblica Ceca, con gli uomini di Advocaat vincitori per 4-1. I pareggi sono stati soltanto 7, a dimostrazione della grande voglia di vittoria di tutte le compagini.
La Spagna ha vantato il miglior attacco (12 reti) e la miglior difesa (un solo gol al passivo, segnato da Totò Di Natale); l’Eire di Trapattoni vanta invece il primato negativo di peggior attacco (una sola rete, peraltro segnata da un difensore, St. Leger) e di peggior difesa (9 reti subite).
Soltanto un’autorete a referto, quella siglata dall’inglese Glen Johnson in favore della Svezia. Quanto alla classifica cannonieri, ben sei calciatori si sono fermati a quota tre gol: Cristiano Ronaldo (Portogallo), Fernando Torres (Spagna), Mario Balotelli (Italia), Mario Mandžukic (Croazia), Alan Dzagoev (Russia), Mario Gomez (Germania): la scarpa d’oro, però, è andata allo spagnolo, così come il premio miglior giocatore del torneo è nelle mani di Andres Iniesta.
L’UEFA ha stilato una formazione virtuale dei 23 migliori calciatori del torneo, nella quale compaiono quattro italiani e ben nove spagnoli:
Portieri - Buffon (Italia), Casillas (Spagna), Neuer (Germania);
Difensori - Piquè (Spagna), Fabio Coentrao (Portogallo), Lahm (Germania), Pepe (Portogallo), Sergio Ramos (Spagna), Jordi Alba (Spagna).
Centrocampisti - De Rossi (Italia), Gerrard (Inghilterra), Xavi (Spagna), Iniesta (Spagna), Khedira (Germania), Sergio Busquets (Spagna), Ozil (Germania), Pirlo (Italia), Xabi Alonso (Spagna).
Attaccanti - Balotelli (Italia), Cesc Fabregas (Spagna), Cristiano Ronaldo (Portogallo), Ibrahimovic (Svezia), David Silva (Spagna).
In autunno la Nazionale azzurra inizierà il cammino per i mondiali di Brasile 2014, mentre la prossima estate, sempre in Brasile, sarà impegnata nella Confederations Cup.
Post Europei, gli effetti: l'Italia entra in Top10 nel Ranking, mentre la Ryanair ci consiglia di "allearci" con gli spagnoli...
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| lo slogan apparso sulla homepage della Ryanair |
BARI- Balzo in avanti per la Nazionale italiana nel Ranking Fifa dopo il brillante cammino che ha portato la squadra di Prandelli a giocarsi la finale con la Spagna. Infatti, grazie ai 215 punti ottenuti (miglior progresso tra le nazionali maggiori), l'Italia passa dalla dodicesima alla sesta posizione, rientrando di fatto nella Top10.
A guidare la classifica sono naturalmente sempre le Furie Rosse, che consolidano il primato, stabilendo un record storico: terzo successo consecutivo tra Euro2008, Mondiali 2010 ed ultimo Europeo.
Al secondo posto rimane la Germania che, nonostante lo scivolone proprio contro gli azzurri, può vantare di un discreto margine sulla terza (Uruguay). Avvenimento storico (anche se negativo) anche per il Brasile: da quando è stato introdotto il Ranking Fifa (1993), infatti, il Brasile era sempre rientrato nelle prime 10 posizioni confermando la sua tradizionale forza. Superato addirittura dalla Danimarca (decima) e con la Grecia che incalza, il Brasile è attualmente relegato in undicesima posizione, e con i prossimi Mondiali da ospitare, non è di certo un biglietto da visita incoraggiante.
