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Calciomercato Juventus: Buffon chiama Balotelli. Pirlo rivela un vecchio accordo con il Chelsea

lunedì 19 novembre 2012 0 commenti

Buffon e Balotelli
di Redazione
TORINO- Il segnale preciso che a questa squadra i campioni servono. Ieri come oggi e come domani. In un’intervista alla Gazzetta dello sport il numero uno della Juve e della Nazionale parla di tutto, del suo futuro, del momento della squadra, della sfida col Chelsea e dell’attuale parco attaccanti. Si parte da quanto accaduto in estate. La Gazzetta chiede se ha mai creduto che arrivasse Van Persie: "Né illuso né ci speravo, non provavo sentimenti. Avendo molta fiducia nel lavoro fatto l`anno scorso e nella competenza della dirigenza, sapevo che non saremmo rimasti senza nessuno. Difatti alla fine è andata così: bene o male sono arrivati Sebastian (Giovinco), Bendtner, e sono rimasti Quagliarella, Vucinic, Matri. Si può dire tutto, ma non che i gol siano il problema di questa squadra, i numeri parlano chiaro. Poi, se qualcuno ogni tanto ha difficoltà con la prestazione, può capitare. Ho molta fiducia nel lavoro di questo gruppo, in quello del l`allenatore e nella qualità dei nostri attaccanti, che in qualsiasi momento possono farci vincere qualsiasi partita". In Nazionale ha conosciuto bene Balotelli, un consiglio glielo darebbe: "Di essere felice, perché alla fine un giocatore, come un uomo, dà il meglio quando fa delle scelte che gli fanno ritrovare entusiamo e serenità interiore. E la felicità per il suo lavoro. Se alla Juve sarebbe felice? Non lo so, questo dovreste chiederlo a lui. La Juve è un ambiente storicamente non facile, nel senso che ci sono delle linee guida ben precise, però è anche vero che Mario è sempre stato molto affabile e apprezzato dai suoi compagni, almeno come comportamenti in nazionale. Se venisse alla Juve entusiasta e voglioso di mettere a disposizione il talento che ha sarei contento. Mario è uno che farebbe felice ogni squadra, compagno, tifoso". Non è un quaraquaqua? "Ah, non lo so".

Pirlo contro il Chelsea
Intanto la gara con il Chelsea si avvicina e pochi giorni prima della gara decisiva per il suo futuro in Champions League, la Juventus scopre che il suo miglior giocatore, Andrea Pirlo, in passato è stato davvero vicino a vestire la maglia dei Blues. Lo rivela lo stesso Pirlo in una lunghissima intervista al Daily Mail, quotidiano britannico che ha deciso di tratteggiare un profilo del centrocampista bianconero, descritto come il pericolo numero uno per la squadra di Di Matteo nella gara di mercoledì. Pirlo ha parlato di tutto, delle sue origini, del suo amore per il calcio, degli ultimi Europei. 
Ma, soprattutto, ha spiegato di essere stato a un passo dal diventare un Blues. A volerlo a Londra era Carlo Ancelotti, che appena arrivato sulla panchina del Chelsea chiese a Roman Abramovich di portargli il regista con cui aveva vinto tutto in rossonero. “E’ stato il Milan a non lasciarmi andare” racconta Pirlo.” Avevo un rapporto molto forte con Ancelotti, così ero in contatto con lui quando arrivò al Chelsea e sono ancora in contatto con lui adesso che è al Paris Saint Germain. Avevo già iniziato le trattative con il Chelsea ma alla fine il Milan non mi lasciò andare. Perciò rimasi in rossonero. Certamente sarebbe stata un’esperienza diversa, che mi sarebbe piaciuta, soprattutto a 30 anni. Mi dissi: perché no? Ma sfortunatamente non si realizzò”. Alla domanda se ritenga che ci sia ancora una chance per lui di andare a giocare in Inghilterra, Pirlo risponde sorridendo: “Forse, chi lo sa? Non so cosa potrebbe accadere, nessuno lo sa. Ho ancora due anni di contratto con la Juventus, questo e il prossimo. Mi piace il calcio inglese, ci sono parecchie squadre molto forti. È un calcio aggressivo e sempre divertente da guardare. Non sarebbe un problema per me adattarmi a quel modo di giocare, perché nel corso della mia carriera ho giocato con molti giocatori con caratteristiche molto diverse”.



