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Corinthians: nel nome, la storia della squadra brasiliana che ha vinto il "derby (quasi) inglese" con il Chelsea

lunedì 17 dicembre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
SAN PAOLO (BRASILE) - Il titolo non stupisca. Com'è possibile parlare di derby inglese se il Corinthians, fresco vincitore del Mondiale per Club, è chiaramente una formazione brasiliana?
Possibile, possibile...se si risale alle origini del club di San Paolo, brasiliano di passaporto, inglese, più precisamente di Londra, d'ispirazione primordiale. 
E' storia comune e risaputa che molte squadre sudamericane hanno origini europee: senza spostarci dal fulcro San Paolo, il Palmeiras originariamente si chiamava Palestra Italia, società fondata nel 1914 da una colonia italiana dopo che vide giocare il Torino e la Pro Vercelli, in Brasile per un tournée. Ma se alcuni nomi hanno un richiamo semplice e diretto (per esempio il Botafogo prende nome dal'omonimo quartiere di Rio de Janeiro), più complesso è, apparentemente, scovare l'origine del Corinthians. 

il Corinthian FC
Bisogna tornare in dietro con le lancette, esattamente nel 1882, quando a Londra, Nicholas Lane Jackson, un segretario della Football Association particolarmente estroverso, decise di fondare il Corinthian F.C. in modo da poter contrastare il predominio del ramo calcistico scozzese. La scelta fu azzeccata: fino alla fine dell'800, la Nazionale dei tre leoni era costituita quasi interamente da atleti provenienti dal Corinthian F.C., mentre negli almanacchi storici figura anche nel 1904 una vittoria per 11-3 contro il Manchester United, peggior sconfitta di sempre per i Red Devils.
Così il prestigio della squadra col nome di Corinto, crebbe sempre più, tanto da essere emulata in giro per il mondo, in parte per via delle sue tournée, in parte in memoria del suo onore: in Australia (Corinthians Junior F.C.), in Irlanda (College Corinthians), nell'Isola di Mann (Corinthians Association Football Club), a Malta (Zejtun Corinthians), in Galles (Cardiff Corinthians), fino ad arrivare a Capo Verde (Corinthians São Vicente). In Svezia nel 1904, un torneo prese il suo nome (Corinthian Bowl), mentre due anni prima, una squadra spagnola abbandonò le strisce blu per passare alla divisa completamente bianca.

una delle prime foto del Corinthians, 1910
Anche in Brasile avvenne lo stesso: era il 30 agosto del 1910, quando alcuni operai di origine italiana, portoghese e spagnola, che avevano già in mente di fondare una squadra di calcio da contrapporre alle squadre d'élite della nobiltà dell'epoca, videro giocare appunto il Corinthian F.C.. Accomunati dagli stessi ideali e princìpi, la scelta fu immediata ed intuitiva: scartati alcuni appellativi patriottici, tipo Santos Dumont, in onore di un aviatore, scelsero il nome Sport Club Corinthians Paulista con maglietta color crema e pantaloncini neri.
 
Londra, San Paolo e nuovamente Londra, zona Chelsea: un incrocio lungo più di un secolo culminato con la conquista del secondo Mondiale per Club (il primo nel 2000). 
Oggi, a fine 2012, il club Timão ha adottato la maglietta bianca a causa dei continui lavaggi che scolorirono le antiche casacche color crema (leggenda?), il Corinthian F.C si è fuso con un’altra squadra, chiamandosi ora Corinthian-Casuals e militando nella Northern League Division One, ottavo campionato inglese e ricordate la squadra spagnola che nel 1902 ha scelto di vestire di bianco?
La sua casa è Madrid, il suo stadio è il Bernabeu.





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Il grande cuore Juve travolge il Chelsea

mercoledì 21 novembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Nell'inferno dello stadio di casa, la Juventus travolge 3-0 il Chelsea campione d'Europa e può tornare a sperare per la qualificazione agli ottavi di Champions League. Con la vittoria sugli inglesi, i bianconeri scavalcano i Blues e balzano al secondo posto nel girone dietro allo Shakhtar. Grazie a questa vittoria, ai campioni d'Italia, basterà un pareggio per passare alla fase successiva ma, il prossimo ed ultimo turno, contro gli ucraini, non sarà una passeggiata; ci si giocherà la qualificazione ed un eventuale primo posto nel girone che potrebbe risultare prezioso in vista degli ottavi di finale per incontrare un avversario, "sulla carta", meno ostico. Una sconfitta contro lo Shakhtar ed una vittoria del Chelsea contro l'altra squadra del girone, il Nordjaelland (ormai fuori dai giochi), costringerebbe gli uomini di Conte alla retrocessione in Europa League.

La partita è sin dal primo minuto tiratissima con una Juve grintosa e finalmente tatticamente "alta". Il Chelsea, subisce il gioco avversario ma in contropiede è un concreto pericolo. Cech compie un miracolo su una conclusione ravvicinata di Lichtsteiner e si fa trovare altrettanto pronto sui tentativi meno pericolosi di Marchisio, Vucinic e Quagliarella. Buffon, non è da meno ed è super su Hazard e Mata che non sfruttano due ripartenze micidiali. Bonucci e Barzagli, impediscono ad Oscar di trovare il vantaggio in un'altra ghiotta occasione ospite. A metà del primo tempo, la Juve decide di lasciarsi alle spalle la paura di perdere e per l'undici di Roberto Di Matteo, non c'è più nulla da registrare. Le geometrie dei bianconeri sono imprevedibili e gli inserimenti di Lichtsteiner e Asamoah, creano il panico nell'area avversaria. Verso lo scadere dei primi 45', forse nel momento meno brillante dei bianconeri, Quagliarella devia un tiro dalla distanza di Pirlo e trafigge Cech che tocca ma, non può nulla per evitare il vantaggio Juve. Si va a riposo sull'1-0.
La ripresa è un monologo della "vecchia signora". Il Chelsea non riesce più ad imbastire una manovra offensiva e soffre le rapide offensive di una Juve sempre più aggressiva. Vucinic e Quagliarella sciupano malamente il raddoppio e si rivedono i fantasmi della partita contro la Lazio. I bianconeri non mollano un centimetro di campo, tengono gli inglesi lontano dalla porta e trovano il raddoppio grazie ad una splendida azione corale finalizzata da Vidal. Nel finale c'è gloria anche per Giovinco che in contropiede, supera Cech in uscita per il 3-0 finale. Una rete importante per la "formica atomica" sempre sotto accusa per la sua poca lucidità sotto porta e per il suo rendimento sotto le aspettative. 

La Juve, imbattuta nella doppia sfida contro i Blues, dopo il 2-2 di Londra, dimostra la sua superiorità, almeno nelle motivazioni, con un risultato senza storia. Il centrocampo è l'anima della squadra di Conte e, questa volta, anche Lichtsteiner fornisce un valido contributo che spegne ogni polemica sul suo conto. Prestazione superlativa per lo svizzero che, stremato, abbandona il campo nella ripresa. Chelsea troppo difensivista e poco furbo nello sfruttare il vantaggio dei due risultati su tre da gestire. Ricordiamo che ai campioni in carica, bastava non perdere per tenere la qualificazione in pugno. La partita col Nordjaelland, sarebbe stata solo una formalità. Appuntamento tra due settimane per conoscere il destino della Juve.





