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Conte ironizza ma la colpa è sua

mercoledì 30 gennaio 2013 0 commenti

di Davide Colonna

TORINO - La Juventus, per la prima volta in un anno e mezzo, si ritrova a fare i conti con una crisi di risultati che con Antonio Conte in panchina, difficilmente si poteva ipotizzare ma, ironia della sorte, è proprio al tecnico pugliese che bisogna attribuire le colpe per una simile situazione.
Agli scarsi risultati nella seconda parte di stagione che, per fortuna dei bianconeri, ancora non hanno intaccato la vetta della classifica, si aggiunge l'eliminazione dalla Coppa Italia per mano della Lazio del bravo Petkovic. 
Conte, già squalificato per aver criticato platealmente e con termini non proprio da "Lord Inglese" l'arbitraggio in Juve-Genoa, ironizza anche sull'arbitraggio di Banti in Lazio-Juve. Davanti ai chiari rigori non concessi ai bianconeri (uno piuttosto netto su Vucinic), il tecnico definisce lo stesso montenegrino e Giovinco "tuffatori" e giudica impeccabile la direzione di gara. Atteggiamento che probabilmente infastidirà maggiormente la classe arbitrale italiana ma, Conte, forse, ancora non ha capito che è lui il vero colpevole di un ennesimo risultato negativo.
Ancora una volta, lo si attacca per la formazione schierata dal primo minuto. Certo, i vari Marchisio, Pirlo e Matri non nelle migliori condizioni, un po lo giustificano ma, evidentemente, Conte, non impara molto in fretta dai suoi errori. Il neo acquisto Peluso è un suo errore ma, perseverare nel renderlo ancora peggiore, lo rende quasi ridicolo. L'ex atalantino, già schierato come vice Chiellini contro la Sampdoria, dove ha praticamente regalato, con due disattenzioni, ad Icardi una doppietta da ricordare, si è reso responsabile anche contro i biancocelesti del gol del vantaggio di Gonzales dimenticandosi della marcatura. Federico Peluso, costato più di 5 mln, non è di certo un fuoriclasse ma, se dopo una intera stagione passata sulla fascia sinistra quasi come tornante tra le fila atalantine, viene schierato in difesa, è quasi logico attendersi delle prestazioni incolori. L'unica volta che il ragazzo è stato schierato nel suo ruolo preferito, ha segnato il gol del vantaggio nella partita di andata della settimana scorsa.
Altro errore da attribuire a Conte è l'acquisto di Giovinco. L'ex "formica atomica" mostra ancora una volta poca freddezza davanti alla porta e per ben due volte ieri sera, fallisce due occasioni clamorose davanti a Marchetti. La seconda, al 94', è costata la qualificazione alla finale. Qualche tifoso si diverte sui social network: "quei gol li avrebbe segnati anche Marotta". 
Solo due vittorie nelle ultime sette partite per i campioni d'Italia. Un dato allarmante che il tecnico deve prendere seriamente in considerazione. Magari qualche decisione degli arbitri non è stata corretta ma, una grande squadra deve saper vincere anche tra le difficoltà. 



Llorente: Si teme un lungo stop

lunedì 28 gennaio 2013 0 commenti

di Davide Colonna

TORINO, 28 Gen.  - Piove sul bagnato in casa Juve. Dopo le deludenti prestazioni in campionato che hanno portato solo cinque punti in quattro partite ed il pericoloso pareggio casalingo di Coppa Italia contro la Lazio, un'altra cattiva notizia bussa alla porta della società bianconera. Il nuovo acquisto per la prossima stagione, l'attaccante Fernando Llorente, sembra aver riportato un grave infortunio al ginocchio. Si parla di lesione ai legamenti anche se si attendono accertamenti nelle prossime ore. Nel caso in cui dovesse trovare conferma la peggiore delle ipotesi, per la Juventus sarebbe un brutto colpo in prospettiva futura. l'attaccante spagnolo, acquistato per risollevare un attacco poco propenso al goal, rischierebbe di non iniziare la preparazione estiva con il gruppo e forti dubbi si solleverebbero sul suo completo recupero. La Juve può solo stare a guardare e sperare nella buona sorte. Al momento, non si conoscono clausole contrattuali che annullerebbero il passaggio della forte punta a Torino in caso di infortunio. 



Conte ha rotto il giocattolo Juve

domenica 13 gennaio 2013 0 commenti

di Davide Colonna


PARMA, 14 Gen. - La Juve strappa un sofferto quanto fortunato pareggio sul difficile campo di Parma e riapre i giochi scudetto per le sue dirette avversarie ma, quello che più dovrebbe preoccupare i tifosi bianconeri, al di là del risultato, è l'inspiegabile peggioramento del gioco espresso dagli uomini di Conte che sembrano la brutta copia di quel gruppo che fino alla sosta natalizia, non regalava nulla o quasi agli avversari. Una possibile spiegazione, la si potrebbe trovare nell'enorme carico di lavoro svolto dai campioni d'inverno proprio durante la pausa per affrontare al meglio la seconda parte di stagione ma, la realtà sembra un'altra. Antonio Conte, l'artefice del miracolo dello scorso campionato, a furia di snaturare i ruoli dei suoi calciatori e di credere eccessivamente nel suo 3-5-2, ha forse rotto il giocattolo. Il modulo scelto dal tecnico pugliese, non da respiro alla manovra e costringe Pirlo (ormai non più giovane) ad affidarsi eccessivamente ai compagni della difesa per ricostruire e mantenere il possesso del pallone. Questa lentezza di manovra, porta inevitabilmente gli avversari a ripiegare e ad organizzarsi nella fase di pressing. Inoltre, i movimenti ordinati agli attaccanti, che dovrebbero smistare palloni utili per gli esterni, sembrano adatti maggiormente a giocatori di alto tasso tecnico e non a giocatori normali come Giovinco, Vucinic o Quagliarella che peccano di spirito di sacrificio, cervello ma anche di piedi buoni. L'enorme quantità di palloni serviti alle punte, non viene sfruttata quasi mai al meglio e spesso (per non dire sempre), i disimpegni errati del reparto avanzato, portano gli avversari a trovare una Juve sguarnita sulle ripartenze. Questi sono gli esempi dei goal subiti contro la Sampdoria e contro il Parma stesso ma basta andare un po indietro con la memoria per ricordarsi episodi simili. Almeno in questo aspetto, la Juve sembra sentire la mancanza di un fuoriclasse alla Del Piero e non ci sono Immobile o Gabbiadini che reggano il confronto.

Conte dovrà spiegare anche le sue scelte nell'undici titolare. Perchè affidarsi subito (in un ruolo non suo) contro la Samp al nuovo acquisto Peluso per poi non utilizzarlo per sostituire uno spaesato Padoin nella partita di Parma? L'ex atalantino è stato già bocciato? Ma soprattutto, come può scegliere De Ceglie, che si è sempre dimostrato inadeguato in tutto e per tutto? Conte sta tirando troppo la corda e quando si ricorderà che ha a disposizione solo dei discreti calciatori, forse sarà troppo tardi. Napoli e Lazio intanto ci credono.