Intanto continua l'eco post Europei: la Ryanair, nota compagnia di viaggi low-cost, sul proprio sito ha promosso un'offerta per i voli tra Italia e Spagna con un simpatico slogan, chiaramente alludendo alla recente e nefasta finale di calcio. "Se non puoi sconfiggere in nemico, fattelo amico", si legge sulla homepage. Della serie, "non tutti i mali vengono per nuocere"...
| Ranking Fifa aggiornato al 4 luglio 2012 |
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Sapore d'amarcord: 3 luglio 98', i Mondiali in Francia ed il rigore di Di Biagio
SAINT-DENIS - Italia - Francia è senza dubbio una delle rivalità più sentite all'interno del panorama calcistico mondiale. Una sfida acuitasi maggiormente nell'ultimo ventennio quando le due squadre si sono contesi trofei importanti, dalla sfida agli Europei del 2008, alla testata di Zidane ed al rigore di Grosso nel Mondiale del 2006, passando per il biennio di 1998-2000 che ha visto i transalpini trionfare nei rispettivi Mondiali ed Europei.
Proprio il 3 luglio del 1998 si svolsero i quarti di finale di quel Mondiale che in quella edizione venne disputato proprio in Francia, e rappresentò per i Galletti, la possibilità di festeggiare davanti al pubblico amico.
Dinanzi l'Italia allenata da Cesare Maldini, di Baggio, dei giovani Cannavaro e Vieri, dell'esperto Bergomi, che dopo un girone di qualificazione estremamente positivo, e dopo lo 0-0 dei 90' contro la Francia, si trovò dinanzi all'atavico spauracchio dei calci di rigore.
Per la terza volta consecutiva l'Italia uscì dal Mondiale a causa degli errori dal dischetto: fatale fu l'errore di Di Biagio che stampò il suo tiro sulla traversa, spianando la strada ai transalpini verso la vittoria finale.
La storia in quella circostanza si era ripetuta, ma l'Italia doveva solo attendere qualche anno: nel 2006, infatti, si riprese la rivincita più bella...
Qui il video della sequenza dei calci di rigore
Il Tabellino
FRANCIA - ITALIA 0-0 dts; 4-3 dcr
Disfatta Azzurra: Mourinho e Di Matteo insegnano
di Davide Colonna
CRACOVIA- Come si ferma il calcio spagnolo? Come si ferma il "tiki - taka"? Come si può neutralizzare il "marchio di fabbrica" del Barcellona di Guardiola e della Nazionale Spagnola di Del Bosque ormai simbolo del calcio di ultima generazione? Con quali mezzi si può arginare? Ecco le domande che si pongono molti tecnici prima di affrontare un simile incubo. La "ragnatela" di passaggi, il possesso palla esasperato, operato con pazienza, tecnica e soprattutto molta personalità che non permette agli avversari di toccare pallone anche per decine di minuti e che ti punisce quando ti distrai. Chi si trova davanti a squadre che attuano questa tipologia di calcio nel migliore dei modi, sa già che ha poche possibilità di uscirne vittorioso o comunque a testa alta.
Cesare Prandelli, ieri sera e comunque prima di affrontare la Spagna, sicuramente si sarà posto queste domande. Nella partita del girone, la prima del nostro cammino europeo, gli azzurri, riuscirono in parte a disinnescare il meccanismo spagnolo realizzando un pareggio insperato dopo esser passati addirittura in vantaggio ma, sembra che il punticino, non sia servito a tenere i piedi per terra. L'Italia, in realtà, riuscì anche a battere le "furie rosse" in amichevole a Bari qualche mese fa ma, un conto è la partita all'amicizia e un altro è la finale dell'europeo.
Il pareggio "inaugurale", probabilmente, è stata una gran botta di...fortuna e se si riguarda la partita, ci si rende conto che dopo un buon primo tempo e il pareggio spagnolo, le cose ci sono andate fin troppo bene anche grazie ai piedi storti di Torres che sfruttava nel peggiore dei modi le disattenzioni di un sacrificato De Rossi. Rispetto a quel giorno però, molte cose sono cambiate: le motivazioni ma anche la forma fisica di entrambe le squadre.