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Calciomercato Juventus: Buffon chiama Balotelli. Pirlo rivela un vecchio accordo con il Chelsea

lunedì 19 novembre 2012 0 commenti

Buffon e Balotelli
di Redazione
TORINO- Il segnale preciso che a questa squadra i campioni servono. Ieri come oggi e come domani. In un’intervista alla Gazzetta dello sport il numero uno della Juve e della Nazionale parla di tutto, del suo futuro, del momento della squadra, della sfida col Chelsea e dell’attuale parco attaccanti. Si parte da quanto accaduto in estate. La Gazzetta chiede se ha mai creduto che arrivasse Van Persie: "Né illuso né ci speravo, non provavo sentimenti. Avendo molta fiducia nel lavoro fatto l`anno scorso e nella competenza della dirigenza, sapevo che non saremmo rimasti senza nessuno. Difatti alla fine è andata così: bene o male sono arrivati Sebastian (Giovinco), Bendtner, e sono rimasti Quagliarella, Vucinic, Matri. Si può dire tutto, ma non che i gol siano il problema di questa squadra, i numeri parlano chiaro. Poi, se qualcuno ogni tanto ha difficoltà con la prestazione, può capitare. Ho molta fiducia nel lavoro di questo gruppo, in quello del l`allenatore e nella qualità dei nostri attaccanti, che in qualsiasi momento possono farci vincere qualsiasi partita". In Nazionale ha conosciuto bene Balotelli, un consiglio glielo darebbe: "Di essere felice, perché alla fine un giocatore, come un uomo, dà il meglio quando fa delle scelte che gli fanno ritrovare entusiamo e serenità interiore. E la felicità per il suo lavoro. Se alla Juve sarebbe felice? Non lo so, questo dovreste chiederlo a lui. La Juve è un ambiente storicamente non facile, nel senso che ci sono delle linee guida ben precise, però è anche vero che Mario è sempre stato molto affabile e apprezzato dai suoi compagni, almeno come comportamenti in nazionale. Se venisse alla Juve entusiasta e voglioso di mettere a disposizione il talento che ha sarei contento. Mario è uno che farebbe felice ogni squadra, compagno, tifoso". Non è un quaraquaqua? "Ah, non lo so".

Pirlo contro il Chelsea
Intanto la gara con il Chelsea si avvicina e pochi giorni prima della gara decisiva per il suo futuro in Champions League, la Juventus scopre che il suo miglior giocatore, Andrea Pirlo, in passato è stato davvero vicino a vestire la maglia dei Blues. Lo rivela lo stesso Pirlo in una lunghissima intervista al Daily Mail, quotidiano britannico che ha deciso di tratteggiare un profilo del centrocampista bianconero, descritto come il pericolo numero uno per la squadra di Di Matteo nella gara di mercoledì. Pirlo ha parlato di tutto, delle sue origini, del suo amore per il calcio, degli ultimi Europei. 
Ma, soprattutto, ha spiegato di essere stato a un passo dal diventare un Blues. A volerlo a Londra era Carlo Ancelotti, che appena arrivato sulla panchina del Chelsea chiese a Roman Abramovich di portargli il regista con cui aveva vinto tutto in rossonero. “E’ stato il Milan a non lasciarmi andare” racconta Pirlo.” Avevo un rapporto molto forte con Ancelotti, così ero in contatto con lui quando arrivò al Chelsea e sono ancora in contatto con lui adesso che è al Paris Saint Germain. Avevo già iniziato le trattative con il Chelsea ma alla fine il Milan non mi lasciò andare. Perciò rimasi in rossonero. Certamente sarebbe stata un’esperienza diversa, che mi sarebbe piaciuta, soprattutto a 30 anni. Mi dissi: perché no? Ma sfortunatamente non si realizzò”. Alla domanda se ritenga che ci sia ancora una chance per lui di andare a giocare in Inghilterra, Pirlo risponde sorridendo: “Forse, chi lo sa? Non so cosa potrebbe accadere, nessuno lo sa. Ho ancora due anni di contratto con la Juventus, questo e il prossimo. Mi piace il calcio inglese, ci sono parecchie squadre molto forti. È un calcio aggressivo e sempre divertente da guardare. Non sarebbe un problema per me adattarmi a quel modo di giocare, perché nel corso della mia carriera ho giocato con molti giocatori con caratteristiche molto diverse”.



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Premier League- Riassunto 7° giornata

martedì 9 ottobre 2012 0 commenti


Di Massimo Lancianese
Londra - Anche la settima giornata di Premier League è ormai in archivio, con i giocatori dei "tre leoni" già con la testa agli impegni con la nazionale. Non ci sono state grosse sorprese, in quanto tutte le squadre di vertice hanno vinto la propria partita, soffrendo poco o niente. Il Chelsea capolista ha schiantato con un perentorio 4 a 1 un Norwich in piena crisi di gioco e di idee. Mattatore ancora una volta Hazard, autore di un bellissimo goal e di un assist per Ivanovic. Le inseguitrici non sono state da meno: il City ha battuto per 3 a 0 il Sunderland con un goal del solito Aguero, uno di Kolarov (grande periodo di forma per l'ex laziale) e sigillo finale del redivivo Milner; lo United, dal canto suo, era atteso da una prova sulla carta più dura, ovvero la trasferta al St. James Park ospite del Newcastle. La prova dei Magpies è stata, però, deludente e lo United ha vinto facile, nonostante nessun goal da parte della coppia Van Persie-Rooney: ci hanno pensato Evra, Evans e Cleverley (bellissimo goal il suo), tanto basta per mantenere i Red Devils in scia. Vincono anche il Tottenham (2 a 0 ad un'Aston Villa in crisi nera) e l'Arsenal, con i Gunners che hanno sofferto molto per piegare la resistenza del West Ham. Gli Hammers hanno giocato alla loro maniera, molto ordinata e attenta, e solo un goal di Walcott ha permesso agli uomini di Wenger di operare il sorpasso. Il risultato finale è stato di 3 a 1 per l'Arsenal, che mette tre punti in cascina e accoglie il primo goal di Giroud (era ora!).
Per quanto concerne le altre partite, ci sono stati ben tre 2-2 (Wigan-Everton, Southampton-Fulham e Swansea-Reading) che non smuovono molto la classifica, la vittoria del West Bromich Albion contro un QPR in crisi d'identità, e lo 0-0 tra Liverpool e Stoke City ad Anfield. E quest'ultimo risultato, purtroppo, non è più una sorpresa. Adesso ci sarà la pausa per le nazionali, con l'Inghilterra impegnata contro San Marino (12 ottobre) in casa e in trasferta contro la Polonia (16 ottobre).
La Premier tornerà il 20 ottobre con un interessantissimo Tottenham-Chelsea!
Buon calcio a tutti!

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Champions League, seconda giornata: tutti i goal del martedì di coppa

mercoledì 3 ottobre 2012 0 commenti













GIRONE E                   G.           P.ti   
Chelsea                     2              4               Highlights Nordsjælland - Chelsea 0-4
Shakhtar Donetsk     2              4
Juventus                   2               2               Highlights Juventus - Shakhtar Donetsk 1-1
Nordsjælland            2               0

GIRONE F                  G.           P.ti
BATE                     2                6              Highlights BATE - Bayern 3-1
Valencia                  2                3
Bayern                    2                3              Highlights Valencia - LOSC 2-0
LOSC                      2                0

GIRONE G                G.             P.ti
Barcelona               2                 6              Highlights Benfica - Barcelona 0-2
Celtic                     2                 4
Benfica                  2                 1              Highlights Spartak Moskva - Celtic 2-3
Spartak Moskva     2                 0

GIRONE H               G.               P.ti
Man. United           2                   6             Highlights CFR Cluj - Man. United 1-2
CFR Cluj               2                  3
Braga                    2                  3             Highlights Galatasaray - Braga 0-2
Galatasaray           2                  0