Il grande cuore Juve travolge il Chelsea

mercoledì 21 novembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Nell'inferno dello stadio di casa, la Juventus travolge 3-0 il Chelsea campione d'Europa e può tornare a sperare per la qualificazione agli ottavi di Champions League. Con la vittoria sugli inglesi, i bianconeri scavalcano i Blues e balzano al secondo posto nel girone dietro allo Shakhtar. Grazie a questa vittoria, ai campioni d'Italia, basterà un pareggio per passare alla fase successiva ma, il prossimo ed ultimo turno, contro gli ucraini, non sarà una passeggiata; ci si giocherà la qualificazione ed un eventuale primo posto nel girone che potrebbe risultare prezioso in vista degli ottavi di finale per incontrare un avversario, "sulla carta", meno ostico. Una sconfitta contro lo Shakhtar ed una vittoria del Chelsea contro l'altra squadra del girone, il Nordjaelland (ormai fuori dai giochi), costringerebbe gli uomini di Conte alla retrocessione in Europa League.

La partita è sin dal primo minuto tiratissima con una Juve grintosa e finalmente tatticamente "alta". Il Chelsea, subisce il gioco avversario ma in contropiede è un concreto pericolo. Cech compie un miracolo su una conclusione ravvicinata di Lichtsteiner e si fa trovare altrettanto pronto sui tentativi meno pericolosi di Marchisio, Vucinic e Quagliarella. Buffon, non è da meno ed è super su Hazard e Mata che non sfruttano due ripartenze micidiali. Bonucci e Barzagli, impediscono ad Oscar di trovare il vantaggio in un'altra ghiotta occasione ospite. A metà del primo tempo, la Juve decide di lasciarsi alle spalle la paura di perdere e per l'undici di Roberto Di Matteo, non c'è più nulla da registrare. Le geometrie dei bianconeri sono imprevedibili e gli inserimenti di Lichtsteiner e Asamoah, creano il panico nell'area avversaria. Verso lo scadere dei primi 45', forse nel momento meno brillante dei bianconeri, Quagliarella devia un tiro dalla distanza di Pirlo e trafigge Cech che tocca ma, non può nulla per evitare il vantaggio Juve. Si va a riposo sull'1-0.
La ripresa è un monologo della "vecchia signora". Il Chelsea non riesce più ad imbastire una manovra offensiva e soffre le rapide offensive di una Juve sempre più aggressiva. Vucinic e Quagliarella sciupano malamente il raddoppio e si rivedono i fantasmi della partita contro la Lazio. I bianconeri non mollano un centimetro di campo, tengono gli inglesi lontano dalla porta e trovano il raddoppio grazie ad una splendida azione corale finalizzata da Vidal. Nel finale c'è gloria anche per Giovinco che in contropiede, supera Cech in uscita per il 3-0 finale. Una rete importante per la "formica atomica" sempre sotto accusa per la sua poca lucidità sotto porta e per il suo rendimento sotto le aspettative. 

La Juve, imbattuta nella doppia sfida contro i Blues, dopo il 2-2 di Londra, dimostra la sua superiorità, almeno nelle motivazioni, con un risultato senza storia. Il centrocampo è l'anima della squadra di Conte e, questa volta, anche Lichtsteiner fornisce un valido contributo che spegne ogni polemica sul suo conto. Prestazione superlativa per lo svizzero che, stremato, abbandona il campo nella ripresa. Chelsea troppo difensivista e poco furbo nello sfruttare il vantaggio dei due risultati su tre da gestire. Ricordiamo che ai campioni in carica, bastava non perdere per tenere la qualificazione in pugno. La partita col Nordjaelland, sarebbe stata solo una formalità. Appuntamento tra due settimane per conoscere il destino della Juve.





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Inter alle stelle e Juve alle stalle

domenica 4 novembre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La Juventus, dopo 49 risultati utili consecutivi in campionato (la sesta striscia positiva della storia a pari merito con l'Arsenal), viene riportata sulla terra dall'Inter più forte dopo l'era Mourinho. I nerazzurri travolgono 1-3 i campioni d'Italia nella loro tana ed il merito, va tutto al tecnico Stramaccioni che dimostra una grande personalità e preparazione tattica. Vittoria importante per due motivi: derby d'Italia che torna a Milano nerazzurra e riapertura del campionato con distacco dalla Juve che si riduce ad un solo punto. 

Cronaca
Juventus Stadium tutto esaurito per il match scudetto. Solito 3-5-2 per i padroni di casa con tutti i migliori in campo. Alessio si affida alla coppia Vucinic-Giovinco per l'attacco. Stramaccioni propone il 3-4-3 con il super tridente Milito-Cassano-Palacio.
Pronti, via e Juve in vantaggio dopo 20". Asamoah riceve palla in netta posizione di fuorigioco, non segnalata dal guardalinee, e scarica il pallone a Vidal che, a porta sguarnita, regala il vantaggio ai suoi. Inter in "bambola" e bianconeri alla immediata ricerca del raddoppio con Marchisio che calcia addosso ad Handanovic da pochi metri. Gesto tecnico spettacolare del centrocampista della nazionale che calcia al volo ma, ancora migliore, il morbido e preciso passaggio di Pirlo. Juve incontenibile che ci riprova con lo stesso schema e con gli stessi uomini ma, questa volta, Marchisio viene marcato bene e la conclusione finisce debole tra le braccia del numero uno interista. Si vede finalmente l'Inter con Palacio (tiro alto) e Cassano che, sugli sviluppi di un corner, cerca di sorprendere Buffon con un tiro-cross che finisce a lato di un soffio. I bianconeri calano di ritmo ma è ancora loro l'ultima occasione del primo tempo con Vidal. Si va a riposo sull'1-0 ma dopo 20 minuti di dominio degli uomini di Alessio, la partita non ha regalato nulla di emozionante. Da segnalare la mancata espulsione di Lichtsteiner per un fallo che gli poteva costare il secondo cartellino giallo. Svizzero, estraneo al gioco, sostituito da Caceres al 37'.
Secondo tempo tutto di marca nerazzurra. Ospiti alla ricerca del pareggio con Palacio e Nagatomo ma Buffon non si fa sorprendere. Punizione Inter dal limite. Schema anzichè conclusione in porta e Milito viene trattenuto in area da Marchisio. Calcio di rigore ed è lo stesso argentino che trafigge Buffon con mira centrale ma forte. Ormai la partita è in mano agli uomini di Stramaccioni che cercano rabbiosamente il vantaggio. Vidal perde palla a centrocampo e Guarin (appena entrato in campo al posto di Cassano) innesca un contropiede fulmineo verso Buffon che può respingere la conclusione del colombiano ma, nulla può contro la ribattuta del solito Milito che brucia sul tempo la difesa juventina. 1-2 e gli spalti iniziano a svuotarsi. La Juve ci prova a riprendere la partita con i "nuovi" Bendtner e Quagliarella e con Pirlo che impegna seriamente Handanovic da fuori. Con i bianconeri totalmente riversati in avanti, l'Inter trova l'1-3 finale al 90' con Palacio ma il merito è tutto di Nagatomo che resiste alla marcatura avversaria.