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10 anni di Derby: i video delle partite che hanno fatto la storia. [Parte 1°]

venerdì 5 ottobre 2012 0 commenti


di Giovanni Sgobba
MILANO- Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Milan ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra il Milan di Ancelotti, i derby di Champions, la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime stracittadine. San Siro il teatro, moltissimi gli attori: Shevchenko, Crespo, Inzaghi, Milito, Cambiasso, Adriano, Dida, Ibrahimovic, Stankovic, Zanetti, Ronaldo, Kakà...chi sarà il prossimo protagonista?


-13 Maggio 2003. Inter- Milan 1-1 Champios League [Ritorno Semifinale]
Marcatori: 46' pt Shevchenko, 38' st Martins

 Inter: Toldo; Cordoba, Materazzi, Cannavaro; J. Zanetti, Di Biagio (1' st Dalmat), C. Zanetti, Emre,    Conceiçao; Recoba (1' st Martins), Crespo (26' st Kallon).
Allenatore: Cuper

Milan: Abbiati; Costacurta, Nesta, Maldini, Kaladze; Gattuso, Pirlo (44 ' st Brocchi), Seedorf; Rui Costa (19' st Ambrosini); Shevchenko, Inzaghi (35' st Serginho).
Allenatore: Ancelotti


-21 Febbraio 2004. Milan - Inter 3-2 Serie A
Marcatori: al 15' pt Stankovic (I), al 40' pt C. Zanetti (I); all'11' st Tomasson (M), al 12' st Kakà (M), al 40' st Seedorf (M)

MIilan: Dida; Cafu (dal 25' st Pancaro), Nesta (dal 29' st Laursen), Costacurta, Kaladze; Gattuso, Pirlo, Seedorf; Kakà, Rui Costa (dal 1' st Tomasson); Shevchenko
Allenatore: Ancelotti

Inter: Toldo; Helveg, Adani, Cordoba; J. Zanetti, C. Zanetti, Farinos, Kily Gonzalez (dal 43' st Recoba); Stankovic (dal 25' st Karagounis); Vieri (dal 30' st Cruz), Adriano
Allenatore: Zaccheroni



-6 Aprile 2005. Milan - Inter 2-0 Champions League [Andata Quarti]
Marcatori: 46' Stam (M), 76' Shevchenko (M)


-11 Dicembre 2005. Inter - Milan 3-2 Serie A
Marcatori: 24' Adriano (I), 39' Shevchenko (M), 61' Martins (I), 85' Stam (M), 93' Adriano (I)



-28 Ottobre 2006. Milan - Inter 3-4 Serie A
Marcatori: 17' Crespo (I), 22' Stankovic (I), 50' Ibrahimović (I), 53' Seedorf (M), 72' Materazzi (I), 79' Gilardino (M), 94' Kaká (M)


Milan: 1 Dida; 2 Cafu, 13 Nesta, 4 Kaladze, 18 Jankulovski (1' st 3 Maldini); 8 Gattuso, 21 Pirlo, 10 Seedorf, 23 Ambrosini (1' st 7 Oliveira); 9 Inzaghi (1' st 11 Gilardino), 22 Kakà
Allenatore: Carlo Ancelotti

Inter: 12 Julio Cesar; 13 Maicon, 2 Cordoba, 23 Materazzi, 11 Grosso (16' st 16 Burdisso); 5 Stankovic, 14 Vieira, 15 Dacourt (16' st 7 Figo), 4 Zanetti; 8 Ibrahimovic (38' st 25 Samuel), 18 Crespo
Allenatore: Roberto Mancini


-11 Marzo 2007. Inter - Milan 2-1 Serie A
Marcatori: 40' Ronaldo (M), 56' Cruz (I), 76' Ibrahimović (I)

Inter: Julio Cesar; Burdisso, Cordoba, Materazzi, Grosso (17' Maxwell); J.Zanetti, Dacourt (46' Samuel), Stankovic, Figo; Ibrahimovic, Crespo (54' Cruz).
Allenatore: R.Mancini
Milan: Dida; Oddo, Bonera, Maldini, Jankulovski; Gattuso (79' Gourcuff), Pirlo, Ambrosini, Seedorf (70' Gilardino); Kakà; Ronaldo.
Allenatore: Ancelotti.


