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Rimonta Juve. Chelsea ammutolito

giovedì 20 settembre 2012 0 commenti

2-2 firmato da Quagliarella
di Davide Colonna
LONDRA - Il ritorno in Champions League della Juventus, dopo due anni di assenza, non poteva essere più spettacolare di così. I bianconeri, guidati da Carrera, ormai sempre più a suo agio nei panni di Conte, all'esordio, in casa dei campioni d'Europa in carica del Chelsea, raggiungono un pareggio inaspettato dopo esser stati sotto di due reti. A rispondere alla doppietta nel primo tempo del giovane talento Oscar, ci pensano un maestoso Vidal e un ritrovato Quagliarella.
In uno Stamford Bridge gremito come nelle grandi occasioni, la Juve parte contratta. L'emozione, rallenta gli ospiti e i blues, molto più esperti in campo internazionale, ne approfittano creando grossi problemi a Buffon sin dai primi minuti. I bianconeri, ci mettono un quarto d'ora per prendere le misure agli avversari e restituiscono i brividi al mittente con un paio di occasioni che potevano essere sfruttate meglio. La partita, giocata a ritmi elevatissimi, soprattutto a centrocampo, si sblocca alla mezz'ora grazie ad una conclusione dalla distanza di Oscar deviata da Bonucci.che corregge in goal un pallone apparentemente fuori dallo specchio della porta. Neanche il tempo di prender fiato che, arriva il raddoppio Chelsea messo a segno ancora da Oscar. Si tratta di un eurogoal alla "Del Piero" che l'incolpevole estremo difensore juventino, si ricorderà per tutta la vita. La doppietta fulminea del gioiello brasiliano, può mettere k.o. chiunque ma non la Juve che, si riorganizza e accorcia le distanze con uno strepitoso Arturo Vidal che, con un piede in disordine, pesca il jolly all'angolino beffando Cech. I primi 45', si chiudono con gli uomini di Di Matteo in vantaggio ma la "vecchia signora" si dimostra dura a morire.
La ripresa, presenta un calo fisico più che normale per entrambe le formazioni ma, la preparazione bianconera risulta migliore e Di Matteo, ordina ai suoi di chiudersi maggiormente ma senza concedere troppo campo agli avversari. La Juve, alla rincorsa del pareggio, ci crede e controlla il gioco dimenticandosi della fatica. Entra Quagliarella ed il suo ingresso si rivela decisivo. L'attaccante, ai margini della squadra del duo Conte-Carrera, pareggia i conti freddando Cech in uscita. Da notare una grave disattenzione di Terry che si lascia sfuggire il bomber bianconero sul filo del fuorigioco. Ad una manciata di minuti dalla fine, ancora Quagliarella, in stato di grazia, tenta una conclusione a giro da posizione quasi impossibile ma, è la traversa a negare alla Juve una incredibile vittoria. Finisce 2-2.
I campioni d'Italia, guadagnano un punto fondamentale nella partita, sulla carta, più dura del girone e lo fanno mostrando al continente intero, un grande carattere ma soprattutto un buon gioco anche se di gran lunga inferiore rispetto a quello praticato dalle spagnole Real e Barcellona. Si spera nel recupero fisico di Fabio Quagliarella che, al massimo della condizione è probabilmente il miglior attaccante a disposizione. Il Chelsea, mostra una tipologia di gioco superata e fin troppo scolastica. Di Matteo, tenta di abbandonare il catenaccio che lo ha portato a trionfare lo scorso anno ma, le idee sembrano mancare. Ci si aspettava qualcosa in più dai campioni in carica anche se si tratta comunque di una squadra solida con individualità che poche società possono permettersi.



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Juve: Fallimento turn-over ma arrivano altri 3 punti

lunedì 17 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
GENOVA - La terza giornata del campionato di serie A, nonostante le sorprese da Roma e Milano, registra la terza vittoria consecutiva della Juventus che, dopo aver espugnato Udine, passa anche a Genova con una prestazione dalle due facce; Un primo tempo, dove sono i padroni di casa a fare la partita imponendo il loro ritmo, forse eccessivamente alto e un secondo, che vede i bianconeri recuperare l'identità perduta e portare a casa i tre punti fondamentali per mantenere la testa della classifica con Lazio e Napoli.
Mister De Canio, prepara bene la partita ed inserisce dal primo minuto il quasi tridente composto dai due ex juventini Immobile e Borriello e da Jankovic che spesso e volentieri si manifesta centrocampista aggiunto facendo un lavoro impressionante per buona parte del match. Carrera, invece, deve affidarsi al turn-over in vista della partita di Champions di mercoledì contro il Chelsea e fa sedere in panchina quattro pedine fondamentali come Vucinic, Asamoah, Vidal e Liechsteiner.
Al fischio d'inizio, è il Genoa a fare la partita ed è proprio il tridente schierato in avanti a rendere la vita difficile alla retroguardia bianconera. Dopo un quarto d'ora, il goal è nell'aria ed arriva puntualmente al 18' dai piedi del giovane Immobile che trafigge Buffon con un tiro velenoso a fin di palo. La Juve, nonostante lo svantaggio, sembra non reagire con convinzione e subisce ripetutamente il contropiede avversario. L'assetto imposto da Carrera, è troppo spregiudicato e la difesa a tre juventina, si ritrova spesso a fare i conti in solitaria con la superiorità numerica offensiva genoana. Il primo tempo si chiude con il Genoa il vantaggio di un solo goal e a giudicare l'andamento del match, si ipotizza la prima sconfitta della squadra bianconera.
La seconda frazione di gara però, vede la Juventus giocare da grande e un Genoa a corto di energie dopo un primo tempo a mille all'ora. Entrano Vucinic e Asamoah per De Ceglie ed uno spento Matri lasciando non pochi dubbi sulle scelte ma, soprattutto sui ricambi bianconeri. Nonostante il calo fisico, è proprio l'unidici di De Canio a mangiarsi il raddoppio e sul capovolgimento di fronte, c'è il pareggio di Giaccherini. I padroni di casa ormai non corrono più e l'assedio juventino ha inizio. Asamoah viene steso in area e Vucinic trasforma il rigore del sorpasso. Nel finale, è ancora Asamoah protagonista firmando il 3-1 finale su assist del montenegrino.
Il Genoa, dopo un primo tempo da urlo, mostra una carente preparazione fisica che potrebbe influire negativamente sulla prima e ultima parte della stagione. L'attacco è forte ma il resto della squadra non sembra poter dare un valido supporto a Borriello e Co.
La Juve, invece, vince una partita fondamentale per il morale. Presentarsi all'esordio in Champions dopo una sconfitta non sarebbe stato un bene ma, l'aspetto negativo risiede nelle riserve. Il turn-over sembra improponibile e inaffidabile per affrontare gli impegni su più fronti. Caceres e De Ceglie, non si avvicinano al rendimento dei titolari Asamoah e Liechsteiner e senza l'intensità di Vidal, a centrocampo si soffre parecchio. Matri è un fantasma che non fa paura.

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Euro 2012, gironi C e D: Italia con la Spagna, derby Francia-Inghilterra.

lunedì 4 giugno 2012 0 commenti


di Claudio Santovito

BARI -Ma veniamo al girone C, quello dei nostri azzurri, che dovranno vedersela con i campioni del mondo e d’Europa in carica della Spagna, con l’Irlanda di Trapattoni e con la Croazia, con la quale vanta un saldo negativo.