3-1 probabilmente troppo severo ma vittoria nel complesso giusta che mette a tacere anche le possibili polemiche del gol in fuorigioco di Vidal. Una grande Inter, un grande Milito, un grande Stramaccioni ed un pizzico di fortuna che non guasta mai. Milanesi "provinciali" nella determinazione ma grandi nel resto. Zanetti annulla Asamoah nella ripresa. Juve sprecona (non è una novità) e senza grinta. Disordinata tatticamente e nelle scelte. Mercoledì in coppa sarà dura senza un "bagno d'umiltà". Modulo già obsoleto e tutto da rivedere per Conte.



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Pogba "dolcetto e scherzetto"

giovedì 1 novembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Soffiato d'astuzia a Ferguson con lo "zampino" di Raiola ed accolto a Torino come giovane talento da formare, Paul Pogba, si ritaglia uno spazio nell'undici titolare e prende per mano la "signora" regalandole tre punti d'oro nei minuti di recupero. Un 2-1 sofferto ma meritato, quello sul Bologna che, cancella in casa Juve lo spiacevole ricordo del "favore" arbitrale di Catania e permette ai bianconeri di mantenere la testa della classifica in attesa del big match di sabato contro l'Inter che ha tutto il sapore della sfida scudetto. 

Cronaca
Assenti Vidal (squalificato) e Marchisio (infortunato), Alessio li sostituisce con Pogba e Giaccherini mantenendo il solito Pirlo davanti alla difesa. Chiellini lascia il posto a Caceres, Asamoah a De Ceglie mentre a destra si rivede Isla. In attacco, la coppia inedita Bendtner - Quagliarella.
Pioli deve far fronte alla pesante assenza di Diamanti e avanza Taider a sostegno delle punte Gabbiadini e Gilardino. Padroni di casa in tenuta nera come a voler omaggiare Halloween.
La Juve parte forte e come sempre tiene il possesso del pallone non permettendo al Bologna di passare la metà campo per dieci minuti scarsi. Dopo un paio di conclusioni di Giaccherini e Quagliarella che non impensieriscono un attento Agliardi, il primo vero squillo, arriva da Pogba che, da fuori area, centra il palo con una naturalezza disarmante. I primi venti minuti del talento ex United sono di livello assoluto e non fanno rimpiangere le assenze. I bianconeri continuano a cercare l'affondo decisivo ma l'ultimo passaggio non è mai quello buono. Sul finale del primo tempo, è ancora Pogba a sfiorare il vantaggio di testa. Si va a riposo sullo 0-0.
Ripresa ancora nel segno dei padroni di casa. Passano dieci minuti e la Juve trova il vantaggio con Quagliarella che sfrutta una sponda di Giaccherini smarcato da una invenzione di Pogba. Pochi giri d'orologio e l'attaccante napoletano ci riprova ma, questa volta Agliardi respinge. Al 71', De Ceglie sbaglia un facile disimpegno e regala il pallone a Taider che dal vertice dell'area, fulmina Buffon con un tiro imprendibile a fin di palo. Ennesima leggerezza dell'esterno bianconero che si ripete dopo lo sciagurato errore contro il Nordjaelland. Si riprende dall'1-1 ed Alessio decide di giocarsi le carte migliori; entrano Vucinic, Giovinco e Asamoah per il forcing finale. Al 92', Giovinco, dalla sinistra, salta un uomo e scucchiaia al centro dell'area per Pogba che insacca comodamente di testa il 2-1 finale.

Pogba è certamente il nuovo volto della Juventus di Conte ma, come ha ribadito il vice Alessio, per diventare un campione, dovrà tenere i piedi per terra e lasciare da parte qualche virtuosismo di troppo. Male De Ceglie che non riesce a riscattarsi quasi mai dopo le brutte prestazioni. 
Bologna senza personalità e coraggio. L'assenza di Diamanti ha sicuramente pesato sulla prestazione ma, il passivo, poteva essere ben più pesante.

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Arbitri in tilt e la Juve sbanca Catania tra le polemiche

lunedì 29 ottobre 2012 0 commenti

Fuorigioco inesistente di Bergessio
di Davide Colonna
CATANIA - La capolista Juventus, conquista altri tre punti fondamentali per la corsa scudetto sul difficilissimo campo di Catania ma, lo 0-1 finale, è frutto di errori arbitrali che hanno fatto subito gridare allo scandalo. Il fantasma di calciopoli è ben lontano ma, gli errori del guardalinee Maggiani, sul gol regolare e poi annullato di Bergessio a metà del primo tempo e sul gol di Vidal viziato da fuorigioco di Bendtner, saranno argomento di discussione fino alla fine del campionato come d'usanza quando le sviste sono in favore dei bianconeri.

Cronaca
3-5-2 a "specchio" per entrambe le squadre. Maran sacrifica Barrientos a centrocampo mentre Alessio, schiera Pogba al posto dell'acciaccato Marchisio e si affida, per la prima volta, a Bendtner in avanti.
La Juve è subito padrona del campo e dopo un quarto d'ora, impensierisce Andujar per tre volte con un tiro forte ma centrale di Vidal, una incursione di Lichtsteiner che preferisce servire a centro anzichè concludere a rete ed un altro tiro da fuori di Asamoah che però termina alto. I bianconeri dominano nel possesso ed il vantaggio sembra vicino ma, si concedono qualche errore di troppo sotto porta e nel palleggio favorendo un pericoloso contropiede di Gomez che dalla destra, serve a centro Bergessio che manca di testa. Seguono una conclusione di Lodi dai venti metri ed un innocuo colpo di testa di Bendtner che l'estremo difensore rossoblu neutralizza. Al 24', Bergessio ribadisce in rete un tiro respinto dal palo. I giocatori del Catania festeggiano e gli arbitri si dirigono verso il centrocampo quando, dopo circa quaranta secondi, il guardalinee Maggiani, sentito l'assistente di porta Rizzoli, suggerisce all'arbitro Gervasoni di annullare la marcatura per un off-side inesistente dell'attaccante argentino tenuto nettamente in gioco da Asamoah. Scattano le furiose proteste dei padroni di casa ed il presidente Pulvirenti viene allontanato dal campo. Il Catania subisce il colpo, si innervosisce e rimedia numerosi cartellini gialli. Al 40', Vucinic calcia clamorosamente addosso ad Andujar da due passi e Pirlo si fa parare un tiro poco dopo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma dagli spalti il pubblico è inferocito.
La ripresa comincia senza troppe emozioni. Al 57', Bendtner (in leggero fuorigioco), si fa respingere una facile conclusione in porta da Andujar e sulla ribattuta, ci pensa Vidal a portare la Juve in vantaggio. In pochi si accorgono dell'irregolarità ed è stato un bene per l'ordine pubblico. Al 63', assolo del cileno che però conclude fuori e due minuti più tardi, il Catania resta in dieci per l'espulsione giusta di Marchese che si prende il secondo giallo per un fallo di mano. Il Catania non riesce a reagire e al 70', Andujar compie un miracolo su colpo di testa di Pogba e anticipa in uscita, poco più tardi, un poco reattivo Bendtner. Il danese non sembra in forma e sbaglia quanto i suoi compagni di reparto. Nei dieci minuti finali, un immenso Vidal sfiora la doppietta con un bolide deviato in angolo e Giovinco (entrato al posto di uno spento Vucinic), in versione slalom speciale, si divora due incredibili occasioni per il raddoppio. Il risultato resta invariato.

