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Conte ironizza ma la colpa è sua

mercoledì 30 gennaio 2013 0 commenti

di Davide Colonna

TORINO - La Juventus, per la prima volta in un anno e mezzo, si ritrova a fare i conti con una crisi di risultati che con Antonio Conte in panchina, difficilmente si poteva ipotizzare ma, ironia della sorte, è proprio al tecnico pugliese che bisogna attribuire le colpe per una simile situazione.
Agli scarsi risultati nella seconda parte di stagione che, per fortuna dei bianconeri, ancora non hanno intaccato la vetta della classifica, si aggiunge l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio del bravo Petkovic. 
Conte, già squalificato per aver criticato platealmente e con termini non proprio da "Lord Inglese" l'arbitraggio in Juve-Genoa, ironizza anche sull'arbitraggio di Banti in Lazio-Juve. Davanti ai chiari rigori non concessi ai bianconeri (uno piuttosto netto su Vucinic), il tecnico definisce lo stesso montenegrino e Giovinco "tuffatori" e giudica impeccabile la direzione di gara. Atteggiamento che probabilmente infastidirà maggiormente la classe arbitrale italiana ma, Conte, forse, ancora non ha capito che è lui il vero colpevole di un ennesimo risultato negativo.
Ancora una volta, lo si attacca per la formazione schierata dal primo minuto. Certo, i vari Marchisio, Pirlo e Matri non nelle migliori condizioni, un po lo giustificano ma, evidentemente, Conte, non impara molto in fretta dai suoi errori. Il neo acquisto Peluso è un suo errore ma, perseverare nel renderlo ancora peggiore, lo rende quasi ridicolo. L'ex atalantino, già schierato come vice Chiellini contro la Sampdoria, dove ha praticamente regalato, con due disattenzioni, ad Icardi una doppietta da ricordare, si è reso responsabile anche contro i biancocelesti del gol del vantaggio di Gonzales dimenticandosi della marcatura. Federico Peluso, costato più di 5 mln, non è di certo un fuoriclasse ma, se dopo una intera stagione passata sulla fascia sinistra quasi come tornante tra le fila atalantine, viene schierato in difesa, è quasi logico attendersi delle prestazioni incolori. L'unica volta che il ragazzo è stato schierato nel suo ruolo preferito, ha segnato il gol del vantaggio nella partita di andata della settimana scorsa.
Altro errore da attribuire a Conte è l'acquisto di Giovinco. L'ex "formica atomica" mostra ancora una volta poca freddezza davanti alla porta e per ben due volte ieri sera, fallisce due occasioni clamorose davanti a Marchetti. La seconda, al 94', è costata la qualificazione alla finale. Qualche tifoso si diverte sui social network: "quei gol li avrebbe segnati anche Marotta". 
Solo due vittorie nelle ultime sette partite per i campioni d'Italia. Un dato allarmante che il tecnico deve prendere seriamente in considerazione. Magari qualche decisione degli arbitri non è stata corretta ma, una grande squadra deve saper vincere anche tra le difficoltà. 



Conte ha rotto il giocattolo Juve

domenica 13 gennaio 2013 0 commenti

di Davide Colonna


PARMA, 14 Gen. - La Juve strappa un sofferto quanto fortunato pareggio sul difficile campo di Parma e riapre i giochi scudetto per le sue dirette avversarie ma, quello che più dovrebbe preoccupare i tifosi bianconeri, al di là del risultato, è l'inspiegabile peggioramento del gioco espresso dagli uomini di Conte che sembrano la brutta copia di quel gruppo che fino alla sosta natalizia, non regalava nulla o quasi agli avversari. Una possibile spiegazione, la si potrebbe trovare nell'enorme carico di lavoro svolto dai campioni d'inverno proprio durante la pausa per affrontare al meglio la seconda parte di stagione ma, la realtà sembra un'altra. Antonio Conte, l'artefice del miracolo dello scorso campionato, a furia di snaturare i ruoli dei suoi calciatori e di credere eccessivamente nel suo 3-5-2, ha forse rotto il giocattolo. Il modulo scelto dal tecnico pugliese, non da respiro alla manovra e costringe Pirlo (ormai non più giovane) ad affidarsi eccessivamente ai compagni della difesa per ricostruire e mantenere il possesso del pallone. Questa lentezza di manovra, porta inevitabilmente gli avversari a ripiegare e ad organizzarsi nella fase di pressing. Inoltre, i movimenti ordinati agli attaccanti, che dovrebbero smistare palloni utili per gli esterni, sembrano adatti maggiormente a giocatori di alto tasso tecnico e non a giocatori normali come Giovinco, Vucinic o Quagliarella che peccano di spirito di sacrificio, cervello ma anche di piedi buoni. L'enorme quantità di palloni serviti alle punte, non viene sfruttata quasi mai al meglio e spesso (per non dire sempre), i disimpegni errati del reparto avanzato, portano gli avversari a trovare una Juve sguarnita sulle ripartenze. Questi sono gli esempi dei goal subiti contro la Sampdoria e contro il Parma stesso ma basta andare un po indietro con la memoria per ricordarsi episodi simili. Almeno in questo aspetto, la Juve sembra sentire la mancanza di un fuoriclasse alla Del Piero e non ci sono Immobile o Gabbiadini che reggano il confronto.

Conte dovrà spiegare anche le sue scelte nell'undici titolare. Perchè affidarsi subito (in un ruolo non suo) contro la Samp al nuovo acquisto Peluso per poi non utilizzarlo per sostituire uno spaesato Padoin nella partita di Parma? L'ex atalantino è stato già bocciato? Ma soprattutto, come può scegliere De Ceglie, che si è sempre dimostrato inadeguato in tutto e per tutto? Conte sta tirando troppo la corda e quando si ricorderà che ha a disposizione solo dei discreti calciatori, forse sarà troppo tardi. Napoli e Lazio intanto ci credono.

Cassano: Conte moralista? Finisce il mondo

venerdì 16 novembre 2012 0 commenti


di Redazione

MILANO - In un'intervista rilasciata a Sport Mediaset, l'attaccante nerazzurro si è nuovamente scagliato contro  Antonio Conte, riservandogli parole al veleno, riferendosi alla squalifica che il tecnico della Juventus sta attualmente ancora scontando: "Volevo semplicemente dire che sono troppo professionali e professionisti. Io non lo sono mai stato. Non era mia intenzione offenderli, se se la sono presa... amen. Non sono certo io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Ma se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia". Parole molto forti quelle dell'interista ma, sappiamo tutti che tra leccesi e baresi c'è una storica rivalità che va ben oltre il solo aspetto calcistico. Il derby, anche se a distanza, continua.