L'Italia di Prandelli, sarà ricordata per esser stata una delle più belle nazionali ma, anche in questo senso la storia ci insegna che anche chi gioca bene, contro le spagnole ha avuto la peggio o ha dovuto utilizzare altri metodi di gioco meno belli ma di sicuro non meno efficaci per avere la meglio.
Magari il nostro C.t. avrebbe dovuto prendere spunto da due tecnici che si son rivelati le "bestie nere" dei maestri del calcio attuale.
Josè Mourinho e Roberto Di Matteo che rispettivamente con Inter e Chelsea, sono riusciti ad eliminare il grandissimo Barcellona inventore del possesso palla ubriacante. I due allenatori, nelle loro occasioni, adottarono il "catenaccio" all'italiana per poi ripartire in contropiede e tramortire i catalani. L'Inter del triplete, arrivò a schierare Eto'o terzino lasciando il solo Milito avanti ma comunque dietro la linea del pallone mentre Di Matteo e il suo Chelsea, riuscirono a fare esteticamente peggio schierando quasi dieci giocatori in area di rigore ad eccezione di Drogba. Il comune denominatore in entrambe le situazioni però, non sta nello schema difensivo in se ma nel sacrificio di tutti gli uomini, attaccanti compresi, sacrificio che non si è riscontrato nell'Italia dove Balotelli e Cassano erano troppi isolati e troppo pigri per dare una mano ai compagni in fase di contenimento e Montolivo non mostrava di sicuro una autonomia polmonare alla Nocerino.
Analizzando ancora più nello specifico la ragnatela iberica, non solo nel contesto Nazionale ma anche in quello Barça, vediamo che in assenza di un grande finalizzatore (Villa ad esempio), il possesso palla risulta sterile. Spesso e volentieri, lo stesso Messi, non riusciva a sbloccare i risultati senza colpi di genio assoluti. Lionel è però argentino e a maggior ragione, non esistendone uno spagnolo, la tattica del catenaccio poteva risultare efficace anche ieri sera. Certo, avremmo sofferto ma, non avremmo probabilmente preso quattro gol e con un po di fortuna, avremmo anche potuto vincere..ai rigori.
Di sicuro, a tutti fa piacere vedere un bel calcio e l'Italia a tratti lo ha espresso ma, davanti a una netta inferiorità, bisogna mettere da parte la bellezza e considerare la concretezza. Mourinho e Di Matteo lo avevano capito e sono diventati degli eroi per i loro tifosi.
Gli azzurri, considerando anche le interviste pre partita, si sono presentati troppo sicuri, troppo poco umili davanti a un simile avversario che è sicuramente più forte anche della Germania e il K.o è meritato anche per questo.
Che ci serva da lezione per il futuro! La strada imboccata sembra quella giusta e con qualche accorgimento, saremo competitivi anche nei prossimi anni.
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Euro 2012, finale: Spagna campione d'Europa 2012!
Non c’è stata partita: azzurri subito in difficoltà sul piano fisico, ha pesato moltissimo la gara con la Germania e il trasferimento da Varsavia al ritiro e dal ritiro a Kiev. Praticamente la finalissima l’hanno preparata sull’aereo. Stanchi, doloranti e sfortunati: un risultato che lascia intendere una differenza abissale tra le due compagini che in realtà non è così netto.
Al quarto d’ora Chiellini non riesce a fermare Fabregas che dal fondo pesca la testa di David Silva che apre le marcature: il difensore della Juventus, stirato, uscirà per Balzaretti. Ci provano Cassano e Balotelli da fuori, ma quando non arrivano i difensori spagnoli ci pensa Iker Casillas. Sul finire del primo tempo, un triangolo Jordi Alba-Xavi-Jordi Alba porta gli spagnoli sul due a zero e la partita virtualmente si chiude.