La prima partita dell’Italia sarà proprio contro le furie rosse; tutto il girone, come l’A, si giocherà in Polonia. Prandelli ha lasciato a casa Giuseppe Rossi (infortunato), Quagliarella, Matri, Pazzini e Osvaldo, puntando su una linea piuttosto “verde”, preferendo Balotelli, Giovinco, Borini, Cassano e Di Natale. In porta ha sacrificato Viviano, optando per il trio Buffon-De Sanctis-Sirigu, mentre la difesa è essenzialmente quella della Juve: fuori Ranocchia, ci sono Barzagli, Bonucci e Chiellini, cui vanno implementati Balzaretti, Abate, Ogbonna e Maggio, sperando di continuare con il ruolino di marcia che ha permesso alla nostra nazionale di vincere il gruppo C subendo – miglior difesa delle qualificazioni – solo due gol. A centrocampo, oltre ai soliti Pirlo, De Rossi, Marchisio, Motta e Montolivo, spazio a Nocerino, Diamanti e Giaccherini.

Gli spagnoli si presentano in partenza orfani di Puyol e David Villa infortunati, e di Bojan, Soldado e Thiago Alcantara per scelta tecnica. Ma la squadra di Del Bosque può contare veramente su un gruppo formidabile, dove anche chi sembra essere solo una riserva in realtà è un fuoriclasse. Xavi, Iniesta, Pique, Alonso, Cesc, Silva, Casillas, il meglio del Real e Barcellona non deluderanno, se implementati ai freschi campioni d’Europa del Chelsea Fernando Torres e Juan Mata. Gli spagnoli si sono qualificati primi nel gruppo I a punteggio pieno, costringendo la Repubblica Ceca agli spareggi.

 L’Irlanda guidata dal Trap è invece arrivata seconda nel gruppo B, staccata di due punti dalla Russia: ha perciò disputato lo spareggio, travolgendo l’Estonia. Stessa sorte è toccata alla Croazia, seconda nel gruppo con la Grecia e agli Europei grazie al successo negli spareggi contro la Turchia. 
Olic, Eduardo, Modric, Pranijc e Srna per la Croazia, Duff, Mc Geady e Keane per i verdi d’Irlanda i punti di forza di due compagini che fanno sicuramente del collettivo la loro forza. E il tandem Trapattoni-Tardelli, dal punto di vista tattico, non ha niente da invidiare a nessuno.

L’ultimo girone, che si giocherà in Ucraina come il B, vede protagonista l’esordiente Ucraina, qualificatasi di diritto in quando paese ospitante, la Svezia (miglior seconda delle qualificazioni), Francia e Inghilterra, vincitrici rispettivamente del gruppo D e G. Un girone che si presenta molto equilibrato, con la Svezia di Ibrahimovic pronta a sfruttare qualsiasi indecisione delle prime della classe, mentre l’Ucraina, capitanata dall’ormai trentacinquenne Shevchenko, potrà contare solo sul gruppo, sul fattore campo e su qualche buona giocata di Tymoshchuk e Milevsky. La Svezia, invece, oltre al fuoriclasse del Milan, ai affida agli interessanti Svensson e Rosemberg, oltre a una tradizione che la vede come una squadra difficile da superare e molto ben organizzata.

L’Inghilterra, orfana di Capello, Ferdinand, Crouch e di Lampard e Cahill in extremis, affidata all’ex Inter Roy Hodgson, tenterà di sfatare il tabù europeo secondo cui non si è mai affacciata nemmeno alla finale del torneo continentale. Terry, Gerrard, e Cole sono forse gli epigoni della Golden Generation ormai all’ultima chance, aggrappati più che mai ai gol di Wayne Rooney.

Infine la Francia di Blanc, che ha già operato il ricambio generazionale dopo il flop in Sudafrica, si affida ai vari Benzema, Menez, Ribery, Malouda, Mexes e Konscienly per i riportare i blues ai fasti dello storico treble tra il 1998 e il 2001 (Mondiale, Europeo e Confederations Cup). In attesa di ospitare il torneo tra quattro anni sulle rive della Senna, come ha deciso monsieur Platini.
La prima classificata del girone C affronterà nei quarti la seconda classificata del girone D e viceversa.





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Euro 2012, gironi A e B: un gruppo equilibrato e uno “di ferro” .

martedì 29 maggio 2012 0 commenti


di Claudio Santovito
BARI - Il gruppo A di Euro 2012 è composto dai padroni di casa della Polonia, dalla Grecia, dalla Repubblica Ceca e dalla Russia. Le partite si disputeranno tutte in Polonia, così come quelle del girone C; la gara inaugurale del torneo vedrà di fronte Polonia e Grecia, campione a sorpresa nel 2004, che si è qualificata vincendo nel gruppo F ai danni della Croazia; la Polonia, invece, si è qualificata di diritto in quanto paese ospitante. 

La Grecia non presenta elementi di spicco rilevanti, si affida al gioco di squadra: ricordiamo l’ “italiano” Tzorvas (Palermo), il veterano Karagounis (ex Inter) e i bomber Gekas e Samaras.

La Polonia annovera tra le proprie fila calciatori militanti in campionati esteri: buono il portiere (Szczęsny dell’Arsenal, preferito a Boruc della Fiorentina), il centrocampista Jakub Blaszczykowski e il ventitreenne attaccante Robert Lewandovski, entrambi campioni di Germania con il Borussia Dortmund.

La Russia è arrivata prima nel suo girone di qualificazione superando l’Irlanda, mentre la Repubblica Ceca, seconda dietro la Spagna, è dovuta ricorrere agli spareggi, battendo nettamente il Montenegro di Vucinic. Tra i talenti cechi spiccano Cech, portiere del Chelsea, il capitano Rosicky, fantasista dell’Arsenal e Milan Baros, attaccante che milita nel Galatasaray a segno ben 32 volte con la sua nazionale. Della Repubblica Ceca si ricorda un solo successo, targato 1976, come Cecoslovacchia, così come della Russia, campione nel 1960 come Urss. Proprio la Russia, guidata da Advocaat, forte di alcune individualità quali il portiere Akinfeev e gli attaccanti Kerzhakov e Arshavin, freschi campioni con lo Zenit di Spalletti, può giocarsi la qualificazione assieme ai cechi.

Diverso è il discorso nel girone B che, come il D, si giocherà in Ucraina: tolta la cenerentola Danimarca (anche se la storia calcistica ci ha abituato a grosse sorprese, vedi 1992) di Kjaer (Roma), Agger, Bendtner ma orfana del portierone Sorensen e vincitrice del gruppo H ai danni di Portogallo e Norvegia, a disputarsi i due posti utili per i quarti di finale se la vedranno Germania, Portogallo e Olanda.
I tedeschi, tre volte campioni, finalisti della passata edizione e reduci da due terzi posti mondiali, vantano una rosa giovane e formidabile, composta da calciatori del calibro di Lahm, Ozil, Khedira, Podolski, Mertesaker e da una pattuglia d’attacco molto prolifica: oltre al “vecchio” Klose, spiccano Mario Gomez, Muller e la promessa Shurrle. Si è qualificata a punteggio pieno nel gruppo A, eliminando Turchia e Belgio: è favorita per la vittoria finale.

L’Olanda di Sneider, Robben, Van Persie, Stekelemburg e Huntelaar si presenta ai blocchi di partenza con delle individualità formidabili e forte del secondo posto mondiale nel torneo sudafricano, svanito a pochi minuti dai calci di rigore per mano, anzi, per piede di Iniesta. È perciò più che mai motivata a alzare per la seconda volta il trofeo continentale, dopo la vittoria del 1988. Nel gruppo di qualificazione ha costretto agli spareggi la Svezia di Ibrahimovic. 