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[Parte 2°-VIDEO] 10 anni di Derby d'Italia. Le partite che hanno fatto la storia

sabato 3 novembre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
BARI - Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Juventus ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra la Juve di Lippi, quella di Capello, in mezzo la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime sentite partite. Tante polemiche, veleni, dossier arbitrali e lo scandalo di Calciopoli, ma è sul campo che brillano le stelle: Cruz, Zanetti, Cambiasso, Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Adriano, Toldo, Buffon, Nedved, Figo, Martins...chi sarà il prossimo protagonista?




JUVENTUS-INTER 1-1. 04 novembre 2007, Comunale di Torino
Marcatori 41’ pt Cruz, 33’ st Camoranesi

JUVENTUS: 

Buffon; Grygera (33’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Palladino, Nocerino, Cristiano Zanetti, Nedved (16’ st Iaquinta); Del Piero (25’ st Camoranesi), Trezeguet.

Panchina: Belardi, Birindelli, Salihamidzic, Tiago.
All. Ranieri.



INTER: 

Julio Cesar; Maicon (40' st Dacourt), Cordoba, Samuel, Chivu; Figo (17’ st Burdisso), Javier Zanetti, Cambiasso, Cesar; Ibrahimovic, Cruz (20’ st Suazo).

Panchina: Orlandoni, Maxwell, Solari, Crespo.
All. Mancini.






INTER-JUVENTUS 1-2. 22 marzo 2008, San Siro
Marcatori: Camoranesi (J) al 4', Trezeguet (J) al 18', Maniche (I) al 38' s.t.

INTER (4-3-1-2): 
Julio Cesar; Maicon, Burdisso, Materazzi, Maxwell; Zanetti, Stankovic, Chivu (37' s.t. Balotelli); Jimenez (7' s.t. Suazo); Ibrahimovic, Cruz (19' s.t. Maniche). 
Panchina: Toldo, Rivas, Solari, Crespo. 
All. Mancini.

JUVENTUS (4-4-2): 
Buffon; Grygera, Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Salihamidzic, Camoranesi, Sissoko, Nedved (41' s.t. Nocerino); Trezeguet (37' s.t. Iaquinta), Del Piero. 
Panchina: Belardi, Birindelli, Stendardo, Tiago, Palladino. 
All. Ranieri.





JUVENTUS - INTER 2-1. 05 dicembre 2009, Comunale di Torino
Marcatori: Melo, Eto’o, Marchisio

JUVENTUS: 
Buffon, Caceres, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (35′ st Poulsen), Diego (45′ st Grygera), Amauri, Del Piero (25′ st Camoranesi). 
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Giovinco, Trezeguet. 
Allenatore: Ferrara

INTER: 
Julio Cesar, Zanetti, Lucio, Samuel (44′ st Materazzi), Chivu, Muntari (14′ st Balotelli), Cambiasso (33′ st Mancini), Motta, Stankovic, Eto’o, Milito. 
Panchina: Toldo, Cordoba, Vieira, Krhin. 
Allenatore: Mourinho



INTER-JUVENTUS 2-0. 16 aprile 2010, San Siro
Marcatori: 30's.t. Maicon (Int), 47's.t. Eto'o (Int) 

IINTER (4-2-3-1): 
Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, J. Zanetti; Thiago Motta (1's.t. Stankovic), Cambiasso; Pandev (10's.t. Balotelli), Sneijder (44's.t. Muntari), Eto’o; Milito. 
Panchina: Orlandoni, Cordoba, Materazzi, Muntari, Quaresma. 
All.: Mourinho 

JUVENTUS (4-4-2): 
Buffon; Zebina, Cannavaro, Chiellini, Grosso; Camoranesi, Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (33's.t. Salihamidzic); Iaquinta (27's.t. Amauri), Del Piero (42's.t. Poulsen). 
Panchina: Manninger, Legrottaglie, Candreva, Diego, Iaquinta. 
All.: Zaccheroni




INTER-JUVENTUS 1-2. 29 ottobre 2011, San Siro

Marcatori: 12' Vucinic (J), 28' Maicon (I), 33' Marchisio (J)

INTER (4-3-1-2) 
Castellazzi; Maicon, Nagatomo, Lucio, Chivu, Nagatomo; Zanetti, Cambiasso, Obi (64' Stankovic); Sneijder (78' Álvarez); 

Panchina: Pazzini, Zárate (46' Castaignos). 

All. Ranieri

JUVENTUS (4-3-3) 
Buffon; Lichtsteiner, Barzagli, Bonucci, Chiellini; Marchisio, Pirlo, Vidal (89' Pazienza); 
Panchina: Pepe, Matri (70' Estigarribia), Vucinic (84' Del Piero).
All. Conte






JUVENTUS-INTER 2-0. 25 marzo 2012, Juventus Stadium
Marcatori: 57' Caceres (J), 71' Del Piero (J)


JUVENTUS (4-3-3): 
Buffon; Caceres, Barzagli, Chiellini, De Ceglie; Vidal, Pirlo, Marchisio; Pepe, Matri, Vucinic. 
Panchina.: Storari, Bonucci, Marrone, Padoin, Del Piero, Quagliarella, Borriello.
All.: Conte.


INTER (4-4-2):

 Julio Cesar; Maicon, Lucio, Samuel, Nagatomo; Zanetti, Stankovic, Poli, Obi; Milito, Forlan. 
Panchina.: Castellazzi, Ranocchia, Chivu, Faraoni, Cambiasso, Guarin, Pazzini. 
All.: Ranieri.








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Pogba "dolcetto e scherzetto"

giovedì 1 novembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Soffiato d'astuzia a Ferguson con lo "zampino" di Raiola ed accolto a Torino come giovane talento da formare, Paul Pogba, si ritaglia uno spazio nell'undici titolare e prende per mano la "signora" regalandole tre punti d'oro nei minuti di recupero. Un 2-1 sofferto ma meritato, quello sul Bologna che, cancella in casa Juve lo spiacevole ricordo del "favore" arbitrale di Catania e permette ai bianconeri di mantenere la testa della classifica in attesa del big match di sabato contro l'Inter che ha tutto il sapore della sfida scudetto. 