Nella ripresa Prandelli lascia negli spogliatoi un dolorante Cassano per Di Natale che prova a impegnare subito l’estremo difensore spagnolo, invano. Cambio: Motta per Montolivo, cinque minuti e il centrale del PSG si stira. Fuori, Italia in dieci senza più sostituzioni: è notte fonda. Del Bosque dà Spazio a Torres, Mata e Pedro, ed è proprio la coppia del Chelsea a segnare gli ultimi due gol, con l’Italia fisicamente allo sbando. Bonucci con i crampi, Balzaretti su una gamba sola (colpo alla tibia).
Nel finale Sergio Ramos cerca la “manita” con un colpo di tacco sotto misura, ma Buffon (prima sconfitta stagionale tra i pali) salva l’onore.
Alla fine le lacrime degli azzurri e di quelle dei tantissimi tifosi scesi in piazza a sperare nel titolo cozzano contro le mani di Iker Casillas che, per la terza volta in quattro anni, alzano un trofeo prestigioso.
Appuntamento nel 2016, in casa della Francia.
Euro 2012, la finalissima sarà Spagna-Italia.
I campioni euro-mondiali hanno sconfitto i rivali portoghesi soltanto alla lotteria dei rigori, dopo che i tempi regolamentari e supplementari si erano conclusi a reti bianche. Malgrado qualche tentativo più o meno pericoloso di Arbeloa, Iniesta e Ronaldo, la partita, molto simile a un derby Barcellona-Real, è stata piuttosto monotona, mostrando il timore di perdere a scapito della voglia di vincere.
Dagli undici metri la regola non scritta del “chi sbaglia per primo, passa” è stata riproposta nuovamente, dopo la sfida Inghilterra-Italia. Xabi Alonso e Joao Moutinho hanno esaltato rispettivamente Rui Patricio e Iker Casillas, poi Iniesta, Pepe, Piquè e Nani hanno trasformato i rispettivi penalty, prima del cucchiaio di Sergio Ramos e dell’errore di Bruno Alves. Il rigore decisivo lo ha messo a segno Cesc Fabregas con un colpo da biliardo. Inspiegabile la scelta di Paulo Bento di non far calciare subito Cristiano Ronaldo
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Ieri l’Italia di Prandelli si è imposta contro la Germania: nonostante un avvio titubante (occasioni per Hummels e Kroos), gli azzurri sono stati bravi a rimanere concentrati e a sfruttare la prima indecisione della retroguardia tedesca: numero di Cassano e cross di sinistro, colpo di testa di Balotelli che anticipa Badstuber e batte Neuer. Reazione sterile della Germania, culminata con un bel tiro al sette di Khedira che Buffon devia in angolo. Sugli sviluppi del corner, contropiede azzurro con Montolivo che lancia Balotelli il quale, a tu per tu con Neuer, esplode un destro preciso e potente.
Ripresa con gli azzurri che tentano di arginare la verve tedesca, ma i rischi sono misurati. Allo scoccare del novantesimo, l’arbitro vede un fallo in area (probabilmente un mani di Balzaretti), Ozil trasforma ma ormai la finale è azzurra.
Raggiungendo la finale, l’Italia si qualifica anche per la Confederations Cup 2013 in Brasile. La competizione, infatti, mette di fronte otto squadre: i sei vincitori dei rispettivi tornei continentali, i campioni del Mondo e i padroni di casa che organizzano il Mondiale. Dal momento che la Spagna è campione del Mondo in carica, il posto destinato ai campioni d’Europa sarà riservato agli azzurri, anche in caso di successo spagnolo.
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Euro 2012, ecco le semifinali: Portogallo-Spagna e Germania-Italia.
Italia - Inghilterra ai tempi di Fantozzi
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Euro 2012 Italia: Come te la cavi con l'Inglese?