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Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero

lunedì 1 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.

Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela  per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.

La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.




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Euro 2012: numeri, curiosità e statistiche finali.

lunedì 9 luglio 2012 0 commenti


di Claudio Santovito

BARI - È trascorsa poco più di una settimana dal trionfo della Spagna ai Campionati Europei di Calcio 2012, in cui la Roja ha messo a segno uno storico triplete, bissando il successo del 2008 in Austria e Svizzera e tornando a sollevare un trofeo a due anni dalla conquista del mondiale sudafricano.

Andiamo però a vedere qualche numero importante della manifestazione che si è appena conclusa.

Si sono disputate 31 partite in soli 24 giorni (questo ha suscitato polemiche per la mancanza di tempi di recupero nelle fasi ad eliminazione diretta) e sono state segnate 76 reti (media 2,45 a partita). Soltanto Inghilterra-Italia e Portogallo-Spagna (entrambe concluse ai rigori) sono terminate a reti bianche; la partita con più gol è stata Russia-Repubblica Ceca, con gli uomini di Advocaat vincitori per 4-1. I pareggi sono stati soltanto 7, a dimostrazione della grande voglia di vittoria di tutte le compagini.

La Spagna ha vantato il miglior attacco (12 reti) e la miglior difesa (un solo gol al passivo, segnato da Totò Di Natale); l’Eire di Trapattoni vanta invece il primato negativo di peggior attacco (una sola rete, peraltro segnata da un difensore, St. Leger) e di peggior difesa (9 reti subite).

Soltanto un’autorete a referto, quella siglata dall’inglese Glen Johnson in favore della Svezia. Quanto alla classifica cannonieri, ben sei calciatori si sono fermati a quota tre gol: Cristiano Ronaldo (Portogallo), Fernando Torres (Spagna), Mario Balotelli (Italia), Mario Mandžukic (Croazia), Alan Dzagoev (Russia), Mario Gomez (Germania): la scarpa d’oro, però, è andata allo spagnolo, così come il premio miglior giocatore del torneo è nelle mani di Andres Iniesta.

L’UEFA ha stilato una formazione virtuale dei 23 migliori calciatori del torneo, nella quale compaiono quattro italiani e ben nove spagnoli:

Portieri - Buffon (Italia), Casillas (Spagna), Neuer (Germania);
Difensori - Piquè (Spagna), Fabio Coentrao (Portogallo), Lahm (Germania), Pepe (Portogallo), Sergio Ramos (Spagna), Jordi Alba (Spagna).
Centrocampisti - De Rossi (Italia), Gerrard (Inghilterra), Xavi (Spagna), Iniesta (Spagna), Khedira (Germania), Sergio Busquets (Spagna), Ozil (Germania), Pirlo (Italia), Xabi Alonso (Spagna).
Attaccanti - Balotelli (Italia), Cesc Fabregas (Spagna), Cristiano Ronaldo (Portogallo), Ibrahimovic (Svezia), David Silva (Spagna).

In autunno la Nazionale azzurra inizierà il cammino per i mondiali di Brasile 2014, mentre la prossima estate, sempre in Brasile, sarà impegnata nella Confederations Cup.