Cronaca
Assenti Vidal (squalificato) e Marchisio (infortunato), Alessio li sostituisce con Pogba e Giaccherini mantenendo il solito Pirlo davanti alla difesa. Chiellini lascia il posto a Caceres, Asamoah a De Ceglie mentre a destra si rivede Isla. In attacco, la coppia inedita Bendtner - Quagliarella.
Pioli deve far fronte alla pesante assenza di Diamanti e avanza Taider a sostegno delle punte Gabbiadini e Gilardino. Padroni di casa in tenuta nera come a voler omaggiare Halloween.
La Juve parte forte e come sempre tiene il possesso del pallone non permettendo al Bologna di passare la metà campo per dieci minuti scarsi. Dopo un paio di conclusioni di Giaccherini e Quagliarella che non impensieriscono un attento Agliardi, il primo vero squillo, arriva da Pogba che, da fuori area, centra il palo con una naturalezza disarmante. I primi venti minuti del talento ex United sono di livello assoluto e non fanno rimpiangere le assenze. I bianconeri continuano a cercare l'affondo decisivo ma l'ultimo passaggio non è mai quello buono. Sul finale del primo tempo, è ancora Pogba a sfiorare il vantaggio di testa. Si va a riposo sullo 0-0.
Ripresa ancora nel segno dei padroni di casa. Passano dieci minuti e la Juve trova il vantaggio con Quagliarella che sfrutta una sponda di Giaccherini smarcato da una invenzione di Pogba. Pochi giri d'orologio e l'attaccante napoletano ci riprova ma, questa volta Agliardi respinge. Al 71', De Ceglie sbaglia un facile disimpegno e regala il pallone a Taider che dal vertice dell'area, fulmina Buffon con un tiro imprendibile a fin di palo. Ennesima leggerezza dell'esterno bianconero che si ripete dopo lo sciagurato errore contro il Nordjaelland. Si riprende dall'1-1 ed Alessio decide di giocarsi le carte migliori; entrano Vucinic, Giovinco e Asamoah per il forcing finale. Al 92', Giovinco, dalla sinistra, salta un uomo e scucchiaia al centro dell'area per Pogba che insacca comodamente di testa il 2-1 finale.

Pogba è certamente il nuovo volto della Juventus di Conte ma, come ha ribadito il vice Alessio, per diventare un campione, dovrà tenere i piedi per terra e lasciare da parte qualche virtuosismo di troppo. Male De Ceglie che non riesce a riscattarsi quasi mai dopo le brutte prestazioni. 
Bologna senza personalità e coraggio. L'assenza di Diamanti ha sicuramente pesato sulla prestazione ma, il passivo, poteva essere ben più pesante.

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Ecco perchè la Juve stenta in Europa

giovedì 25 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Gigante in Italia ma formica in Europa. Questa è la Juventus. Primi in campionato con il miglior attacco e la miglior difesa, i bianconeri di Conte, in Champions, non riescono ad avere lo stesso passo e stentano a tal punto da rischiare di esser buttati fuori già nella prima fase a gironi. Come è possibile che una squadra apparentemente senza rivali nel suo paese, non riesca ad esprimere lo stesso potenziale anche nelle competizioni europee contro squadre più accreditate ma sicuramente alla sua portata? Gli elementi da considerare, possono essere tanti (dal modulo all'esperienza) ma, cominciamo da quello che più di tutti sembra essere il problema dei campioni d'Italia: l'attacco.
Nonostante il primato di goals segnati in serie A, nella Juve, a gonfiare la rete sono principalmente i centrocampisti. Questa tendenza, se da un lato può essere considerata come positiva perchè lascia subito pensare ad un gioco e ad una manovra avvolgente che coinvolge tutti gli uomini in campo senza dare riferimenti, da un altro punto di vista, è sicuramente un qualcosa che va a sfavore dei bianconeri, soprattutto quando gli avversari sono di livello e si deve sfruttare al meglio ogni occasione che capita. Se contro Chelsea e Shakhtar, le partite sono state più equilibrate e con meno occasioni da sfruttare, contro il Nordsjaelland, la mancanza di un bomber di razza è stata più evidente perchè, nonostante la squadra abbia quasi fatto andare in tilt le statistiche delle conclusioni in porta, nei novanta minuti, le reti segnate non sono state più di una. Il mancato acquisto del top player nel reparto offensivo, si è rivelato un grosso errore di valutazione da parte della dirigenza e dello staff tecnico e di certo, non è bastato rinforzare il centrocampo per ridimensionare il problema. La sterilità di Matri, Quagliarella, Giovinco e Vucinic, comincia ad essere davvero preoccupante e quando a centrocampo le forze cominceranno a venir meno, non sarà di certo Buffon a buttarla dentro.
Altro aspetto da valutare ma, probabilmente subordinato ai problemi in attacco, è quello del modulo. La Juve è l'unica squadra che si permette il lusso di schierare tre difensori in Champions. Il 3-5-2 scelto da Conte per affrontare il campionato, non sembra altrettanto valido in ambito continentale ma, bisogna ammettere che l'idea del tecnico pugliese è interessante. Forse, la tipologia di gioco, potrebbe dare risultati soddisfacenti proprio in presenza di attaccanti validi ma, se Giovinco invece di calciare subito, preferisce il dribbling e Matri sbaglia l'impossibile, le aspettative di qualificazione diminuiscono drasticamente e potrebbe essere necessario un ritorno al 4-3-3. Neanche la mossa Bendtner sembra essere quella giusta. La possente punta danese in prestito dall'Arsenal, è ancora lontana dalla condizione ottimale e l'assenza di cross, non gli faciliterà il compito. 
Qualcuno, però, non crede ad una Juve debole e predica fiducia e pazienza nel giovane progetto della vecchia signora. La poca esperienza della maggior parte dei ragazzi in rosa è da tenere in considerazione e, per convincerci a riguardo, basta spostare lo sguardo sul Borussia Dortmund. Lo scorso anno, i campioni di Germania, freschi di titolo e rientro in Champions, hanno dovuto cedere il passo fin da subito. Oggi, le cose vanno diversamente e le "api" di Klopp, sono in testa al girone di ferro con Real Madrid, Manchester City ed Ajax. Potrebbe essere lo stesso per la Juventus? Probabile, ma bisogna vedere se i tifosi juventini, riusciranno ad avere la stessa pazienza di quelli del Borussia. Non ci resta che attendere e tifare per le italiane perchè non possiamo permetterci di perdere un altro posto nella classifica UEFA. 