Infine, il Portogallo di Cristiano Ronaldo, che ha faticato nel gruppo di qualificazione contro Danimarca e Norvegia e accede alla fase finale di Euro 2012 attraverso lo spareggio, in cui ha eliminato con un rotondo 6 a 2 la Bosnia di Dzeko. Oltre al fuoriclasse di Funchal, però, ci sono altre buone individualità, quali Joao Moutinho, Raul Meireles e Pepe. Non ci saranno Bosingwa del Chelsea e Nani dello United, ma ciò che manca davvero ai lusitani è un centravanti che garantisca gol e profondità. L’ultimo attaccante degno di nota è stato Pauleta, il miglior realizzatore portoghese della storia, davanti a calciatori del calibro di Eusebio e Figo. I portoghesi hanno sfiorato il trofeo solo una volta, nel 2004 in casa, perdendo la finale con la Grecia.

La prima classificata del girone A affronterà nei quarti la seconda classificata del girone B e viceversa.






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Sapore d'amarcord: Come nel 1999, un'altra inglese ed un altro suicidio europeo per il Bayern Monaco

domenica 20 maggio 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
MONACO - Commento:
Ancora un'altra volta il Bayern si annulla in finale. La squadra bavarese che tradizionalmente dimostra una certa continuità nella massima competizione europea, si dimostra fragile nel momento decisivo.
E mentre i tifosi assaporavano una vittoria come nel 2001 (vittoria ai calci di rigore contro il Valencia di Cuper), d'un tratto sono sprofondati nel dramma, ricordando la nefasta finale del 1999 contro il Manchester United, che rievoca inquietanti analogie.
Era il 26 maggio 1999, ed al Camp Nou di Barcellona si sfidavano Manchester United e Bayern Monaco che già si erano affrontati nel girone di qualificazione, con un doppio pareggio che non fece male a nessuno (i tedeschi chiusero primi e gli inglesi dietro di un punto). I Red Devils dovevano fare a meno degli squalificati Scholes e Roy Keane e sul campo la loro assenza si avvertì: nonostante gli uomini di Ferguson fossero i favoriti, quella finale fu totalmente dominata dai bavaresi. Passati, infatti, immediatamente in vantaggio dopo 5 min con una punizione deviata di Basler, la squadra di Hitzfeld andò più volte vicino al raddoppio con i pali di Scholl e dell'attaccante Jancker. Ma la leggenda che vuole le squadre inglesi mai dome si materializzò nel giro di 3 minuti: quelli di recupero che Collina assegnò dopo il 90'. Gettati nella mischia da Ferguson, prima Teddy Sheringham al 91' e poi il norvegese Ole Gunnar Solskjaer al 93' ribaltarono clamorosamente l'esito dell'incontro e della finale sfruttando quelle pochissime occasioni da due calci d'angolo.
Un esito crudele e beffardo per i bavaresi e per Lothar Matthaus, che sostituito, non poté far altro che assistere inerme allo sfacelo compiuto, concludendo nei peggiore dei modi la sua carriera.
Oggi come allora la storia ha deciso di non cambiar abito ed abitudini: sempre una squadra inglese (Manchester e Chelsea), sempre assenze pesanti nelle formazioni avversarie (Scholes e Roy Keane nel 99', addirittura Ramires, Terry, Meireles ieri), sempre una finale condotta dai bavaresi (i pali di Scholl e Jancker non sono dissimili agli errori sotto porta di Gomez ed al rigore fallito da Robben) e sempre fatali i calci d'angolo agli ultimi istanti (quello dal quale ha segnato Drogba è stato l'unico a favore del Chelsea).
Storie di una squadra ad un passo dal sogno...

Tabellino:
Manchester United: Schmeichel, G. Neville, Johnsen, Stam, Irwin, Beckham, Butt, Blomqvist (22' st Sheringham), Giggs, Yorke, Cole (36' st Solskjaer).

Bayern Monaco: Kahn, Linke, Matthaeus (35' st Fink), Kuffour, Babbel, Jeremies, Effenberg, Tarnat, Basler (44' St Salihamidzic), Jancker, Zickler.
Arbitro: Collina (Ita)
Reti: pt al 5' Basler; st al 46' Sheringham, al 47' Solskjaer.

Video:
Qui potete vedere il video di quella storica finale





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Bale: Accordo con il Barcellona

venerdì 11 maggio 2012 0 commenti

di Davide Colonna
LONDRA - Il fortissimo terzino del Tottenham Gareth Bale, seguito in passato anche da Milan e Juventus, sembra abbia raggiunto un accordo con il Barcellona per il suo trasferimento in Spagna la prossima stagione. Al Club Inglese, il Barcellona, che sarà sotto la guida di Tito Vilanova, verserà circa 40 mln di euro mentre al calciatore andranno 5 mln all'anno per 5 anni. In Spagna, la notizia della firma è data per certa e il Gallese, raggiungerà i suoi nuovi compagni dopo le olimpiadi di Londra. Si attende l'annuncio a giorni. Battuta la concorrenza di Chelsea e Manchester City.









FA Cup: in attesa della Champions, il Chelsea fa sua la prima finale. Battuto il Liverpool 2-1

martedì 8 maggio 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
WEMBLEY- Commento: Vincere aiuta a vincere: questo è uno dei dettami che molto spesso viene proferito all'interno dell'universo calcistico. Mettersi in gioco con le pressioni di una finale e portarla a casa, aiuta a maturare, a crescere in sé la consapevolezza di essere pronti nelle battaglie e sfide future. E così il Chelsea fa le prove generali per l'attesissima finale di Champions League, facendo propria la finale di FA Cup, disputatati nel maestoso scenario di Wembley, battendo per 2-1 il Liverpool di Dalgish.
Per i Blues è la settima Coppa d'Inghilterra, mentre per l'allenatore Di Matteo si tratta della prima vittoria da allenatore, avendo già avuto il piacere di toccare la Coppa due volte come giocatore. Continua così la recente tradizione di veder trionfare un tecnico italiano: Roberto è stato preceduto, infatti, prima da Ancelotti (nel 2010 con il Chelsea) e da Roberto Mancini (la passata stagione con il Manchester United)

La partita: Non è stata una partita spettacolare, anche se l'intensità e l'agonismo hanno reso la sfida tesa fino all'ultimo. Nel primo tempo c'è stato solo un sussulto, immediato, ed è quello relativo al primo goal del Chelsea:  al minuto 11, Ramires riceve un passaggio da Mata (forse l'unico momento in cui si è visto lo spagnolo) e scarica in porta un destro non molto potente, ma che trova impreparato Reina che abbozza solo una goffa parata. Poi la formazione londinese non fa altro che gestire il ritmo in una gara dove il Liverpool si dimostra abbastanza inefficace in fase offensiva, e molto sfilacciato in mezzo al campo. Nonostante il goal di Drogba (solita devastante e concreta prestazione per l'ivoriano) ad inizio ripresa, il secondo tempo si trasforma, perché a trasformarsi sono proprio i Reds, spinti dal goal, bellissimo di Carroll, entrato nella ripresa. L'ex attaccante del Newcastle realizza una splendida rete, infilando Cech con un potente sinistro, dopo aver disorientato Terry con finte e contro finte (considerando la sua solita staticità, già il fatto di fare una finta disorienterebbe chiunque). All'82esimo l'estremo difensore dei Blues si immedesima  nelle vesti di Buffon che nega la certezza del goal di Muntari: ancora Carroll protagonista, che questa volta colpisce il pallone di testa e grida al goal. Ma non arriva nessuna convalida perché proprio Cech, di puro istinto, devìa il pallone sulla traversa. Il finale è solo a tinte rosse, ma prima Terry e poi Ivanocic si immolano ed evitano il goal beffardo nel finale, e nonostante l'immancabile "You'll never walk alone", il fortino blues resiste e dopo 5 minuti di recupero, la festa (la prima?) per il Chelsea può iniziare.