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Euro 2012, risultati prima giornata: bene Germania e Croazia, pari tra Spagna e Italia.

martedì 12 giugno 2012 0 commenti

di Claudio Santovito

 BARI- Si è conclusa ieri la prima giornata dell’Europeo, con l’esordio di tutte le nazionali. Nel girone A, la Russia è subito in fuga con la vittoria per 4-1 sulla Repubblica Ceca: i russi partono subito forte con Dzagoev e Shirokov. Ad inizio ripresa il ceko Pilar dimezza lo svantaggio, ma nel finale sono ancora gli uomini di Advocaat a trovare la via del gol ancora con Dzagoev e con una grandissima giocata di Pavliyuchenko. Nell’altra gara la Grecia ha imposto il pareggio per 1-1 ai padroni di casa della Polonia, sbagliando anche un rigore nel finale. Di Lewandowski e Salpingidis le reti.

Nel girone B, quello più combattuto, una sorprendente Danimarca, tatticamente impeccabile, stende l’Olanda di Sneijder e Robben di misura grazie a un bel sinistro di Krohn Dehli, che infila Stekelemburg sotto le gambe. Orange sottotono, possono recriminare per un palo di Robben, per due belle parate di Andersen e per un rigore non concesso nel finale per un mani in area. La Germania non tradisce e senza sforzo il Portogallo di Ronaldo con un bel colpo di testa di Mario Gomez, anche se viene salvata due volte dalla traversa sulle conclusioni di Pepe e Nani e, nel finale, Neuer compie una prodezza salva-risultato su Varela.

Nel girone C, i nostri azzurri hanno pareggiato la gara d’esordio contro i campioni in carica della Spagna, sempre imbattibile nel possesso palla ma imbrigliata dalle linee italiane. Monopolio del gioco in mano alle furie rosse, inframmezzato da efficaci folate azzurre, concretizzate al minuto 61 dall’acuto di Antonio Di Natale, subentrato a un impreciso Balotelli. Vantaggio che però è durato soltanto tre minuti, passati i quali Cesc Fabregas, sfruttando un’errata diagonale di Giaccherini, ha infilato Buffon. Nonostante un pressing accentuato e le occasioni capitate a Fernando Torres, gli uomini di Del Bosque si sono dovuti arrendere a una nazionale italiana molto compatta. 

L’altra partita del gruppo ha visto il netto successo della Croazia sull’Irlanda per 3 a 1: croati avanti con Mandzukic, poi raggiunti dal colpo di testa di Ledger. Ma nella ripresa la Croazia ha conquistato i tre punti grazie ai gol di Jelavic e ancora di Mandzukic, capocannoniere dell’europeo con Dzagoev (Russia) e Shevchenko (Ucraina).

Proprio l’ex bomber del Milan ha trascinato la sua nazionale, nella bolgia di Kiev, alla rimonta sulla Svezia: scandinavi avanti con un tocco sottorete di Ibrahimovic, ma il capitano ha ribaltato il risultato con una splendida doppietta di testa, che ha portato l’Ucraina in fuga nel suo girone, visto il pareggio pomeridiano tra Inghilterra e Francia. Due lampi a cavallo della mezz’ora: Lescott di testa affonda Lloris, dieci minuti dopo Nasri, con un bel tiro da fuori, batte un colpevole Hart. Ripresa animata dalla paura e nulla di fatto.

Nella prima giornata, soltanto Portogallo e Olanda non sono andate a segno: per loro, mercoledì, rispettivamente contro Danimarca e Germania, è già una finale.




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Euro 2012, gironi C e D: Italia con la Spagna, derby Francia-Inghilterra.

lunedì 4 giugno 2012 0 commenti


di Claudio Santovito

BARI -Ma veniamo al girone C, quello dei nostri azzurri, che dovranno vedersela con i campioni del mondo e d’Europa in carica della Spagna, con l’Irlanda di Trapattoni e con la Croazia, con la quale vanta un saldo negativo.