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Capitani coraggiosi al comando

lunedì 22 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - L'idea di far uscire dal campo due intoccabili come Vidal e Asamoah, buttando nella mischia due "riserve" come Caceres e Pogba ed il coraggio di farlo durante una partita importantissima. Ecco gli ingredienti per ottenere la vittoria contro una rivale fortissima ed il primo posto in classifica.  I tre punti, almeno per questa volta, in casa Juve, non sono giunti per merito di un singolo giocatore, di un episodio o del collettivo ma, per la giusta lettura della partita da parte di coloro che la squadra la allenano e la schierano. Angelo Alessio, vice di Antonio Conte, scontata la inspiegabile squalifica figlia del terremoto calcioscommesse, che sta ancora tenendo fuori causa il suo superiore, ha saputo mettere in pratica nel migliore dei modi, ciò che è stato preparato in settimana con i suoi colleghi e, soprattutto, ha saputo dare ascolto alle giuste intuizioni che le situazioni in campo gli stavano suggerendo, inseguendo la vittoria con passione. Telepatia o preparazione della gara nei minimi dettagli con mister Conte, hanno sicuramente dato una grossa mano al lavoro di Alessio ma, un conto è farlo in allenamento, senza particolari pressioni ed un conto è farlo in panchina nel pieno della tensione e delle sorprese che una partita regala ogni secondo. Fino ad ora, nulla di così sconvolgente. Le sostituzioni ci sono state, ci sono e sempre ci saranno nel calcio ma, il fatto che siano stati proprio Caceres e Pogba a sbloccare un risultato che sembrava inchiodato sulla parità, ci fa pensare che le coincidenze, per non chiamarle in altri modi meno eleganti, possono essere messe in secondo piano di fronte all'importanza, alla bravura e alla voglia di affermarsi di un allenatore e dei suoi collaboratori. Durante Juventus - Napoli, sono stati i "capitani coraggiosi" che comandano la panchina bianconera a trovare la soluzione per il successo e a sorprendere un Mazzarri troppo attendista e fermo nelle sue idee troppo "provinciali" per una grande squadra come il Napoli. Perdere a Torino ci può stare ma, cedere il passo senza far nulla, sperando nella buona sorte, no. La scelta di non effettuare sostituzioni fino al 75° minuto, se rapportata ai tre cambi dei campioni d'Italia, conferma la pigrizia azzurra nel cercare il colpaccio. Vittoria di coraggio della panchina in giacca e cravatta quindi? La risposta è affermativa ed è forse l'unica che spiega la vera differenza tra le due potenze del nostro campionato.


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Conte torna a Dicembre: Squalifica ridotta a 4 mesi

venerdì 5 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - La Juve, può festeggiare anche se solo a metà. Passano, infatti, da 10 a 4, i mesi di squalifica per l'allenatore della Juventus, Antonio Conte, a seguito dello scandalo scommesse che ha investito il calcio italiano negli ultimi mesi; Il TNAS, ha deciso per lo sconto di 6 mesi, della condanna inflitta dalla Corte di Giustizia Federale. Con questa significativa riduzione, il tecnico bianconero, squalificato per omessa denuncia per la partita Albinoleffe - Siena, quando Conte, allenava i toscani in serie B, potrà tornare a sedere in panchina dall'8 Dicembre per la partita Palermo - Juventus. Il nome di Conte, nella vicenda scommesse, fu fatto dal pentito ed ex giocatore del Siena, Filippo Carobbio.

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Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero

lunedì 1 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.

Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela  per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.

La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.




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Quagliarella abbatte la bestia nera

domenica 23 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Poker di vittorie per la Juventus di Conte e Carrera che, tra le mura di casa, batte 2-0 il Chievo Verona e mantiene la vetta della classifica in solitaria a punteggio pieno, in attesa dei risultati di Napoli e Lazio, uniche squadre che possono raggiungere la capolista in caso di successo.
Davanti ai 40 mila dello Juventus Stadium, i bianconeri si sbarazzano della bestia nera che l'anno scorso costrinse i campioni d'Italia a due pareggi. Protagonista della serata, Fabio Quagliarella che, dopo la firma sul pareggio londinese contro il Chelsea in Champions di mercoledì scorso, mette a segno una splendida doppietta che lo catapulta tra le prime scelte in avanti, dopo mesi di panchina e voci di cessione. Molte le assenze illustri per la Juve che, lascia in panchina Vidal, Pirlo, Giovinco, Barzagli e Lichtsteiner e lancia dal primo minuto Isla (per lui uno spezzone contro il Chelsea) e la promessa ex United, Pogba come regista.
Nel primo tempo, dopo pochi minuti, gli ospiti, vengono schiacciati nella propria metà campo e l'assedio ha inizio. Vucinic e Giaccherini, sbagliano chiare occasioni da goal e il premio come migliore in campo, se lo merita ampiamente, l'estremo difensore clivense, Sorrentino. Nonostante il dominio dei padroni di casa, si va a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa, Carrera, inserisce il cileno Vidal al posto dello spento Isla e la partita cambia volto. Il forcing juventino, continua a ritmi ancora più elevati. Miracolo di Sorrentino su colpo di testa ravvicinato di Chiellini sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma, pochi minuti più tardi (63'), sempre su corner, il numero uno del Chievo, non può nulla sulla mezza rovesciata di Quagliarella, incredibilmente lasciato solo al centro dall'area.
Passano cinque minuti e la Juve raddoppia. Ci pensa ancora Quagliarella a trafiggere Sorrentino dopo un rimpallo vinto su Dainelli. Per il bomber, si tratta del terzo centro in due gare. Sotto di due reti, il Chievo si rassegna e la partita si conclude sul risultato di 2-0.

Carrera: "La nostra mentalità è quella di attaccare sempre, anche se stiamo vincendo 2-0. Quagliarella titolare a Firenze? Vediamo. Oggi, abbiamo avuto risposte positivissime"
  
Di Carlo: "La Juve, si è dimostrata più forte nell'arco dei 90' anche se, nel primo tempo, siamo riusciti a contenerli e ad abbassare il ritmo. A Quagliarella vanno i complimenti dopo il gol che aveva fatto a Londra. Hanno spinto di più, e hanno meritato di vincere. Chievo poco propositivo? Merito della Juve, ma anche noi dobbiamo far meglio".