CRACOVIA - Domani sera a Kiev, per l'Italia di Cesare Prandelli, quarto di finale da "dentro o fuori" contro gli Inglesi e se prima era concesso un passo falso, ora non si può più sbagliare. Chi perde è eliminato dall'Europeo e non c'è più tempo per scelte tecniche errate o per inutili sentimentalismi che possono ulteriormente destabilizzare un ambiente che è già difettoso di suo. Se Balotelli, Cassano o Motta (solo per fare alcuni nomi importanti), non dimostrano di essere in forma, bisogna fare uno sforzo per lasciarli in panchina. Domani l'imperativo è vincere e per riuscirci, devono giocare i migliori del momento e non chi potrebbe solo astrattamente esserlo. Sfruttare anche gli altri convocati, che hanno motivazioni da vendere e nessuna preoccupazione di squalifica, potrebbe rivelarsi una buona mossa per scardinare l'esperto ma logoro undici di Hodgson e in fondo, se lo ha fatto la Germania,che è riuscita a passare in semifinale sostituendo l'intero reparto avanzato, perchè non potrebbe farlo anche l'Italia? La rosa azzurra, non è forse una delle poche ad avere "riserve di lusso" richiestissime anche all'estero?
Soffermandoci sui nostri avversari, l'Inghilterra, dovrebbe presentare il classico 4-4-2 all'Inglese, tutto fisico e zero estetica ad eccezione dell'eterno Gerrard ancora in grado di inventare e far scrivere il suo nome sul tabellone e del fenomeno Rooney che concretizza quasi tutte le occasioni create dai compagni. Che giocatore straordinario Wayne! Il bomber di razza, il pericolo numero uno per la nostra retroguardia che ricordiamoci è anche orfana di Giorgione Chiellini per infortunio. Da tenere d'occhio, il quasi scontato ingresso del "proiettile" Walcott nella ripresa che potrebbe metterci in grande difficoltà nel classico black out che ci accompagna nel secondo tempo dall'inizio del torneo ormai.
Per quanto ci riguarda, Prandelli, non ha ancora reso noto (come è giusto che sia) in che modo schiererà la sua Italia. La solita pretattica, lascia molto spazio all'immaginazione e ai desideri soprattutto dei tifosi che più di tutti si aspettano una squadra che diverta e imponga il suo gioco come quasi mai è successo nella sua storia.
Italia favorita? Non credo. Gli Inglesi non sono di certo degli sprovveduti e se si pensa che a vincere la Champions League è stato il Chelsea, c'è poco da stare tranquilli.
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Euro 2012, fine primo turno: avanti l’Italia, fuori l’Olanda.
Nell’altra partita del gruppo B, la Germania continua il suo formidabile ruolino di marcia: tredicesima vittoria consecutiva, questa volta ai danni di un’onesta Danimarca, la cui unica colpa è stata quella di finire in un gruppo di fuoco. Tedeschi avanti con Podolski che capitalizza un tacco di Gomez, vengono raggiunti dal colpo di testa di Krohn-Dehli prima che il difensore Bender, a dieci minuti dal termine, regali vittoria, primato e qualificazione all’armata di Low, adesso più che mai favorita per il titolo.
Nel gruppo C l’Italia supera per 2 a 0 l’Irlanda di Trapattoni e Tardelli e, complice il successo per 1 a 0 della Spagna sulla Croazia, approda come seconda ai quarti di finale. Gli uomini di Prandelli sono apparsi più timorosi rispetto alle prime due uscite e, pur rischiando pochissimo dalle parti di Buffon, hanno faticato a imporre il ritmo. Ci ha pensato Cassano sul finire del primo tempo con una bella girata di testa, lui piccoletto in mezzo a tanti spilungoni. Nella ripresa la verve azzurra è aumentata, e gli inserimenti di Balotelli e Diamanti per Di Natale e Cassano hanno prodotto il capolavoro balistico di Super Mario che, in rovesciata, ha battuto Given. Risultato acquisito ma orecchie puntate su Croazia-Spagna, dove i campioni euro-mondiali hanno mantenuto il vantaggio grazie al gol di Jesus Navas e a qualche miracolo di Casillas.