Qui il video della premiazione del Chelsea

Il Tabellino: 
5 maggio 2012 - Londra, 'Empire Stadium' di Wembley
Chelsea - Livepool 2-1
11' Ramires (C), 52' Drogba (C), 64' Carroll (L)

CHELSEA (4-3-1-2) Cech; Bosingwa, Terry, Cole; Ramires (76' Meireles), Lampard, Mikel; Mata; Kalou, Drogba. All. Di Matteo
LIVERPOOL (4-4-2) Reina; Johnson, Skrtel, Agger, Enrique; Spearing (55' Carroll), Henderson; Downing, Gerrard, Bellamy (76' Kuyt); Suarez.. All. Dalglish









Bayern-Chelsea - La finale inaspettata

venerdì 27 aprile 2012 0 commenti





di Massimo Lancianese 
BARI- Chissà che cosa avranno pensato ai piani alti dell'Uefa quando Schweinsteiger ha segnato il rigore decisivo, mandando il Real a casa e il Bayern in paradiso. La finale che tutti si aspettavano, e che molti bramavano, non ci sarà e il merito è di due grandi squadre, il Bayern e il Chelsea.
La duplice vittoria, ottenuta contro Barcellona e Real, rappresenta un successo per tutto il movimento calcistico. Gli ultimi anni hanno visto il predominio spagnolo allargarsi rapidamente e il divario tra Real,Barca e il resto d'europa è cresciuto esponenzialmente. Divario non solo tecnico, ma anche economico. La disponibilità economica dei club spagnoli, e in particolare dei due top club della Liga, è superiore alla media europea e solo alcune squadre possono reggere il confronto.Per questo la sconfitta delle due grandi di Spagna è ancora più importante: battere oggi Barcellona e Real significa non rendere la Champion's League una noiosa competizione dove vincono sempre le stesse squadre. Io spero che ogni anno si possano avere squadre diverse in finale, magari squadre sconosciute, sorprese calcistiche! In fondo il bello del calcio è questo, niente è scontato.
Nessuno, neppure il sottoscritto pensava che Bayern e Chelsea potessero passare il turno; più che altro io conservavo una flebile speranza. Per chi ama il calcio queste semifinali rimarrano scolpite nella pietra.
Sia chiaro che il mio ragionamento non vuole andare contro Real e Barcellona in sè, ma va contro una certa idea di calcio. Il calcio dei poteri forti, dove vince solo chi è più influente o più ricco. Real e Barcellona sono la storia del calcio europeo e mondiale, ma ci sono tantissime realtà stupende che sarebbe ora venissero alla luce.
Un'ultimo pensiero va alle due finaliste, Chelsea e Bayern: i blues tornano in finale dopo la drammatica notte di Mosca di 4 anni fa, nella speranza di cancellare l'incubo del rigore di Terry; dall'altra parte c'è il solito Bayern, baluardo tedesco intramontabile che il 19 Maggio giocherà la decima finale della sua storia. Per di più i bavaresi avranno la fortuna di giocare in casa e, nella storia della Coppa Campioni, solo la Roma è riuscita a perdere il titolo davanti al proprio pubblico. Sarà una finale equilibrata e la differenza la faranno i giocatori d'esperienza delle due squadre: su tutti, Lampard e Drogba per il Chelsea, e Robben e Ribery per il Bayern. Sono nomi scontati, certo, ma nessuno meglio di loro sa giocare, e vincere, partite come queste.
Godiamoci questa finale allora, e speriamo di vedere un calcio sempre più sorprendente!

Buon calcio a tutti!







Champions League, la finale sarà Chelsea – Bayern Monaco.

giovedì 26 aprile 2012 0 commenti


di Claudio Santovito

BARI- Clamoroso al Camp Nou! Parafrasare la celebre esclamazione di Sandro Ciotti è d’obbligo, visto che il grande Barcellona di Guardiola non è riuscito a superare il Chelsea di Roberto Di Matteo nella semifinale di Champions.

La partita, ripercorrendo il copione dell’andata, si è giocata negli ultimi trenta metri della metà campo inglese, con gli spagnoli che, in maniera più o meno ordinata, con un 3-3-3-1 hanno riproposto l’assedio già portato all’andata, mentre il Chelsea, schierato con il 4-5-1, si è affidato all’unica punta Drogba il quale, seguendo l’esempio dell’Eto’o mouriniano, si è sforzato di pressare, raddoppiare e ripartite per farsi fare fallo e rifiatare.

Ma al 35esimo, sfruttando un varco sulla sinistra, Chueca ha servito al centro per Sergio Busquets che di piatto ha segnato a porta vuota. L’inizio dell’agognata remuntada sembrava concretizzarsi, complice un’ingenua ginocchiata di Terry a Sanchez che gli è costata il rosso diretto (tarjeta roja, invocavano dagli spalti) e il raddoppio di Iniesta, con un preciso piatto destro. Due a zero in casa, superiorità numerica e qualificazione alla portata. Eppure, allo scadere, uno scambio Lampard-Ramirez ha portato il brasiliano a superare, con un preciso colpo sotto, Victor Valdes, permettendo ai blues di rientrare negli spogliatoi con la qualificazione in tasca.

Il secondo tempo si è riaperto con un rigore di Messi calciato sulla traversa: fallita la preziosa occasione, la gara è ricominciata con il consueto assalto alla diligenza ben arginato dai difensori del Chelsea. Quando non arrivavano loro, ci pensavano Cech o i legni a impedire al Barça di segnare. Fino al 92esimo quando, sull’ultimo assedio dei catalani, Cole ha spazzato alla cieca imbeccando Fernando Torres, subentrato all’ivoriano Drogba, che in solitaria ha saltato Valdes, segnando la rete del 2-2 e ha impostato sul GPS la strada verso l’Allianz Arena. Il Chelsea, con tre tiri (e tre gol, score impressionante), accede alla finalissima e vendica la semifinale del 2009 quando, dopo lo 0-0 del Camp Nou, al ritorno non gli furono concessi quattro rigori solari e fu beffato al tempo scaduto dalla rete del pareggio di Iniesta che valse la finale di Roma.

Nell’altra partita, non è andata bene nemmeno al Real Madrid che, dopo aver perso 2-1 a Monaco, ieri sera è passato subito in vantaggio con un rigore di Ronaldo, il quale ha raddoppiato al 14esimo con un preciso rasoterra. Ma il Bayern Monaco, risoluto a giocare – e possibilmente a vincere – la finale in casa, non si è perso d’animo e, sfruttando un evidente calo fisico e mentale dei Blancos, probabilmente imputabile al Clasico, ha iniziato a macinare gioco e occasioni con Robben, RIbery e Mario Gomez, trovando il gol con un rigore trasformato da Robben e solo intuito da Casillas. 2 a 1 e perfetta parità, ma il Bayern pian piano ha ottenuto una discreta supremazia territoriale, impegnando più volte Casillas e i difensori madrileni costretti a “murare” le occasioni degli attaccanti in maglia rossa.

I supplementari trascorrono animati dalla stanchezza e dalla paura, mentre alla lotteria dei rigori gli errori di Ronaldo, Kakà e Sergio Ramos hanno regalato la seconda finale di Champions negli ultimi tre anni ai bavaresi.









Collina e quel goal di Ronaldinho in Chelsea - Barcellona...

giovedì 19 aprile 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba.
BARI- Chelsea - Barcellona, il giorno dopo. Pierluigi Collina, ex arbitro ed ora designatore arbitrale dell'Uefa, ricorda la sfida, da lui diretta, giocata allo Stamford Brigde nella stagione 2004/2005. Ma ha un ricordo su tutti: "Il goal dal vivo che mi ha impressionato di più e' stato quello di Ronaldinho a Stamford Bridge. La partita era Chelsea-Barcellona.Un tiro completamente inaspettato, che ha sorpreso tutti. Forse e' il goal piu' bello visto mentre arbitravo una partita"
Quella fu una delle più emozionanti partite della recente storia della Champions League, con il Chelsea di Mourinho che asfaltò un Barcellona aggrappato solo al genio di Ronaldinho.
Qui il video di quella sfida terminata 4-2.