La prima partita dell’Italia sarà proprio contro le furie rosse; tutto il girone, come l’A, si giocherà in Polonia. Prandelli ha lasciato a casa Giuseppe Rossi (infortunato), Quagliarella, Matri, Pazzini e Osvaldo, puntando su una linea piuttosto “verde”, preferendo Balotelli, Giovinco, Borini, Cassano e Di Natale. In porta ha sacrificato Viviano, optando per il trio Buffon-De Sanctis-Sirigu, mentre la difesa è essenzialmente quella della Juve: fuori Ranocchia, ci sono Barzagli, Bonucci e Chiellini, cui vanno implementati Balzaretti, Abate, Ogbonna e Maggio, sperando di continuare con il ruolino di marcia che ha permesso alla nostra nazionale di vincere il gruppo C subendo – miglior difesa delle qualificazioni – solo due gol. A centrocampo, oltre ai soliti Pirlo, De Rossi, Marchisio, Motta e Montolivo, spazio a Nocerino, Diamanti e Giaccherini.

Gli spagnoli si presentano in partenza orfani di Puyol e David Villa infortunati, e di Bojan, Soldado e Thiago Alcantara per scelta tecnica. Ma la squadra di Del Bosque può contare veramente su un gruppo formidabile, dove anche chi sembra essere solo una riserva in realtà è un fuoriclasse. Xavi, Iniesta, Pique, Alonso, Cesc, Silva, Casillas, il meglio del Real e Barcellona non deluderanno, se implementati ai freschi campioni d’Europa del Chelsea Fernando Torres e Juan Mata. Gli spagnoli si sono qualificati primi nel gruppo I a punteggio pieno, costringendo la Repubblica Ceca agli spareggi.

 L’Irlanda guidata dal Trap è invece arrivata seconda nel gruppo B, staccata di due punti dalla Russia: ha perciò disputato lo spareggio, travolgendo l’Estonia. Stessa sorte è toccata alla Croazia, seconda nel gruppo con la Grecia e agli Europei grazie al successo negli spareggi contro la Turchia. 
Olic, Eduardo, Modric, Pranijc e Srna per la Croazia, Duff, Mc Geady e Keane per i verdi d’Irlanda i punti di forza di due compagini che fanno sicuramente del collettivo la loro forza. E il tandem Trapattoni-Tardelli, dal punto di vista tattico, non ha niente da invidiare a nessuno.

L’ultimo girone, che si giocherà in Ucraina come il B, vede protagonista l’esordiente Ucraina, qualificatasi di diritto in quando paese ospitante, la Svezia (miglior seconda delle qualificazioni), Francia e Inghilterra, vincitrici rispettivamente del gruppo D e G. Un girone che si presenta molto equilibrato, con la Svezia di Ibrahimovic pronta a sfruttare qualsiasi indecisione delle prime della classe, mentre l’Ucraina, capitanata dall’ormai trentacinquenne Shevchenko, potrà contare solo sul gruppo, sul fattore campo e su qualche buona giocata di Tymoshchuk e Milevsky. La Svezia, invece, oltre al fuoriclasse del Milan, ai affida agli interessanti Svensson e Rosemberg, oltre a una tradizione che la vede come una squadra difficile da superare e molto ben organizzata.

L’Inghilterra, orfana di Capello, Ferdinand, Crouch e di Lampard e Cahill in extremis, affidata all’ex Inter Roy Hodgson, tenterà di sfatare il tabù europeo secondo cui non si è mai affacciata nemmeno alla finale del torneo continentale. Terry, Gerrard, e Cole sono forse gli epigoni della Golden Generation ormai all’ultima chance, aggrappati più che mai ai gol di Wayne Rooney.

Infine la Francia di Blanc, che ha già operato il ricambio generazionale dopo il flop in Sudafrica, si affida ai vari Benzema, Menez, Ribery, Malouda, Mexes e Konscienly per i riportare i blues ai fasti dello storico treble tra il 1998 e il 2001 (Mondiale, Europeo e Confederations Cup). In attesa di ospitare il torneo tra quattro anni sulle rive della Senna, come ha deciso monsieur Platini.
La prima classificata del girone C affronterà nei quarti la seconda classificata del girone D e viceversa.