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Rimonta Juve. Chelsea ammutolito

giovedì 20 settembre 2012 0 commenti

2-2 firmato da Quagliarella
di Davide Colonna
LONDRA - Il ritorno in Champions League della Juventus, dopo due anni di assenza, non poteva essere più spettacolare di così. I bianconeri, guidati da Carrera, ormai sempre più a suo agio nei panni di Conte, all'esordio, in casa dei campioni d'Europa in carica del Chelsea, raggiungono un pareggio inaspettato dopo esser stati sotto di due reti. A rispondere alla doppietta nel primo tempo del giovane talento Oscar, ci pensano un maestoso Vidal e un ritrovato Quagliarella.
In uno Stamford Bridge gremito come nelle grandi occasioni, la Juve parte contratta. L'emozione, rallenta gli ospiti e i blues, molto più esperti in campo internazionale, ne approfittano creando grossi problemi a Buffon sin dai primi minuti. I bianconeri, ci mettono un quarto d'ora per prendere le misure agli avversari e restituiscono i brividi al mittente con un paio di occasioni che potevano essere sfruttate meglio. La partita, giocata a ritmi elevatissimi, soprattutto a centrocampo, si sblocca alla mezz'ora grazie ad una conclusione dalla distanza di Oscar deviata da Bonucci.che corregge in goal un pallone apparentemente fuori dallo specchio della porta. Neanche il tempo di prender fiato che, arriva il raddoppio Chelsea messo a segno ancora da Oscar. Si tratta di un eurogoal alla "Del Piero" che l'incolpevole estremo difensore juventino, si ricorderà per tutta la vita. La doppietta fulminea del gioiello brasiliano, può mettere k.o. chiunque ma non la Juve che, si riorganizza e accorcia le distanze con uno strepitoso Arturo Vidal che, con un piede in disordine, pesca il jolly all'angolino beffando Cech. I primi 45', si chiudono con gli uomini di Di Matteo in vantaggio ma la "vecchia signora" si dimostra dura a morire.
La ripresa, presenta un calo fisico più che normale per entrambe le formazioni ma, la preparazione bianconera risulta migliore e Di Matteo, ordina ai suoi di chiudersi maggiormente ma senza concedere troppo campo agli avversari. La Juve, alla rincorsa del pareggio, ci crede e controlla il gioco dimenticandosi della fatica. Entra Quagliarella ed il suo ingresso si rivela decisivo. L'attaccante, ai margini della squadra del duo Conte-Carrera, pareggia i conti freddando Cech in uscita. Da notare una grave disattenzione di Terry che si lascia sfuggire il bomber bianconero sul filo del fuorigioco. Ad una manciata di minuti dalla fine, ancora Quagliarella, in stato di grazia, tenta una conclusione a giro da posizione quasi impossibile ma, è la traversa a negare alla Juve una incredibile vittoria. Finisce 2-2.
I campioni d'Italia, guadagnano un punto fondamentale nella partita, sulla carta, più dura del girone e lo fanno mostrando al continente intero, un grande carattere ma soprattutto un buon gioco anche se di gran lunga inferiore rispetto a quello praticato dalle spagnole Real e Barcellona. Si spera nel recupero fisico di Fabio Quagliarella che, al massimo della condizione è probabilmente il miglior attaccante a disposizione. Il Chelsea, mostra una tipologia di gioco superata e fin troppo scolastica. Di Matteo, tenta di abbandonare il catenaccio che lo ha portato a trionfare lo scorso anno ma, le idee sembrano mancare. Ci si aspettava qualcosa in più dai campioni in carica anche se si tratta comunque di una squadra solida con individualità che poche società possono permettersi.



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Juve: Fallimento turn-over ma arrivano altri 3 punti

lunedì 17 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
GENOVA - La terza giornata del campionato di serie A, nonostante le sorprese da Roma e Milano, registra la terza vittoria consecutiva della Juventus che, dopo aver espugnato Udine, passa anche a Genova con una prestazione dalle due facce; Un primo tempo, dove sono i padroni di casa a fare la partita imponendo il loro ritmo, forse eccessivamente alto e un secondo, che vede i bianconeri recuperare l'identità perduta e portare a casa i tre punti fondamentali per mantenere la testa della classifica con Lazio e Napoli.
Mister De Canio, prepara bene la partita ed inserisce dal primo minuto il quasi tridente composto dai due ex juventini Immobile e Borriello e da Jankovic che spesso e volentieri si manifesta centrocampista aggiunto facendo un lavoro impressionante per buona parte del match. Carrera, invece, deve affidarsi al turn-over in vista della partita di Champions di mercoledì contro il Chelsea e fa sedere in panchina quattro pedine fondamentali come Vucinic, Asamoah, Vidal e Liechsteiner.
Al fischio d'inizio, è il Genoa a fare la partita ed è proprio il tridente schierato in avanti a rendere la vita difficile alla retroguardia bianconera. Dopo un quarto d'ora, il goal è nell'aria ed arriva puntualmente al 18' dai piedi del giovane Immobile che trafigge Buffon con un tiro velenoso a fin di palo. La Juve, nonostante lo svantaggio, sembra non reagire con convinzione e subisce ripetutamente il contropiede avversario. L'assetto imposto da Carrera, è troppo spregiudicato e la difesa a tre juventina, si ritrova spesso a fare i conti in solitaria con la superiorità numerica offensiva genoana. Il primo tempo si chiude con il Genoa il vantaggio di un solo goal e a giudicare l'andamento del match, si ipotizza la prima sconfitta della squadra bianconera.
La seconda frazione di gara però, vede la Juventus giocare da grande e un Genoa a corto di energie dopo un primo tempo a mille all'ora. Entrano Vucinic e Asamoah per De Ceglie ed uno spento Matri lasciando non pochi dubbi sulle scelte ma, soprattutto sui ricambi bianconeri. Nonostante il calo fisico, è proprio l'unidici di De Canio a mangiarsi il raddoppio e sul capovolgimento di fronte, c'è il pareggio di Giaccherini. I padroni di casa ormai non corrono più e l'assedio juventino ha inizio. Asamoah viene steso in area e Vucinic trasforma il rigore del sorpasso. Nel finale, è ancora Asamoah protagonista firmando il 3-1 finale su assist del montenegrino.
Il Genoa, dopo un primo tempo da urlo, mostra una carente preparazione fisica che potrebbe influire negativamente sulla prima e ultima parte della stagione. L'attacco è forte ma il resto della squadra non sembra poter dare un valido supporto a Borriello e Co.
La Juve, invece, vince una partita fondamentale per il morale. Presentarsi all'esordio in Champions dopo una sconfitta non sarebbe stato un bene ma, l'aspetto negativo risiede nelle riserve. Il turn-over sembra improponibile e inaffidabile per affrontare gli impegni su più fronti. Caceres e De Ceglie, non si avvicinano al rendimento dei titolari Asamoah e Liechsteiner e senza l'intensità di Vidal, a centrocampo si soffre parecchio. Matri è un fantasma che non fa paura.