Leggero fuorigioco di Bendtner sul gol Juve
Errori arbitrali sacrosanti a parte, si è vista solo una squadra in campo. Se i bianconeri avessero sfruttato al meglio tutte le occasioni create, ora si parlerebbe di semplice errore arbitrale ininfluente sul risultato finale e nessuno se ne sarebbe più ricordato. Ragionare con i "se", però, è sbagliato e sicuramente, a vantaggio acquisito, i siciliani avrebbero concesso meno spazio agli avversari. La fragilità della Juve, risiede nella sua scarsa propensione a chiudere le partite e nella mancanza di un vero bomber. Il Catania, dalla sua, può aver accusato il colpo psicologico ma, ci si aspettava sicuramente qualcosa in più nei restanti settanta minuti di gioco. Con questa vittoria, la Juve mantiene la vetta e le tre lunghezze sul Napoli.

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Angelli: "Dobbiamo cambiare il calcio italiano". Ecco le sue idee. Ma verrà ascoltato?

sabato 27 ottobre 2012 0 commenti

di Giovanni Sgobba
TORINO- "Il calcio si sta evolvendo ma non aspetterà l’Italia". Un tracollo sempre più evidente che non può trovare unica giustificazione nella crisi che sta colpendo il paese, ma anche l'Europa intera. La crisi, certamente, ha rallentato il la macchina calcistica, ma se l'Italia avesse attuato, quando era possibile, uno sviluppo concreto e stabile, ora non ci troveremmo così alla deriva e per di più paralizzati. I continui rallentamente nelle Coppe europee sono alla vista di tutti. Molteplici inoltre sono le differenze struttali che sempre più allargano la forbice tra il nostro paese ed il resto del continente, dalla politica dove gli sviluppi delle leggi sugli stadi sono impantanati, alle spaccature all'interno della Lega, passando attraverso gestioni finalizzate a fare i propri interessi.  Senza dimenticare che siamo avvezzi a rimandare sempe al giorno dopo.
L'imput, allora, per una scossa rapida, arriva dal presidente della Juventus, Andrea Agnelli, che alza la voce in vista delle scadenza elettorali di Coni, Figc e Lega e smette i panni strettamente dirigenziali per abbracciare un progetto atto a risanare tutto il movimento calcistico.
Si può essere di parte o no, ma è indubbio che attualmente in Italia il miglior esempio lo sta dando il club di Torino: l'isolato esempio nazionale di stadio di proprietà ha dato i suoi primi frutti nel bilancio 2011-12, approvato con perdite dimezzate rispetto a un anno fa (da 95,4 a 48,7 milioni) e con ricavi in crescita del 24%. Un progetto che, come avviene in ad esempio in Inghliterra o in Germania, non si ferma solo al terreno di gioco: lo sviluppo immobiliare, infatti, prevede inoltre la riqualificazione della circostante area per un investimento da 40 milioni.
Il gap tra la Juventus e il resto dell'Italia è già partito, ma su questo Agnelli non si sente vincitore: "Noi, però, possiamo arrivare fino a un certo punto, dopodiché è il sistema tutto che deve crescere. Il calcio italiano, dopo i fasti degli ultimi trent’anni, sta vivendo un declino rapidissimo, il suo modello di sviluppo è bloccato da alcuni fattori che riflettono molto fedelmente la crisi in cui versa il Paese. Dobbiamo riposizionarci a livello europeo". Della serie: abbiamo fatto scuola, ma se la mediocrità è estesa come un tumore su tutto il territorio nazionale, anche noi finiremo per trovarci invischiati.
Cosa fare allora?Agnelli tracce le linee guida:

CAMPIONATI: "I campionati di Ae B rappresentano l’unico vero patrimonio sportivo ed economico del movimento". Una dichiarazione forte che esprime seri dubbi sulla Lega Pro e sui movimenti inferiori. Certamente gli attuali club professionistici sono troppi: ne deriva una qualità inferiore ed un sistema ingolfato. 
 
I GIOVANI E LE SECONDE SQUADRE DI A: E' un concetto trito e ritrito, quello di puntare sui giovani. Esaltiamo squadre estere che hanno cantere e settori giovanili fucine di talenti, eppure siamo ancora ancorati in uno stato di inerzia. Ecco le parole di Marotta "Siamo l'unica nazione a non avere le Squadre B. Ogni anno siamo costretti a mandare in giro decine di giocatori dovendo pagare il premio di valorizzazione". Invece il paradosso è che in Serie B, ma anche e soprattutto in Lega Pro, ci siano giocatori oramai arrivati a fine carriera, che provano ad allungarla giocando in campi di periferia e che inevitabilmente hanno un costo che maggiormente grava sulle società.
 
RICAVI TV ED ESTENSIONE ALL'ESTERO: Aggiunge Agnelli: "Focalizziamoci sulla vendita dei diritti esteri per recuperare il gap con la Premier. Finalmente il 5 in Lega parleremo di statuto e ripartizione delle risorse". Internazionalizzare il prodotto, che nonostante tutto, ha ancora ammiratori sparsi per globo, soprattutto nei paesi oientali o che si stanno affacciando al calcio, come gli Emirati.
Ed inoltre, dare maggiore incidenza sulla componente meritocratica, ovvero, diversa distribuzione di soldi in base alla classifica e non solo al prestigio.
 