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Nike: ecco lo spettacolare spot interattivo "My time is now"!

sabato 19 maggio 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
BARI- La Nike, si sa, riesce sempre a stregare con i suoi spot, confermando la sua lunga e imponente tradizione di spot pubblicitari sul calcio: vi ricordate l'“Au revoir” di Eric Cantona? Dal Brasile che palleggia all'aeroporto, al video in soggettiva, passando per il periodo della gabbia?
Anche quest'anno la Nike ha fatto le cose in grande, soprattutto in vista dei prossimi Europei, presentando un video che ricorda molto "Write the future" (di un paio di anni fa), ma con un'aggiunta davvero particolare: seguendo, infatti, il link qui sotto a fine articolo, non solo si potrà vedere il video (pieno zeppo di calciatori e con il cameo di Lebron James), ma all'interno sarà possibile scovare (cliccando la momento giusto) divertenti ed interessanti piccole clip che vanno dai bizzarri tagli di capelli di Balotelli, ai consigli di Pep Guardiola ad un sottogioco per testare quanto si è esperti di calcio.
Riuscite a riconoscere tutti i calciatori protagonisti di questo spot?
Il video interattivo dello spot Nike




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Mercato low cost per la Juve

giovedì 10 maggio 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO -
Raggiunto il sogno tricolore, la Juve deve iniziare a pensare al prossimo anno e soprattutto al mercato in prospettiva degli impegni europei in Champions League che quest'anno, non hanno pesato sul fisico dei giocatori bianconeri.
Il giorno dopo la festa scudetto, Marotta, ha parlato di due ciliegine sulla torta dopo gli sforzi della scorsa stagione dedicati più alla quantità che alla qualità ma, questo non significa che la dirigenza porterà a Torino necessariamente due top players a cifre proibitive.
I nomi che circolano sono i soliti. Higuain, Dzeko, Suarez, Van Persie, sono giocatori di indubbio valore ma, i costi di cartellino e di ingaggio, risultano essere troppo alti per le casse bianconere considerando la linea giovane intrapresa dalla società e la storia di una Juve vincente solo quando si spendeva poco e i campioni, si lasciavano a squadre più ricche in favore di talenti non affermati ma ricchi di motivazioni come lo sono stati Del Piero o Zidane.
Se alla tradizione di un mercato povero, si unisce una squadra attuale già campione e collaudata senza personalità di spicco ad eccezione di Pirlo e Buffon, si può arrivare a pensare ad un mercato più ragionato che andrà a concentrarsi di sicuro in tutti i reparti ma tenendo in considerazione, più l'idea tattica di mister Conte e non i desideri dei tifosi. Certamente, si sostituirà un Del Piero partente con un giocatore dalle qualità simili ed in questo senso, sarà più facile arrivare a Giovinco e non a Van Persie o Jovetic perchè più economico. C'è solo da risolvere la comproprietà col Parma ma, dubito si supereranno i 10 mln per concludere l'affare. In attacco si continuerà a puntare su Matri e Borriello che sarà riscattato dalla Roma e in uscita, si conta di piazzare Iaquinta e Martinez.
A centrocampo, ci sono i problemi Elia, Krasic e Melo da risolvere. L'idea è quella di monetizzare da una loro cessione per prendere un centrocampista di esperienza internazionale come potrebbe esserlo Bastos (già in trattiva l'anno scorso con la Juve) e due giovani di speranza come Verratti (molto stimato da Sacchi) e Pogba. Difficile arrivare a Ramires del Bologna su cui ci sono le attenzioni delle inglesi.
In difesa, necessita un vice Bonucci. I nomi non sono molti. Spolli del Catania è una buona scelta mentre molto improbabile l'arrivo di Nesta. In arrivo un acquisto a zero? Anche in questa prospettiva, i nomi non sono molti e non da Juve.
Nessun top player quindi ma, piccoli rinforzi per rendere maggiormente competitiva la squadra in più competizioni quando si giocherà ogni tre giorni. L'ossatura principale non sarà modificata.