Nel girone D cade a sorpresa la Francia contro la Svezia, già eliminata ma autrice di una bella prestazione, culminata dai gol di Ibrahimovic e Larsson. Galletti che comunque passano come secondi (incontreranno la Spagna), mentre l’avversario degli azzurri sarà l’Inghilterra, che ha battuto ed eliminato l’Ucraina di Shevchenko grazie al gol di Wayne Rooney (rientrato dopo la squalifica) e a una certa supremazia territoriale.
Programma dei quarti di finale (21-24 giugno):
REP.CECA – PORTOGALLO; SPAGNA – FRANCIA
GERMANIA – GRECIA; INGHILTERRA – ITALIA
Euro 2012, seconda giornata: Olanda e Italia rischiano grosso, Germania vede i quarti.
Euro2012: Esordio Azzurro con tante incognite e poche scelte
di Davide Colonna
DANZICA - Oggi alle 18,00, la Nazionale di Cesare Prandelli, fa il suo esordio nella competizione continentale contro l'avversario più duro di tutto il torneo, la Spagna di Del Bosque campione del Mondo e d'Europa in carica. Considerando i dubbi tattici e tecnici, soprattutto in difesa per l'infortunio di Barzagli, che costringerà il C.t. a schierare la difesa a tre sacrificando De Rossi nel reparto arretrato, un avversario "sulla carta" più abbordabile sarebbe stato più gradito. Come si sa, però, per vincere un trofeo, prima o poi, bisogna battere tutti (o quasi) gli avversari, quindi morale alto e concentrazione devono essere all'ordine del giorno per l'undici azzurro.
I problemi però, oltre che in difesa (dove al fianco di De Rossi ci saranno Bonucci e l'acciaccato Chiellini), sorgono anche a centrocampo (schierato a cinque) dove, oltre a Pirlo, nessuno sembra avere i mezzi tecnici adeguati per contribuire a fare la partita e sugli esterni, specialmente a sinistra con Balzaretti, a prima vista, non sembriamo molto pericolosi. Ci si affiderà dunque alla corsa di Marchisio e alla stazza di T. Motta per mettere in difficoltà la elaborata manovra spagnola e alla velocità di Maggio per pungere in contropiede. In attacco, confermata la coppia "genio e sregolatezza" Cassano - Balotelli con in panchina l'atteso Giovinco in cerca della consacrazione a grandi livelli e il "bomber" dell'Udinese Di Natale.
La Spagna, invece, dovrebbe presentarsi in campo con un 4-5-1 tutto palleggio ad eccezione di Fabregas relegato in Panchina. Poco da dire sulle qualità a disposizione della "furie rosse" dove spiccano le stelle del Barcellona Xavi e Iniesta e la punta del Chelsea Fernando Torres a caccia di grandi prestazioni dopo quelle deludenti nel suo club.
I pronostici dicono Spagna ma, si spera in una reazione dell'Italia dopo le tre sberle prese dalla Russia la settimana scorsa in amichevole.
Le convocazioni del C.t. Prandelli, non permettono molta varietà nei moduli tattici e la scelta di sacrificare il carisma di De Rossi per la difesa, sembra obbligata a fronte della poca esperienza del giovane Ogbonna. Con il rientro di Barzagli (a qualificazione acquisita visti i tempi di recupero), le cose potrebbero cambiare in meglio ma, la tecnica lascia sempre a desiderare. Oggi, avrei provato a inserire Nocerino al posto di Motta, viste le sue ottime prestazioni in campionato e in Champions con il Milan, arricchite da parecchi gol e non escludo un suo ingresso nella ripresa; I suoi inserimenti con quelli di Marchisio, potrebbero rivelarsi una grande arma in più. Escluderei a prescidere Montolivo come trequartista e lo considererei solo come vice Pirlo. In attacco, la forma di Cassano e i comportamenti di Balotelli sono una incognita. Fantantonio, è l'unico che può dare fantasia e superiorità numerica al nostro gioco ma, non ha i novanta minuti nelle gambe e Balotelli, nonostante possa fare reparto da solo, ha il vizio di lasciare in dieci i compagni troppo spesso. Terrei d'occhio il talentuoso Borini che ha già dimostrato grandi colpi e tanto sacrificio in copertura. Il suo utilizzo in un 4-3-3 mi da buone sensazioni. Ma ci sarà tempo per le critiche! Forza ragazzi!