STADI: La questione più spinosa e quella che più facilmente risalta agli occhi di tutti, competenti e non. Stadi poco funzionali, malmessi, semivuoti, con gradinate prefrabbricate esteticamente impresentabili. La memoria va a cosa è successo a Cagliari con il vecchio "Sant'Elia" e con il nuovo "Is Arenas". Ancor più fresco quanto è successo al Napoli: ieri, infatti, è arrivata dalla commissione disciplinare dell’Uefa una multa di 150.000 per inadempienze che riguardano il San Paolo a causa di alcuni varchi di ingresso del settore ospiti e del settore disabili che risultano pericolosi per la caduta di pezzi di intonaco.
 
Eppure dal Parlamento e dai massimi sistemi non arriva nessun cenno, solo un silenzio tombale. Ancora una volta...
 
 

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Ecco perchè la Juve stenta in Europa

giovedì 25 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Gigante in Italia ma formica in Europa. Questa è la Juventus. Primi in campionato con il miglior attacco e la miglior difesa, i bianconeri di Conte, in Champions, non riescono ad avere lo stesso passo e stentano a tal punto da rischiare di esser buttati fuori già nella prima fase a gironi. Come è possibile che una squadra apparentemente senza rivali nel suo paese, non riesca ad esprimere lo stesso potenziale anche nelle competizioni europee contro squadre più accreditate ma sicuramente alla sua portata? Gli elementi da considerare, possono essere tanti (dal modulo all'esperienza) ma, cominciamo da quello che più di tutti sembra essere il problema dei campioni d'Italia: l'attacco.
Nonostante il primato di goals segnati in serie A, nella Juve, a gonfiare la rete sono principalmente i centrocampisti. Questa tendenza, se da un lato può essere considerata come positiva perchè lascia subito pensare ad un gioco e ad una manovra avvolgente che coinvolge tutti gli uomini in campo senza dare riferimenti, da un altro punto di vista, è sicuramente un qualcosa che va a sfavore dei bianconeri, soprattutto quando gli avversari sono di livello e si deve sfruttare al meglio ogni occasione che capita. Se contro Chelsea e Shakhtar, le partite sono state più equilibrate e con meno occasioni da sfruttare, contro il Nordsjaelland, la mancanza di un bomber di razza è stata più evidente perchè, nonostante la squadra abbia quasi fatto andare in tilt le statistiche delle conclusioni in porta, nei novanta minuti, le reti segnate non sono state più di una. Il mancato acquisto del top player nel reparto offensivo, si è rivelato un grosso errore di valutazione da parte della dirigenza e dello staff tecnico e di certo, non è bastato rinforzare il centrocampo per ridimensionare il problema. La sterilità di Matri, Quagliarella, Giovinco e Vucinic, comincia ad essere davvero preoccupante e quando a centrocampo le forze cominceranno a venir meno, non sarà di certo Buffon a buttarla dentro.
Altro aspetto da valutare ma, probabilmente subordinato ai problemi in attacco, è quello del modulo. La Juve è l'unica squadra che si permette il lusso di schierare tre difensori in Champions. Il 3-5-2 scelto da Conte per affrontare il campionato, non sembra altrettanto valido in ambito continentale ma, bisogna ammettere che l'idea del tecnico pugliese è interessante. Forse, la tipologia di gioco, potrebbe dare risultati soddisfacenti proprio in presenza di attaccanti validi ma, se Giovinco invece di calciare subito, preferisce il dribbling e Matri sbaglia l'impossibile, le aspettative di qualificazione diminuiscono drasticamente e potrebbe essere necessario un ritorno al 4-3-3. Neanche la mossa Bendtner sembra essere quella giusta. La possente punta danese in prestito dall'Arsenal, è ancora lontana dalla condizione ottimale e l'assenza di cross, non gli faciliterà il compito. 
Qualcuno, però, non crede ad una Juve debole e predica fiducia e pazienza nel giovane progetto della vecchia signora. La poca esperienza della maggior parte dei ragazzi in rosa è da tenere in considerazione e, per convincerci a riguardo, basta spostare lo sguardo sul Borussia Dortmund. Lo scorso anno, i campioni di Germania, freschi di titolo e rientro in Champions, hanno dovuto cedere il passo fin da subito. Oggi, le cose vanno diversamente e le "api" di Klopp, sono in testa al girone di ferro con Real Madrid, Manchester City ed Ajax. Potrebbe essere lo stesso per la Juventus? Probabile, ma bisogna vedere se i tifosi juventini, riusciranno ad avere la stessa pazienza di quelli del Borussia. Non ci resta che attendere e tifare per le italiane perchè non possiamo permetterci di perdere un altro posto nella classifica UEFA. 


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Capitani coraggiosi al comando

lunedì 22 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - L'idea di far uscire dal campo due intoccabili come Vidal e Asamoah, buttando nella mischia due "riserve" come Caceres e Pogba ed il coraggio di farlo durante una partita importantissima. Ecco gli ingredienti per ottenere la vittoria contro una rivale fortissima ed il primo posto in classifica.  I tre punti, almeno per questa volta, in casa Juve, non sono giunti per merito di un singolo giocatore, di un episodio o del collettivo ma, per la giusta lettura della partita da parte di coloro che la squadra la allenano e la schierano. Angelo Alessio, vice di Antonio Conte, scontata la inspiegabile squalifica figlia del terremoto calcioscommesse, che sta ancora tenendo fuori causa il suo superiore, ha saputo mettere in pratica nel migliore dei modi, ciò che è stato preparato in settimana con i suoi colleghi e, soprattutto, ha saputo dare ascolto alle giuste intuizioni che le situazioni in campo gli stavano suggerendo, inseguendo la vittoria con passione. Telepatia o preparazione della gara nei minimi dettagli con mister Conte, hanno sicuramente dato una grossa mano al lavoro di Alessio ma, un conto è farlo in allenamento, senza particolari pressioni ed un conto è farlo in panchina nel pieno della tensione e delle sorprese che una partita regala ogni secondo. Fino ad ora, nulla di così sconvolgente. Le sostituzioni ci sono state, ci sono e sempre ci saranno nel calcio ma, il fatto che siano stati proprio Caceres e Pogba a sbloccare un risultato che sembrava inchiodato sulla parità, ci fa pensare che le coincidenze, per non chiamarle in altri modi meno eleganti, possono essere messe in secondo piano di fronte all'importanza, alla bravura e alla voglia di affermarsi di un allenatore e dei suoi collaboratori. Durante Juventus - Napoli, sono stati i "capitani coraggiosi" che comandano la panchina bianconera a trovare la soluzione per il successo e a sorprendere un Mazzarri troppo attendista e fermo nelle sue idee troppo "provinciali" per una grande squadra come il Napoli. Perdere a Torino ci può stare ma, cedere il passo senza far nulla, sperando nella buona sorte, no. La scelta di non effettuare sostituzioni fino al 75° minuto, se rapportata ai tre cambi dei campioni d'Italia, conferma la pigrizia azzurra nel cercare il colpaccio. Vittoria di coraggio della panchina in giacca e cravatta quindi? La risposta è affermativa ed è forse l'unica che spiega la vera differenza tra le due potenze del nostro campionato.