Pirlo: il leader "silenzioso"

lunedì 7 maggio 2012 0 commenti


di Davide Colonna
BARI - Ora Galliani e Allegri si staranno mangiando le mani dopo aver commesso un simile errore di valutazione, un errore chiamato Andrea Pirlo.
Scaricato dal Milan nemmeno fosse il bidone di turno e acquistato a parametro zero dalla Juventus, Pirlo, si trasforma nel faro e nell'uomo simbolo dello scudetto bianconero.
Un leader "silenzioso", così lo chiamava Lippi ai tempi del mondiale, un calciatore che preferisce i fatti alle chiacchiere da bar e che preferisce giocare bene piuttosto che lamentarsi o far parlare di se sui giornali.
Il regista bresciano, scoperto in quel ruolo proprio nel Milan da Carlo Ancelotti, dopo un decennio memorabile nei rossoneri, cambia il volto di una Juventus triste, una delle peggiori della sua storia guidandola verso un titolo insperato e lo fa con numeri da fuoriclasse: 36 presenze, 11 assist, 3 gol pesantissimi e una media voto superiore al 6,5,  Unica nota stonata, i due errori dal dischetto che, alla fine, hanno pesato poco o nulla nella volata scudetto.
La sua genialità e i suoi piedi fatati, fanno girare la Juve che è uno spettacolo, come faceva nel Milan fino a due anni fa, prima che Allegri gli preferisse Van Bommel davanti alla difesa. Riesce anche a cambiare le gerarchie nella testa di Conte che non lo ha mai cercato insistentemente prima di trasferirsi a Torino, costringendolo a metter da parte il suo amato 4-2-4.
Lasciato andare per la sua età avanzata ma neanche tanto, 33 anni, Pirlo si dimostra e conferma tra i due registi più forti del mondo insieme a Xavi del Barcellona e questo, non fa altro che peggiorare lo scarso occhio milanista. Probabilmente, un errore di mercato che è costato uno scudetto ad Allegri e che ha spostato gli equilibri in favore dei bianconeri. Bravo Marotta.












Juve campione d'Italia: le dichiarazioni dei protagonisti

0 commenti

di Giovanni Sgobba
TORINO-
Ecco di seguito riportate alcune dichiarazioni dei protagonisti.
Andrea Agnelli: "Questo è un momento di estremo orgoglio per tutti gli juventini, questa e' la cosa piu' importante. Ieri, davanti alla tv, ho potuto vedere la gioia a Roma, Milano, Torino: e' il momento dell'orgoglio ritrovato. C'e' tantissima emozione, raccogliamo il frutto del lavoro degli ultimi due anni. E' stato un percorso tortuoso e difficile, gli investimenti fatti hanno dato i loro frutti. La ciliegina e' stato Antonio Conte, il nostro condottiero. Lui e' sicuramente uno dei principali artefici, ma non possiamo dimenticare il lavoro fatto da tutti. Avevo detto che avremmo chiuso il cerchio con una vittoria. Abbiamo chiuso il cerchio, siamo tornati a vincere"