Formazioni:
ITALIA - 3-5-2: Buffon, Chiellini, De Rossi, Bonucci; Balzaretti, T.Motta, Pirlo, Marchisio, Maggio; Cassano, Balotelli.
SPAGNA - 4-5-1: Casillas, Arbeloa, Piquè, Ramos, Jordi Alba; Alonso, Iniesta, Xavi, Busquets, Silva; Torres.
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Il "Guardian" ripropone in vignetta la storia della Nazionale italiana...non senza qualche sbeffeggio
LONDRA- Il Guardian, popolare quotidiano britannico nato a Manchester nel 1821, in questi giorni sta diffondendo, tramite il suo sito online, una serie di simpatici video-vignette contenenti la storia delle varie nazionali europee. In particolar modo, il commentatore non risparmia alla nostra nazionale qualche frecciatina sul nostro "stile rilassato" (tale da farci arrivare in ritardo alla prima edizione del Mondiale), passando per la nostra sfacciata fortuna (aver vinto la semifinale contro l' URSS degli Europei del 1968 con il lancio della monetina), fino ai vari scandali per scommesse e illeciti vari.
Sarà solo fortuna? Di certo ai fondatori del football, capaci di vincere nella loro gloriosa storia solo un trofeo (Mondiale 1966), non manca l'invidia...
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Nazionale: Come nel 2006?
di Davide Colonna
BARI - I presupposti ci sono tutti. Come nel 2006, la nazionale italiana, si ritrova a fare i conti con le problematiche di illecito sportivo. Al tempo, erano i fatti di "calciopoli" ad essere al centro della bufera mediatica, mentre oggi, sono le scommesse dei calciatori che coinvolgono la maggior parte delle società di B, Lega Pro e qualcuna di serie A a tenere banco.
Sei anni fa, lo scandalo, che sembrava dover distruggere la spedizione e le aspettative mondiali in
Germania, fu quasi scacciato via e quasi messo in secondo piano (Juve a parte) dal trionfo di Berlino. Oggi cosa accadrà? Si ripeterà lo stesso e incredibile scenario?
In attesa dei primi riscontri ufficiali sul campo, c'è chi ci scherza su e ripropone le stesse offerte commerciali ai consumatori sulla vittoria o meno della squadra di Prandelli. Non si sa mai...
Una cosa è certa. La situazione, anche se ancora tutta da scoprire, appare molto più grave rispetto alla precedente e ci porta all'ennesima figuraccia in Europa e non solo dal punto di vista calcistico. In Italia, scommettiamo anche la nostra morale e spesso e volentieri, la perdiamo.
Calciatori strapagati che non sanno come spendere tempo e danaro? Chi può dirlo ma, di sicuro, sappiamo che i soldi hanno acquisito una importanza tale da deviare la passione stessa del calciatore per il suo sport, tanto da spingerlo, sin da inizio carriera, a scegliere destinazioni ad alto guadagno tipo Russia, Cina o Emirati Arabi a discapito di panorami più competitivi e più ricchi di trofei che di banconote.
Magari, anche questa è una delle cause che hanno determinato l'abbassamento del tasso tecnico del nostro calcio e dei nostri calciatori e anche questa causa, ci porta ad essere pessimisti sul destino degli Azzurri all'Europeo.
Dopo il pesante K.o.contro la Russia, anche se si tratta solo di una amichevole, una convizione si fa sempre più forte: nella rosa di mister Prandelli, il vizio, ha più talento dei piedi. Forse, questa volta, non saremo così fortunati come in passato e un girone di ferro, ci attende.
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Responsabile dei Servizi Sportivi: Mario Schena
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