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Juve: che fatica! Marchisio e Buffon salvano i bianconeri

lunedì 8 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
SIENA - Dopo il pareggio sofferto in Champions contro lo Shakhtar di Lucescu, ancora una prestazione poco convincente, questa volta in campionato, sia sul piano del gioco che su quello fisico per gli uomini di Carrera. I tre punti, arrivano anche a Siena per la Juventus ma, è solo il carattere che tiene a galla i bianconeri che restano in testa alla classifica insieme ad un Napoli impressionante.

Poco turn-over per la Juve. Carrera, deve fare a meno di Bonucci squalificato e al suo posto, tocca a Marrone, nella sua nuova veste difensiva, guidare il muro a tre con Chiellini e Barzagli. Sulla sinistra, De Ceglie, sostituisce Asamoah e in avanti, tocca alla coppia titolare Vucinic-Giovinco, tentare di scardinare la difesa toscana. Cosmi, schiera un Siena bilanciato con Rosina a supporto di Calaiò.
Dopo un possesso palla, nettamente a favore degli ospiti ma poco incisivo in zona gol, ci pensa Pirlo a sbloccare il risultato su punizione. Palla che passa sotto la barriera e Pegolo, può soltanto raccoglierla da dentro la porta. I padroni di casa, non si lasciano intimorire e tentano l'offensiva per il pareggio con Calaiò che, davanti a Buffon, sbaglia incredibilmente un rigore in movimento. Il numero uno bianconero, può tirare un sospiro di sollievo. Ancora punizione dal limite per la Juve ed è ancora Pirlo ad incaricarsi della battuta. Questa volta, la barriera non salta ma, il fuoriclasse bresciano, preferisce la soluzione sopra la barriera che viene fermata dalla traversa. Al 42', Cosmi, esce dall'area tecnica e viene espulso ma, può godersi da bordo campo, il gran colpo di testa di Calaiò che, trova il pareggio su cross dalla destra di Angelo che, sfrutta in velocità un ritardo di De Ceglie nel riprendere la posizione dopo esser stato ammonito. Squadre a riposo sull'1-1. Forti polemiche su un mancato secondo giallo per Chiellini che avrebbe potuto costare l'inferiorità numerica alla Juve. L'espulsione per il roccioso difensore, poteva starci.
Nella ripresa, il Siena, si chiude maggiormente in difesa e subisce i ripetuti attacchi sterili della formazione ospite. Vucinic, gioca da fermo e Giovinco, protagonista di belle giocate, non riesce a trovare un compagno da servire. Il "piccolo" centravanti juventino, ci prova da solo a superare la difesa avversaria ma, è Neto a salvare sulla linea a portiere battuto. La Juve è stanca e non può distrarsi davanti ai pericolosi contropiede solitari di Rosina. Lo stesso attaccante ex Zenit, lasciato solo in area, sbaglia clamorosamente di testa il vantaggio a pochi metri dalla porta lisciando il pallone. Siena ancora vicino al vantaggio ma, questa volta, è Chiellini a mettere in serio pericolo Buffon su un retropassaggio di testa. Il portierone dei campioni d'Italia, smanaccia sopra la traversa con un colpo di reni da vero campione. Giornata storta, invece, per il difensore della nazionale. Ospiti padroni del gioco ma, davanti non ci sono movimenti senza palla. A cinque minuti dalla fine, ci pensa Marchisio a tradurre in goal, un errato allontanamento dall'area del pallone. Gran bella rete del centrocampista che, trova la prima marcatura in questo campionato e mantiene la Juve in testa al campionato in previsione della prossima giornata che vedrà i bianconeri impegnati contro il Napoli per lo scontro di vertice. Finisce 1-2.




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Conte torna a Dicembre: Squalifica ridotta a 4 mesi

venerdì 5 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - La Juve, può festeggiare anche se solo a metà. Passano, infatti, da 10 a 4, i mesi di squalifica per l'allenatore della Juventus, Antonio Conte, a seguito dello scandalo scommesse che ha investito il calcio italiano negli ultimi mesi; Il TNAS, ha deciso per lo sconto di 6 mesi, della condanna inflitta dalla Corte di Giustizia Federale. Con questa significativa riduzione, il tecnico bianconero, squalificato per omessa denuncia per la partita Albinoleffe - Siena, quando Conte, allenava i toscani in serie B, potrà tornare a sedere in panchina dall'8 Dicembre per la partita Palermo - Juventus. Il nome di Conte, nella vicenda scommesse, fu fatto dal pentito ed ex giocatore del Siena, Filippo Carobbio.

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Piccola Juve in Europa 1-1 con lo Shakhtar - Cronaca e Video dei goals

mercoledì 3 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Brutto pareggio casalingo per la Juventus nella seconda giornata di Champions League. Dopo il punto conquistato in modo eroico a Londra, contro i campioni del Chelsea, lasciando ben sperare per il prosieguo della competizione, i bianconeri, visibilmente stanchi, non vanno oltre l'1-1 con gli ucraini dello Shakhtar e complicano (anche se mancano ancora quattro partite alla fine del girone) il discorso qualificazione. Ci pensa Leonardo Bonucci a salvare i campioni d'Italia, dopo il vantaggio ucraino firmato Teixeira. Ora la Juve, è terza nel girone con 2 punti, dietro Chelsea (vittorioso 0-4 sul campo dei danesi del Nordsjaelland) e Shakhtar con 4 punti. Danesi ultimi con 0 punti.

Non c'è sold out in questa prima di Champions a Torino e si percepisce. Solo 30 mila spettatori per via del rincaro biglietti. La Juve, schierata in formazione tipo, entra in campo con le gambe tremanti, e subisce il gioco avversario esattamente come all'esordio contro il Chelsea. Lo Shakhtar, dotato di ottimo palleggio e tanto dinamismo, prende subito possesso del pallone e del match e sbaglia un goal già fatto con Mkhitaryan dopo pochi minuti di gioco. I bianconeri, si difendono in modo affannoso, perdono molti palloni a centrocampo ma resistono grazie anche ad un pizzico di fortuna. Fortuna che però manca al 23' quando, l'imprendibile Willian, approfittando di una mischia nei pressi dell'area, serve Teixeira che, davanti a Buffon, non sbaglia e porta in vantaggio gli ospiti. La Juve si scuote e, due minuti più tardi, sugli sviluppi di un corner, Pirlo, mette in pratica uno schema e serve rasoterra Bonucci che, al centro dell'area, trova un destro sotto la traversa per il pari. Allo scadere del primo tempo, miracolo di Pyatov che respinge di piede, un colpo di testa ancora di Bonucci sempre su angolo. Si va a riposo sul punteggio di 1-1.
Nel secondo tempo, i padroni di casa, cercano il goal con maggiore convinzione, soprattutto con gli esterni Asamoah e Liechtsteiner che però sbagliano l'ultimo passaggio sistematicamente. Entra Giovinco al posto di un Vucinic irritante ed è la stessa formica atomica a servire un assist perfetto per Matri che, si divora il vantaggio incredibilmente ad un metro dalla porta. Lo Shakhtar si difende bene ed è quasi sempre in anticipo sui contrasti ma, dopo il ritmo altissimo sostenuto nei primi 45' di gioco, sembra essere a corto di energie. Entra anche Quagliarella al posto di Matri ma, il cambio, anzichè migliorare la fase d'attacco, la peggiora e i bianconeri non si rendono più pericolosi. Dentro anche Pogba per uno stremato Vidal per contenere al meglio nella parte finale ma, al 90', Willian, il migliore in campo, da posizione ravvicinata, con Buffon battuto, centra la traversa che, come contro la Fiorentina, salva la Juve dalla sconfitta.