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Rabbia Napoli ma la Juve merita: Supercoppa bianconera

domenica 12 agosto 2012 0 commenti

di Davide Colonna
PECHINO - L'edizione 2012 della Supercoppa Italiana in versione "cinese", regala alla Juventus la rivincita sul Napoli dopo la sconfitta in finale di Coppa Italia ma, soprattutto un gran numero di emozioni che saranno ricordate per molti anni. I bianconeri, orfani del loro allenatore Antonio Conte squalificato per 10 mesi dopo le sue presunte combine ai tempi di Siena, battono, guidati da Massimo Carrera, 4-2 un Napoli che non cambia il suo modo di giocare e non mostra maturità sia tatticamente che nei comportamenti e nel rispetto verso pubblico e avversari. La squadra allenata da Mazzarri, subisce il gioco della Juve per tutto il match ma sfrutta al meglio il suo marchio di fabbrica del contropiede per infilare i bianconeri per ben due volte con Cavani e Pandev anche se aiutata dai clamorosi svarioni della retroguardia juventina che con un fuorigioco impossibile e un errore individuale di Bonucci, mandano nell'uno contro uno con Buffon i due bomber azzurri. Tra i due gol, c'è il pareggio strepitoso che porta la firma di Asamoah che si fa un bel regalo al suo esordio ufficiale con la sua nuova maglia. Vidal trova il pareggio su un contestato ma giusto rigore (la moviola non concede dubbi) prima che si scateni la vera protesta partenopea a un quarto d'ora dalla fine. Pandev per insulti all'arbitro e Zuniga per doppio giallo, vengono spediti negli spogliatoi e raggiunti poi dal loro tecnico Mazzarri per proteste. Il Napoli si presenta ai supplementari in 9 uomini e per i bianconeri e un gioco da ragazzi portarsi a casa il trofeo realizzando prima il vantaggio con un autogol di Maggio che anticipa involontariamente Vucinic e poi chiudendo sul 4-2 con lo stesso montenegrino grazie a un passaggio di gran classe di Marchisio. Al termine della partita, il Napoli, decide di disertare la cerimonia di premiazione per protestare le decisioni arbitrali facendo fare al nostro paese e alla città, un altro scivolone internazionale che poteva essere facilmente evitato. Ironia della sorte, facendo marcia indietro fino al 1998, la Juve fece lo stesso non presentandosi alla premiazione nella finale persa contro la Lazio.
Tornando alla partita e tralasciando le polemiche che troppo spesso prendono la parola al posto del calcio giocato, la Juve ha dimostrato di poter riconfermare il gioco vincente dello scorso anno ma continua a presentare, nonostante i 4 gol, grandi difficoltà in zona rete. Giovinco, non sembra intendersi con Matri e sembra indispensabile l'utlizzo di Vucinic che ha di sicuro più numeri da tirar fuori. Il direttore Marotta, di fronte a tal quesito, non sembra preoccupato e non sembra disposto all'acquisto del cannoniere di razza. Evidentemente, fino a quando si vince, è difficile trovare il coraggio di cambiare ma, senza Conte in panchina le domeniche, un ulteriore rafforzamento della rosa sembra necessario. Bene Asamoah che oltre al gol, mostra spirito di sacrificio e grande tecnica, male Lucio che sembra costantemente impreparato e fuori dagli schemi.
Il Napoli, sfrutta solo i contropiede senza esprimere un gioco corale e maturo che ci si aspetta dopo anni sotto la guida dello stesso allenatore e finalizza le uniche due occasioni grazie soprattutto agli errori di Bonucci e Lucio. Un grande Cavani, che non riposa da un anno, salva la sua squadra anche in fase difensiva in più occasioni e mette una gran paura alla difesa juventina. Una grande però, non può affidarsi ad un solo giocatore. Dispiace per il silenzio stampa e l'assenza alla premiazione per proteste. Le sconfitte possono bruciare ma il rispetto per il pubblico che paga per vedere la partita non deve mai venir meno. De Laurentiis e Mazzarri non perdono occasione per lamentarsi.





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Calcioscommesse: Patteggiamento bocciato per Conte

mercoledì 1 agosto 2012 0 commenti


di Davide Colonna
ROMA - Parte oggi il secondo procedimento sportivo dell'anno per lo scandalo calcioscommesse che vede coinvolti 27 tesserati e 7 società e primo colpo di scena: La richiesta di patteggiamento per Conte a 3 mesi e 200 mila euro di multa è stata definita non congrua. Secondo quanto risulta a Tuttosport, la Disciplinare si accontenterebbe di 4 mesi di squalifica e 100mila euro di multa anzichè 3 mesi e 200mila di multa secondo quanto pattuito con Palazzi. Continuano intanto i contatti tra la difesa dell'allenatore bianconero e la procura federale finalizzati a rendere congrua la pena da scontare.
Per domani è prevista la conclusione del procedimento e si dovrà attendere l'8 o il 10 agosto per la decisione della Disciplinare.