Champions League: andata semifinali. Drogba trascina il Chelsea. Impresa blues contro il Barça

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L'esultanza di Drogba dopo il goal
di Giovanni Sgobba
BARI- Commento: Questa volta la storia ha deciso di non ripetersi. Ad opporsi è stato il palo, sul quale il tiro di Pedro si è stampato, proprio negli ultimi istanti come quando nel 2009, Iniesta segnò il goal dell1-1 finale che qualificò, tra le polemiche, i blaugrana. Una cosa è certa: quando si gioca contro il Barcellona i numeri a fine partita non hanno senso, o meglio, non ha senso guardarli: 25 tiri verso la porta con 6-7 chiarissime occasioni da goal per gli spagnoli, un solo tiro in porta per i padroni di casa, ma è stato quello che ha deciso la partita. Ha vinto il Chelsea 1-0 con la rete dell'immancabile Drogba, uno dei licenziati della gestione Villas Boas, riscoperto dall'italiano Di Matteo, che da semplice traghettatore, ha portato la sua squadra in finale di FA Cup e si è tolto il lusso di battere, da allenatore, il suo collega Guardiola. Si perché Chelsea e Barcellona si sfidarono la prima volta in Chapions League 12 anni fa, ed allora, i due tecnici erano rivali in campo. Fra sette giorni il ritorno in terra spagnola: il Chelsea è pronto ad alzare sacchi di sabbia e mitragliatori ed a stare in trincea.


Le pagelle dei protagonisti:
Drogba: cosa avrà pensato in panchina Fernando Torres, in eterno ballottaggio con l'ivoriano, dopo la splendida prestazione del suo amico-nemico rivale di reparto? E Villas Boas? Dopo lo splendido goal in semifinale di FA Cup, un altro goal pesantissimo in Champions. Si carica la squadra sulle sue spalle e la trascina in una memorabile impresa. Solo il suo nome dietro la maglia tiene in apprensione i due centrali del Barcellona, corre e torna a difendere tarantolato dalla voglia di vendetta bramata dal 2009. Qualche tuffo di troppo, ma il resto è tutto cuore. Voto: 8.5
Lampard: altro illustre escluso dal portoghese Villas Boas. Altra rivincita. Strappa il pallone a Messi (avvenimento storico) e lancia il contropiede del goal. Solo questo basterebbe per un voto alto in pagella, ma gioca una partita di intenso sacrificio, riprendendosi il ruolo di leader del centrocampo. Voto 7.5
Terry e Cech: Il capitano J.T. a fine partita avrà pensato: "Anche questa volta sono riuscito a fermare Messi". Grintoso, granitico, ma sempre preciso. Vede arrivare le frecce spagnole da tutti i lati, ma lui, come un comandante, sotto la pioggia battente riesce a tenere su il bunker, con le spalle coperte dal portiere Cech, finalmente ritornato ai livelli che gli competono, sempre attento e sempre reattivo. Voto: 7
Messi: le giocate sono sempre le stesse, i pericoli che crea pure. Eppure la sua prestazione di ieri da tutti verrà ricordata con una macchia: la palla rubatagli da Lampard per il goal blues. E' la sua croce: un suo errore (rarissimo) sarà sempre ampliato. Si spegne nel secondo tempo, anche se è sempre l'ultimo a mollare. Voto: 6.5
Sanchez: il talentino ex Udinese è il migliore dei suoi, ma viene sostituito inspiegabilmente per primo. Si smarca e sfugge alle sentinelle inglesi, ma il gli è mancato quel pizzico di sensibilità davanti alla porta. Nel primo tempo una clamorosa traversa, nel secondo, dopo un sontuoso stop, tira troppo a lato. Voto: 7
Fabregas e Busquets: Per Cesc un ritorno a Londra da acerrimo rivale. Lui, ex Arsenal, che ha ammesso di aver tifato Barça anche nel 2009, in campo non ha trovato la sua posizione. Ha girovagato come anima in pena, smistando palloni qua e la, ma entrando poche volte in area, una delle sue qualità. Imbarazzante come nel primo tempo, avrebbe l'occasione di segnare, ma preferisce tentare un tocco morbido di esterno destro. In questi casi occorrerebbe più cattiveria. Stessa partita scialba del suo collega di reparto Busquets. Quest'ultimo ha avuto il coraggio di dar del "cascatore" a Drogba. Della serie..."da che pulpito vien la predica" Voto 5.5

Potete trovare il goal vittoria qui.








Campionati esteri, la situazione in vista del rush finale.

lunedì 16 aprile 2012 0 commenti

di Claudio Santovito
BARI- Mentre il calcio italiano si ferma in segno di rispetto per Morosini, il venticinquenne centrocampista del Livorno tragicamente deceduto sul campo del Pescara sabato pomeriggio, all’estero i campionati sono proseguiti, rendendo omaggio allo sfortunato giocatore. Si è osservato un minuto di raccoglimento o si è giocato con il lutto al braccio.

In Spagna è sempre e solo sfida tra Real Madrid (85 punti) e Barcellona (81): le due squadre, impegnate questa settimana e la prossima nelle semifinali di Champions (rispettivamente contro Bayern Monaco e Chelsea), sabato 21 si sfideranno nel Clasico al Camp Nou, ultima occasione per i blaugrana di avvicinarsi sensibilmente ai madrileni, a quattro gare dal termine.

Ma sono i numeri delle due squadre a far paura: il distacco dei catalani dalla terza classificata si attesta sui 29 punti, la differenza reti a 72 gol. Ben 78 quella dei madrileni! E la classifica cannonieri? Dominata da Messi e Ronaldo con 41 reti a testa, mentre gli altri attaccanti più prolifici ne hanno “solo” 21 (Falcao e Higuain). Oltre a Gijon e Santander, rischia la retrocessione anche il Villareal.
La finale di Coppa del Re sarà disputata tra Athletic Bilbao e Barcellona.

In Francia il Montpellier guida la classifica, a sei gare dal termine, con 66 punti, due in più del PSG di Ancelotti che ieri si è fatto raggiungere nel finale sul campo dell’Auxerre, fanalino di coda. Il Lille, terzo a meno 7 dalla capolista, aspetta eventuali passi falsi.
Ieri sera, a Parigi, il Marsiglia di Dechamps ha battuto di misura il Lione ai supplementari, conquistando la terza coppa di lega consecutiva.

In Germania, il discorso scudetto è praticamente chiuso: a tre gare dal termine il Dortmund in testa con 8 punti sul Bayern Monaco, sconfitto nello scontro diretto la scorsa settimana. I bavaresi, però, potranno rifarsi nella finale di coppa di lega del 12 maggio prossimo, sempre contro il Borussia Dortmund. Colonia, Hertha Berlino e Kaiserslautern rischiano di retrocedere, mentre lo Schalke tiene la terza posizione.

In Inghilterra, la 34esima giornata si è disputata solo in parte, poiché si sono giocate le semifinali di FA Cup. Liverpool e Chelsea, dopo aver rallentato sensibilmente in campionato, si confronteranno nella finale. In Premier, invece, lo United viaggia a +5 sui rivali del City, l’Arsenal è saldamente al terzo posto (64 punti) e Tottenham e Newcastle, appaiati a 59, si giocano l’ultimo posto Champions.