Formazioni:
Juventus: Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Marchisio, Pirlo, Vidal, Asamoah, Lichtsteiner, Vucinic, Matri.
Shakhtar Donetsk: Pyatov, Rakitskiy, Kucher, Dinca Rat, Srna, Fernandinho, Hubschman, Willian, Teixeira, Adriano, Mkhitaryan.

Marcatori:
Teixeira (S) 23', Bonucci (J) 25'


Gol Juventus - Shakhtar (Teixeira, Bonucci)  Per vedere i goal, clicca sul link









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Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero

lunedì 1 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.

Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela  per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.

La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.




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Dominio Viola ma è solo 0-0. La Juve ringrazia la traversa

martedì 25 settembre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
FIRENZE - Al "Franchi" di Firenze, va in scena il classico Fiorentina- Juventus e l'interà città si mobilita per sostenere la sua squadra. La Juve, capolista, ha vinto tutte le partite di campionato fino ad ora giocate mentre la Fiorentina, viene da un brutto pareggio contro il Parma. Montella, schiera la formazione tipo con i due playmaker Valero e Pizarro nel centrocampo a cinque e in avanti si affida alla coppia Jovetic - Ljajic, rinunciando a Toni.
Carrera, lascia in panchina Vucinic e Marchisio, schierando ancora una volta Quagliarella dopo le buone prestazioni fornite contro Chelsea e Chievo ma, questa volta, al fianco di Giovinco.
Il primo tempo, vede le due squadre studiarsi con un possesso prolungato ma sterile con i bianconeri, che non riescono a rifornire le punte di palloni giocabili e i viola che soffrono poco nel contenere la ragnatela della "Signora". L'assenza di Marchisio e dei suoi tempi di inserimento, pesano parecchio sull'offensiva degli uomini di Carrera e la Fiorentina ne approfitta. Le occasioni migliori, infatti, le hanno proprio i padroni di casa con Jovetic, che quasi spacca la traversa con un colpo di testa spettacolare e con Ljajic che, nell'uno contro uno con Buffon, spedisce fuori dopo un errore di Bonucci che pratica male il fuorigioco.
Si va a riposo in parità ma, la Fiorentina, sembra avere una marcia in più rispetto ad una Juve apparentemente stanca.
Nella seconda frazione di gioco, i viola spingono con maggiore convinzione e sprecano ancora con Jovetic al 50' sempre su colpo di testa. Il montenegrino è incontenibile. Carrera, manda in campo Pogba al posto di uno spento Pirlo e Vucinic ma la manovra bianconera è sempre molto lenta e gli uomini di Montella riescono sempre a recuperare le posizioni. Entra anche Marchisio ma, la retroguardia di casa è attenta e respinge ogni prevedibile attacco ospite. Cuadrado, con un preciso rasoterra dal limite, mette paura a Buffon e la Juve si chiude. Entra anche Toni al posto di uno sfinito ma superlativo Jovetic ma, neanche i lunghi lanci in area per sfruttare l'altezza del possente attaccante, servono a stendere la Juventus. Finisce in pareggio, 0-0.
La Fiorentina, ci mette l'anima e la vittoria sarebbe stata meritata ma evidentemente, per battere la Juve, ci vuole altro. Jovetic è un tesoro che i Della Valle dovrebbero tenersi stretto. Per i bianconeri, si salva solo Asamoah. Per la capolista, è un pareggio d'oro.




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Quagliarella abbatte la bestia nera

domenica 23 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Poker di vittorie per la Juventus di Conte e Carrera che, tra le mura di casa, batte 2-0 il Chievo Verona e mantiene la vetta della classifica in solitaria a punteggio pieno, in attesa dei risultati di Napoli e Lazio, uniche squadre che possono raggiungere la capolista in caso di successo.
Davanti ai 40 mila dello Juventus Stadium, i bianconeri si sbarazzano della bestia nera che l'anno scorso costrinse i campioni d'Italia a due pareggi. Protagonista della serata, Fabio Quagliarella che, dopo la firma sul pareggio londinese contro il Chelsea in Champions di mercoledì scorso, mette a segno una splendida doppietta che lo catapulta tra le prime scelte in avanti, dopo mesi di panchina e voci di cessione. Molte le assenze illustri per la Juve che, lascia in panchina Vidal, Pirlo, Giovinco, Barzagli e Lichtsteiner e lancia dal primo minuto Isla (per lui uno spezzone contro il Chelsea) e la promessa ex United, Pogba come regista.
Nel primo tempo, dopo pochi minuti, gli ospiti, vengono schiacciati nella propria metà campo e l'assedio ha inizio. Vucinic e Giaccherini, sbagliano chiare occasioni da goal e il premio come migliore in campo, se lo merita ampiamente, l'estremo difensore clivense, Sorrentino. Nonostante il dominio dei padroni di casa, si va a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa, Carrera, inserisce il cileno Vidal al posto dello spento Isla e la partita cambia volto. Il forcing juventino, continua a ritmi ancora più elevati. Miracolo di Sorrentino su colpo di testa ravvicinato di Chiellini sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma, pochi minuti più tardi (63'), sempre su corner, il numero uno del Chievo, non può nulla sulla mezza rovesciata di Quagliarella, incredibilmente lasciato solo al centro dall'area.
Passano cinque minuti e la Juve raddoppia. Ci pensa ancora Quagliarella a trafiggere Sorrentino dopo un rimpallo vinto su Dainelli. Per il bomber, si tratta del terzo centro in due gare. Sotto di due reti, il Chievo si rassegna e la partita si conclude sul risultato di 2-0.