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Conte e le riunioni tecniche tra pochi intimi. La solita buffonata

venerdì 27 luglio 2012 0 commenti


di Davide Colonna
BARI - Doppia omessa denuncia per l'allenatore della Juventus Antonio Conte. Questa la decisione presa dal procuratore federale Stefano Palazzi sull'inchiesta calcioscommesse per i fatti relativi alla stagione 2010/2011 quando l'attuale tecnico bianconero, "vestiva" in panchina, le stesse tinte ma a Siena nella serie cadetta.
Tra la infinita lista di deferimenti, il nome del salentino, è sicuramente quello che fa più notizia se si considera che Conte, è anche colui che ha portato la Juve al successo in campionato sei anni dopo l'altro scandalo che resterà nella storia del calcio italiano: Calciopoli, dove la "vecchia signora", ne uscì con una retrocessione per illecito sportivo "ideato" dall'ex dg della società Luciano Moggi. In realtà, come oggi, anche sei anni fa, si dovettero emettere delle sentenze in breve tempo e, indicare Moggi come assoluto colpevole e creatore della "cupola", risultò essere un modo valido e rapido per fare meno morti possibile e archiviare tutto. La Juve pagò per tutti e pesantemente per fatti che si rivelarono poco chiari e non sufficienti per giustificare una simile batosta.
Tornando ai giorni nostri, ci si chiede su cosa si basi il deferimento di mister Conte. Tutto è iniziato dalle "confessioni" del super pentito Filippo Carobbio che al tempo, era un giocatore del Siena. Secondo le sue deposizioni, Conte era a conoscenza di due partite combinate: Novara- Siena e Albinoleffe - Siena. Conte, avrebbe inoltre detto davanti a tutta la squadra, durante una riunione tecnica il giorno prima della partita col Novara che era già tutto deciso per il pareggio con gli avversari. Questa deposizione, che ha fatto il giro dei giornali per settimane, ha sollevato un polverone incredibile che ha fatto subito tornare la nostra mente a sei anni fa ma, c'è qualcosa che non torna. Come mai è stato deferito solo lo staff tecnico, e qualche giocatore se come detto dallo stesso Carobbio, alla riunione tecnica era presente tutta la squadra? Al Siena, alle riunioni tecniche, si presentavano solo i tecnici e Carobbio? Perchè non è stata deferita tutta la squadra? Ma di che stiamo parlando?
Conte, si è dichiarato estraneo ai fatti con valide argomentazioni secondo quanto dichiarato dai suoi avvocati e dai giornali stessi e tutto il Siena (giocatori compresi) ha escluso l'allenatore da ogni responsabilità. A quanto pare non è servito. Palazzi ha ritenuto il solo Carobbio credibile mettendo in discussione il metodo di giudizio stesso e la credibilità di questo processo che sta assumendo sempre più le sembianze di una pagliacciata. Ma cosa deve fare un accusato per far cadere ogni accusa? Basta fare un nome a caso per godere di una riduzione di pena per aver collaborato? Sembra la strategia di Carobbio.
In queste situazioni, è quasi impossibile trovare i veri colpevoli, soprattutto se lo si deve fare in qualche mese.  Chi scommette lo sa e gioca sul fatto che può risultare pulito se nessuno parla o colpevolizza altri che sono del tutto estranei agli illeciti. Tanto, è praticamente impossibile discolparsi. Si pensa davvero che deferendo e squalificando un centinaio di giocatori, o deferendo e squalificando personaggi importanti come lo stesso Conte, si riuscirà a sconfiggere la disonestà in questo sport? Non credo proprio.
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Conte furioso in conferenza: "Ho sempre dimostrato integrità morale e onestà"

lunedì 28 maggio 2012 0 commenti



di Davide Colonna
TORINO - Conferenza stampa a Vinovo tenuta dal presidente della Juventus Andrea Agnelli e dal mister Antonio Conte in relazione ai fatti che hanno visto stamane, l'allenatore della Juventus, indagato per associazione a delinquere per frode sportiva. Conte è stato coinvolto nello scandalo dal suo ex calciatore ai tempi di Siena, Carobbio, e più precisamente per aver contribuito a "truccare" il match Novara - Siena risalente allo scorso campionato nella serie cadetta.
Conte, dopo una introduzione di Agnelli che ribadisce la fiducia nel mister e la estraneità ai fatti di quest'ultimo, ai microfoni è breve ma visibilmente amareggiato:

"Inizio col dire che la mia storia calcistica è sotto gli occhi di tutti. Ho sempre dimostrato integrità morale e onestà. Lo si può chiedere anche agli avversari chi è Antonio Conte. Voglio sempre vincere, ma sempre con certi valori. Io ho subito un'aggressione con bastoni davanti a mia moglie e a mia figlia, per la mia integrità. Col Siena abbiamo vinto il campionato con tre giornate di anticipo, con grande sacrificio 
e grande soddisfazione. Ribadisco la mia assoluta estraneità a qualsiasi fatto, mia e dei miei calciatori. Niente e nessuno rovinerà quella annata. Oggi mi è arrivato un avviso: sono stato indagato per associazione a delinquere. Ho avuto una perquisizione. Ho letto il provvedimento e ho visto le poche parole scritte. La prima domanda è: come mai non sono stato chiamato dal Pm prima di diventare un indagato? Mi sarei aspettato questo. Penso di aver detto tutto. Buone vacanze a tutti, perchè le mie saranno buone".  





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Bertani difende Conte: "può stare tranquillo"

venerdì 25 maggio 2012 0 commenti


di Davide Colonna
MILANO - L'attaccante della Sampdoria, Cristian Bertani, parla della vicenda scommesse che lo riguarda in prima persona ai microfoni di RadioSportiva. Messo nei guai dall'amico Gervasoni, Palazzi, lo ha deferito come uno dei promotori dell'associazione finalizzata a truccare le partite.
Così ai microfoni:
"Conte può stare tranquillo. Siena-Novara fu partita vera, ci si giocava la posizione in griglia per i playoff e loro la promozione. Quello che dovevo dire sulla partita l'ho detto in deposizione, Carobbio dice la sua. Ho visto e letto tante cose che non mi sono piaciute. So che faccio un lavoro in cui sono sempre sotto i riflettori, ma sono stato condannato senza giudizio e in più sul mio conto non c'è una prova, a differenza di colleghi in cui ci sono intercettazioni compromettenti. Nel mio caso c'è solo un pentito, purtroppo un mio vecchio amico, che parla e parla sempre in terza persona. Col rapporto che avevamo me lo avrebbe detto direttamente, invece, parla sempre per sentito dire. La cosa è poco chiara. La giustizia sportiva non può arrogarsi il diritto di decidere senza prova, e io dimostrare di non aver fatto, cosa non certo semplice. Altra cosa che mi ha lasciato perplesso è che le accuse di un pentito sembrano la verità assoluta. Il mio interrogatorio è stato molto blando, non incalzante o severo. Loro avevano già deciso il mio destino. Si parla di 33 partite, io sono chiamato in causa in due sole di queste e mi contestano l'associazione a delinquere e in una delle due non ero neanche convocato. La scheda telefonica datami da Gervasoni? È la sua parola contro quattro miei compagni che negano. Io lotterò fino all'ultimo secondo per salvaguardare la mia famiglia e i miei figli, non mollerò mai. Sono messo sullo stesso piano di Gervasoni, rischio la sua stessa condanna, è una cosa fuori dal normale". 
  