Champions, ritorno quarti: fuori il Milan, bene Chelsea, Barça, Real e Bayern.

venerdì 6 aprile 2012 0 commenti

di Claudio Santovito
BARI- Il Milan non riesce nell’impresa di espugnare – o almeno di uscire indenne – dal Camp Nou. I campioni del Barça hanno imposto un severo 3-1 ai rossoneri, che forse rimpiangono qualche occasione di troppo sprecata all’andata.
Il Barcellona parte forte e Messi, sfruttando un errore si invola verso la porta e mette al centro: un rimpallo e un tardivo rinvio portano Antonini a stendere il fuoriclasse argentino, che trasforma dal dischetto. Il Milan non si scompone e al 33’ una bella azione Robinho-Ibra porta all’inserimento vincente di Nocerino, che sigla il pari. In questo momento la qualificazione sarebbe in mano al Milan, ma sul finire del primo tempo una trattenuta in area di Nesta su Busquets (in cui c’è però un evidente blocco di Puyol) sugli sviluppi di un calcio d’angolo, porta l’arbitro a fischiare il secondo penalty: Messi cambia lato e fa centro di nuovo.
Nella ripresa, dopo un contrasto sospetto Mascherano-Ibrahimovic, su un capovolgimento di fronte, un tiro rimpallato di Messi permette a Iniesta di congelare il risultato. Da segnalare il ritorno di Pato, che subentra a Boateng ma si fa male subito dopo.
Nell’altra gara, un Bayern Monaco fortemente rimaneggiato e con la qualificazione virtualmente in tasca replica il risultato dell’andata sul Marsiglia: un grande Ribery e la doppietta di Olic avvicina i tedeschi alla finale in casa, anche se prima c’è da superare in semifinale l’ostacolo Real Madrid.
Real che, senza troppi affanni ma concedendo qualcosa di troppo, travolge 5-2 l’Apoel: subito l’uno-due firmato Ronaldo e Kaka, poi una disattenzione difensiva porta Manduca a dimezzare le distanze. Ma i blancos, che comunque schierano una formazione competitiva (Casillas, Ronaldo, Ramos, Kaka, Higuain e Pepe), riprendono il passo ancora con una spettacolare punizione di Ronaldo, prima dei sigilli di Callejon e Di Maria, inframmezzati dal rigore trasformato da Solari.
Nell’ultimo match, avvincente partita allo Stamford Bridge: il Chelsea (che all’andata aveva vinto di misura in Portogallo) si porta in vantaggio con un rigore di Lampard: nonostante lo svantaggio e l’uomo in meno (espulso nel primo tempo Maxi Pereira), il Benfica non demorde e, a cinque dalla fine, riagguanta gli inglesi con Javi Garcia. I blues stranamente appaiono intimoriti e bloccati, ma sull’assedio finale, dopo un travolgente contropiede, Raul Meireles segna il gol del 2-1 che permette al Chelsea di andare in semifinale contro il Barcellona.







Champions League: ritorno dei quarti senza imprese. Il Chelsea cercherà la rivincita sul Barcellona

giovedì 5 aprile 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba.
BARI- Ritorno dei quarti di finale senza sorprese. Dopo il turno di andata, infatti, 3 match su 4 erano praticamente decisi col solo Barcellona - Milan (0-0 a San Siro) apparentemente in bilico.
Gli uomini di Guardiola per superare il turno avevo l'obbligo di vincere e così è stato: il Milan dura poco più di 45 minuti, va sotto con i rigori di Messi (ad inizio e fine primo tempo), trovando, nel mezzo, la rete di Nocerino che ha tenuto momentaneamente vive le speranze. Secondo tempo di colore azulgrana e terza rete rocambolesca di Iniesta che fissa il risultato finale sul 3-1.
Tutto facile nelle altre sfide europee: il Real Madrid gioca d'accademia contro i ciprioti dell'Apoel di Nicosia, spaesati dinanzi alla maestosità del Bernabeu ed alle giocate delle merengues (splendidi le reti di Kakà, C. Ronaldo e di Di Maria). Per i ciprioti l'onore di aver realizzato dure reti (con Manduca e Solari) fissando il risultato sul 5-2.
I tedeschi del Bayern Monaco contro il Marsiglia bissano il risultato dell'andata (2-0 con doppietta di Olic) e puntano dritto alla finale che in questa edizione si giocherà proprio all'Allianz Arena, ma dovranno prima superare l'ostacolo Real in semifinale.
A completare l'altra semifinale ci sarà il Chelsea di Di Matteo, unico italiano ancora in gioco, che ha risollevato un ambiente demoralizzato, centrando la qualificazione dopo aver superato l'insidia Benfica (0-1 per i blues in terra portoghese e 2-1 allo Stamford Bridge non senza qualche brivido finale).
Per i giocatori londinesi, Drogba e Lampard su tutti, dunque, si prospetta la possibilità di vendicarsi contro l'armata spagnola che nel 2009 gli eliminò tra le polemiche a causa di un arbitraggio scorretto.





Champions, andata quarti: Real e Bayern “vedono” la semifinale, il Milan tiene.

giovedì 29 marzo 2012 0 commenti

di Claudio Santovito
BARI- Nell’andata dei quarti di finale della Champions League 2011-12, a parte il match di San Siro, è venuto meno il fattore campo, con i successi esterni di Chelsea, Bayern Monaco e Real Madrid.
I blancos hanno espugnato il campo dell’Apoel con un secco 3-0, apparentemente normale visto il gap tecnico tra le due compagini: in realtà, per oltre 70 minuti, i ciprioti si sono difesi attentamente, giocando sui nervi e chiudendo tutti gli spazi ai madrileni, che pure avevano sfiorato il gol a porta vuota con Benzema tradito da una zolla. Ma nulla hanno potuto contro la sfuriata del Real, frutto della sostituzione di Higuain e Coentrao con Marcelo e Kaka che ha cambiato il volto della gara: l’ex milanista prima ha servito un bel cross che Benzema ha capitalizzato nel migliore dei modi, poi è andato in rete su assist di Marcelo. Ozil ha permeso ancora a Benzema di chiudere il discorso qualificazione.
A Lisbona, nello stadio che ospiterà la finale di Champions 2014, continua la serie positiva del Chelsea allenato da Roberto di Matteo, che ha espugnato il campo del Benfica grazie a un gol di Kalou su assist di Torres. Una bella partita, con occasioni su entrambi i fronti, decisa dalla spregiudicatezza dei londinesi, bravi ad andare in vantaggio e a difendersi con ordine, sebbene il Benfica abbia reclamato un “mani” in area dubbio di Terry. La qualificazione resta però apertissima.
Ieri il Milan ha tenuto a bada i campioni in carica del Barcellona, rischiando il giusto (due importanti salvataggi di Antonini) e provando a prendersi la vittoria con Robinho e Ibrahimovic. Gli spagnoli hanno reclamato per un netto rigore su Sanchez, ma l’arbitro non lo ha concesso, non ammonendo nemmeno il cileno per simulazione. Reti bianche, quindi, in attesa del ritorno al Camp Nou, dove al Milan basterà un pareggio con gol per volare in semifinale e, considerando che si troverebbe di fronte Benfica o Chelsea, per sognare Monaco.
Il Bayern Monaco ha colto un rotondo 2-0 sul campo del Marsiglia, che pure ha giocato bene per 44 minuti, fino a che una volata di Robben permette al solito Mario Gomez di battere Andrade, sostituto dello squalificato Mandanda. Nella ripresa i francesi sono crollati (del resto, hanno dato tutto contro l’Inter) e Robben ha ipotecato risultato e qualificazione, delineando un’interessante semifinale contro il Real.











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