Del Piero sul suo sito ringrazia i tifosi e rivive questi anni di lunga sofferenza. E ricorda i suoi vecchi colleghi che insieme a lui hanno passato la travagliosa esperienza della Serie B, ricordando le varie tappe: "Grazie a tutti, ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata. Io c'ero, voi c'eravate. Noi c'eravamo. E ci siamo, finalmente. Siamo tornati". Alex Del Piero celebra lo scudetto della Juve. Lo fa direttamente dal suo sito ufficiale, dove si legge ancora: "E' la nostra festa, conquistata fino all'ultima goccia di sudore. E' la festa di quelli che hanno esultato per un gol in serie B come per quello che e' valso lo scudetto...Quando vincevamo, sempre. Sul campo, piu' di tutti. Quando siamo caduti. Quando non sapevamo che fine avremmo fatto. Quando l'abbiamo saputo, e l'abbiamo accettato. Lottando per rialzarci. Quando siamo entrati in campo a Rimini. Quando gli altri festeggiavano.Quando noi stavamo aguardare. Quando speravano che non saremmo mai tornati. Quando abbiamo cominciato a risalire. Quando non riuscivamo a ritrovare la strada. Quando l'abbiamo ritrovata: vincendo...Questa è la festa di tutti quelli che ci hanno sempre creduto. E' la festa di tutti voi tifosi juventini che al posto di abbandonarci avete fatto sentire ancora più forte la vostra voce. E' la festa, perchè no, degli avversari (non tutti) che ci hanno sempre rispettato". Non dimentica chi era con lui in serie B. "E' la festa di Balzaretti, Belardi, Bianco, Birindelli, Bojinov, Boumsong, Buffon, Camoranesi, Chiellini, De Ceglie, Giannichedda, Giovinco, Guzman, Kovac, Lanzafame, Legrottaglie, Marchionni, Marchisio, Mirante, Nedved, Palladino, Paro, Piccolo, Trezeguet, Venitucci, Zalayeta, Zanetti, Zebina. All. Deschamps. E doveva finire così non ho mai smesso di crederci. Grazie a tutti ragazzi. Godiamocela, ce la siamo meritata. Io c'ero, voi c'eravate. Noi c'eravamo. E ci siamo, finalmente. Siamo tornati"
Perinetti, direttore sportivo del Siena, squadra allenata l'anno passato proprio da Antonio Conte: "Conoscendolo ero convinto che avrebbe fatto bene. Inoltre non avendo le coppe la stagione della Juventus è stata certamente più semplice. Conte ha dalla sua un DNA vincente, lo dimostrano i numeri. Sono felice per lui e si merita questa grande soddisfazione".
Nedved, pallone d'oro con i bianconeri, ha seguito la squadra in Serie B ed ora vive il successo dello scudetto da dirigente: "Da dirigente è molto peggio vivere l'attesa di uno scudetto. In tribuna si soffre molto di più che in campo. Credo che sia uno scudetto non vinto, ma stravinto. La squadra ha espresso il miglior calcio e meritatamente ha vinto. La squadra e la società lavora come un gruppo e come gruppo è tornata a vincere. Abbiamo sempre creduto alle nostre possibilità, perché la squadra ha sempre giocato bene. Abbiamo una squadra che ha vinto lo scudetto e siamo già forti così e vedremo poi cosa migliorare".
Marchisio, dato per partente qualche stagione fa, si conferma come uno dei centrocampisti italiani di maggior spessore:  "Aspettavo questo scudetto da quando sono arrivato in prima squadra e specialmente dopo due anni di mal di pancia nostri e dei tifosi. Abbiamo fatto una grande stagione. Il mister è stato l'artefice di questa vittoria che ha dato una svolta al gruppo e ha dato un'identità al gruppo. Siamo un grande gruppo, in crescita e cresceremo ancora nella prossima stagione quando torneremo in Europa".
Pirlo, che vince per la seconda volta consecutiva lo scudetto, l'anno passato con la maglia di quella squadra, il Milan, che è stata rivale fino alla fine in questa lotta: "E' uno scudetto meritato e voluto fin dall'inizio. Nessuna rivincita. Credo che sia un risultato che tutto il gruppo ha guadagnato sul campo. Ho sempre fatto il mio, sono sempre stato bene e avevo voglia di vincere e ci sono riuscito. Io sono andato via dal Milan perché avevo bisogno di altre motivazioni e ho scelto la Juve e il suo progetto per poter vincere e ci sono riuscito subito. Ero convinto di essere il numero uno e credo di averlo dimostrato. Eredi? Spero di poter giocare ancora tanti anni, perché mi diverto e ho ancora tanta voglia". 

Buffon, che ha ammesso di non aver dormito per l'errore contro il Lecce, ribadisce che: "Il primo pensiero ieri è stato che sono felice di essere stato ripagato per certe scelte che ho fatto in passato..Quando le ho fatte ero convinto, poi in certi momenti ho creduto di aver sbagliato. E invece alla fine ho avuto ragione. Giocare un anno in serie B è stato pesante, la tutto sommato è stato il meno perchè abbiamo vinto quel campionato".






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