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Conte fino al 2015

giovedì 24 maggio 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Vertice in sede Juventus di Corso Galileo Ferraris tra la dirigenza bianconera, capitanata dal direttore Marotta, e il mister Antonio Conte. L'incontro, durato circa venti minuti, è servito alle parti per pianificare il rientro dalle vacanze e quindi il ritiro, che con ogni probabilità si terrà a Bardonecchia, le amichevoli estive comprendenti mini tour in USA e Cina e il primo impegno ufficiale di Agosto, la Supercoppa Italiana contro il Napoli per una sfida che sa di rivincita.
Raggiunto anche l'accordo, anche se per le firme è necessaria la presenza del presidente Andrea Agnelli, per il prolungamento di contratto dell'allenatore bianconero fino al 2015 per 3 mln all'anno. Conte diventerà così, il mister più pagato della serie A. Erano anni che la Juve non prolungava un contratto alla guida della squadra e dal 2006, l'unico ad avere un contratto oltre l'anno è stato Ranieri. Che le scaramanzie di rito abbiano inizio.




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Serie A, ultimi verdetti: Udinese in Champions, Lecce in B.

lunedì 14 maggio 2012 0 commenti

di Claudio Santovito
BARI- Si è conclusa ieri la stagione 2011/2012 della Serie A Tim, che ha visto laurearsi campione, già da domenica scorsa, la Juventus di Conte. Ieri i bianconeri hanno battuto per 3 a 1 l’Atalanta di Colantuono con un gran sinistro di Marrone su sponda di Borriello, con un bel destro di Del Piero alla sua ultima gara in bianconero e con il rigore trasformato da Barzagli, subito dopo l’autorete di Lichtsteiner. Standing ovation per il numero 10, in una giornata che ha visto molti altri addii, specie a Milano, dove Gattuso, Inzaghi, Nesta, Zambrotta e Van Bommel si sono esibiti per l’ultima volta con i colori rossoneri.

Il Milan, ormai secondo e già in Champions, batte in rimonta il Novara, che era andato in vantaggio con un gol di Garcia. Nella ripresa, dopo numerosi tentativi di Seedorf, prima Flamini e poi Inzaghi “alla Inzaghi”, regalano gli ultimi tre punti agli uomini di Allegri.

L’Udinese, con un netto successo per 2 a 0 sul campo del Catania, conquista i preliminari di Champions: dopo un erroraccio di Di Natale, l’attaccante si fa perdonare con un bel colpo sotto. L’errore di Gomez dal dischetto impedisce agli etnei di pareggiare, e nella ripresa ci pensa Fabbrini a chiudere il conto.

Inutili perciò le vittorie del Napoli sul Siena (doppietta di Dossena inframmezzata dal gol di Destro) e della Lazio sull’Inter (Milito su rigore, poi rimonta laziale ad opera di Kozak, Candreva e Mauri a tempo scaduto). Tutte e tre le compagini accederanno all’Europa League: l’Inter è sicura dei preliminari, mentre se i partenopei batteranno la Juventus in Coppa Italia, lasceranno l’onere dei preliminari agli uomini di Reja.

  Il Lecce, sconfitto di misura a Verona, raggiunge il Cesena e il Novara in serie B. Chievo avanti con Vacek, Puggioni salva più volte i padroni di casa, rendendo vani gli attacchi generosi dei pugliesi, sconfortati anche dalle notizie che arrivavano da un Marassi deserto in cui il Genoa, grazie alle reti di Gilardino e Sculli, batte un Palermo inerme. 

Il Parma centra le settima vittoria consecutiva, battendo il Bologna nel derby dell’Emilia con un gol di testa di Biabiany. La Roma, sotto con il Cesena in virtù della rete di Del Nero, rimonta con Bojan, Lamela e De Rossi, prima dell’inutile gol di Santana.

Fiorentina e Cagliari non si fanno male in uno scialbo pareggio a reti bianche.




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Da Blatter a Zeman: "Gli scudetti della Juve non sono 30"

sabato 12 maggio 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
TORINO- L'estate non è ancora iniziata, ma la temperatura attorno a Torino ed alla Juventus è sempre più calda per le continue dichiarazioni attorno alla questioni scudetti. 30 o 28? Contano quelli vinti sul campo o quelli ufficialmente riconosciuti?
Certamente le dichiarazioni di Joseph Blatter non fanno altro che mettere altra carne sul fuoco. Con una lettera ad Andrea Agnelli, infatti, il presidente della Fifa si è congratulato con la Juventus per il titolo di campione d'Italia appena conquistato ribadendo con convinzione il numero 28: "E' con mio grande piacere porgerle le congratulazioni...Domenica scorsa, a seguito di una grande prestazione, la squadra dei record Juve è riuscita ad aggiudicarsi il 28° titolo. Un grande risultato che, a ragione, ha subito scatenato gioia ed euforia. Perché, dopo nove anni, la Juve si è nuovamente aggiudicata il titolo di miglior squadra italiana di Serie A". "Per questo risultato storico - conclude Blatter - porgo i miei complimenti alla presidenza, a tutti i giocatori, agli allenatori, allo staff di supporto e al management. Auguro a tutti tanto successo e ogni bene! Cordiali saluti". Cosa balza immediatamente agli occhi?Per Blatter l'ultimo biennio vincente della squadra bianconera è stato rimosso: non è casuale il voler ribadire l'ultimo successo avvenuto 9 (nove) anni addietro.
Gli juventini non gradiranno, ma Blatter, certamente un po' sfacciato e quasi non curante della situazione, è stato molto attento e scrupoloso nel rispettare e rispecchiare le decisioni legalmente prese. E mentre la Juventus decide di autocelebrarsi con un enorme scudetto con tre stelle sullo stadio, evita di rispondere ufficialmente alla lettera del Presidente, non pubblicandolo nemmeno sul proprio sito.
Chi certamente si diverte in questa tiritera è Zdenek Zeman, fondatore e primo membro del partito oppositore della Vecchia Signora, il quale afferma: "Ma gli juventini sono fatti così - ride il tecnico boemo - e poi sono liberi di mettersi quello che vogliono. Anch'io se volessi potrei andare in giro con due stelline sulla maglietta. Per me i loro campionati non sono più di una ventina".


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