Carrera: "La nostra mentalità è quella di attaccare sempre, anche se stiamo vincendo 2-0. Quagliarella titolare a Firenze? Vediamo. Oggi, abbiamo avuto risposte positivissime"
  
Di Carlo: "La Juve, si è dimostrata più forte nell'arco dei 90' anche se, nel primo tempo, siamo riusciti a contenerli e ad abbassare il ritmo. A Quagliarella vanno i complimenti dopo il gol che aveva fatto a Londra. Hanno spinto di più, e hanno meritato di vincere. Chievo poco propositivo? Merito della Juve, ma anche noi dobbiamo far meglio".



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Rimonta Juve. Chelsea ammutolito

giovedì 20 settembre 2012 0 commenti

2-2 firmato da Quagliarella
di Davide Colonna
LONDRA - Il ritorno in Champions League della Juventus, dopo due anni di assenza, non poteva essere più spettacolare di così. I bianconeri, guidati da Carrera, ormai sempre più a suo agio nei panni di Conte, all'esordio, in casa dei campioni d'Europa in carica del Chelsea, raggiungono un pareggio inaspettato dopo esser stati sotto di due reti. A rispondere alla doppietta nel primo tempo del giovane talento Oscar, ci pensano un maestoso Vidal e un ritrovato Quagliarella.
In uno Stamford Bridge gremito come nelle grandi occasioni, la Juve parte contratta. L'emozione, rallenta gli ospiti e i blues, molto più esperti in campo internazionale, ne approfittano creando grossi problemi a Buffon sin dai primi minuti. I bianconeri, ci mettono un quarto d'ora per prendere le misure agli avversari e restituiscono i brividi al mittente con un paio di occasioni che potevano essere sfruttate meglio. La partita, giocata a ritmi elevatissimi, soprattutto a centrocampo, si sblocca alla mezz'ora grazie ad una conclusione dalla distanza di Oscar deviata da Bonucci.che corregge in goal un pallone apparentemente fuori dallo specchio della porta. Neanche il tempo di prender fiato che, arriva il raddoppio Chelsea messo a segno ancora da Oscar. Si tratta di un eurogoal alla "Del Piero" che l'incolpevole estremo difensore juventino, si ricorderà per tutta la vita. La doppietta fulminea del gioiello brasiliano, può mettere k.o. chiunque ma non la Juve che, si riorganizza e accorcia le distanze con uno strepitoso Arturo Vidal che, con un piede in disordine, pesca il jolly all'angolino beffando Cech. I primi 45', si chiudono con gli uomini di Di Matteo in vantaggio ma la "vecchia signora" si dimostra dura a morire.
La ripresa, presenta un calo fisico più che normale per entrambe le formazioni ma, la preparazione bianconera risulta migliore e Di Matteo, ordina ai suoi di chiudersi maggiormente ma senza concedere troppo campo agli avversari. La Juve, alla rincorsa del pareggio, ci crede e controlla il gioco dimenticandosi della fatica. Entra Quagliarella ed il suo ingresso si rivela decisivo. L'attaccante, ai margini della squadra del duo Conte-Carrera, pareggia i conti freddando Cech in uscita. Da notare una grave disattenzione di Terry che si lascia sfuggire il bomber bianconero sul filo del fuorigioco. Ad una manciata di minuti dalla fine, ancora Quagliarella, in stato di grazia, tenta una conclusione a giro da posizione quasi impossibile ma, è la traversa a negare alla Juve una incredibile vittoria. Finisce 2-2.
I campioni d'Italia, guadagnano un punto fondamentale nella partita, sulla carta, più dura del girone e lo fanno mostrando al continente intero, un grande carattere ma soprattutto un buon gioco anche se di gran lunga inferiore rispetto a quello praticato dalle spagnole Real e Barcellona. Si spera nel recupero fisico di Fabio Quagliarella che, al massimo della condizione è probabilmente il miglior attaccante a disposizione. Il Chelsea, mostra una tipologia di gioco superata e fin troppo scolastica. Di Matteo, tenta di abbandonare il catenaccio che lo ha portato a trionfare lo scorso anno ma, le idee sembrano mancare. Ci si aspettava qualcosa in più dai campioni in carica anche se si tratta comunque di una squadra solida con individualità che poche società possono permettersi.



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Juve: Fallimento turn-over ma arrivano altri 3 punti

lunedì 17 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
GENOVA - La terza giornata del campionato di serie A, nonostante le sorprese da Roma e Milano, registra la terza vittoria consecutiva della Juventus che, dopo aver espugnato Udine, passa anche a Genova con una prestazione dalle due facce; Un primo tempo, dove sono i padroni di casa a fare la partita imponendo il loro ritmo, forse eccessivamente alto e un secondo, che vede i bianconeri recuperare l'identità perduta e portare a casa i tre punti fondamentali per mantenere la testa della classifica con Lazio e Napoli.
Mister De Canio, prepara bene la partita ed inserisce dal primo minuto il quasi tridente composto dai due ex juventini Immobile e Borriello e da Jankovic che spesso e volentieri si manifesta centrocampista aggiunto facendo un lavoro impressionante per buona parte del match. Carrera, invece, deve affidarsi al turn-over in vista della partita di Champions di mercoledì contro il Chelsea e fa sedere in panchina quattro pedine fondamentali come Vucinic, Asamoah, Vidal e Liechsteiner.
Al fischio d'inizio, è il Genoa a fare la partita ed è proprio il tridente schierato in avanti a rendere la vita difficile alla retroguardia bianconera. Dopo un quarto d'ora, il goal è nell'aria ed arriva puntualmente al 18' dai piedi del giovane Immobile che trafigge Buffon con un tiro velenoso a fin di palo. La Juve, nonostante lo svantaggio, sembra non reagire con convinzione e subisce ripetutamente il contropiede avversario. L'assetto imposto da Carrera, è troppo spregiudicato e la difesa a tre juventina, si ritrova spesso a fare i conti in solitaria con la superiorità numerica offensiva genoana. Il primo tempo si chiude con il Genoa il vantaggio di un solo goal e a giudicare l'andamento del match, si ipotizza la prima sconfitta della squadra bianconera.
La seconda frazione di gara però, vede la Juventus giocare da grande e un Genoa a corto di energie dopo un primo tempo a mille all'ora. Entrano Vucinic e Asamoah per De Ceglie ed uno spento Matri lasciando non pochi dubbi sulle scelte ma, soprattutto sui ricambi bianconeri. Nonostante il calo fisico, è proprio l'unidici di De Canio a mangiarsi il raddoppio e sul capovolgimento di fronte, c'è il pareggio di Giaccherini. I padroni di casa ormai non corrono più e l'assedio juventino ha inizio. Asamoah viene steso in area e Vucinic trasforma il rigore del sorpasso. Nel finale, è ancora Asamoah protagonista firmando il 3-1 finale su assist del montenegrino.
Il Genoa, dopo un primo tempo da urlo, mostra una carente preparazione fisica che potrebbe influire negativamente sulla prima e ultima parte della stagione. L'attacco è forte ma il resto della squadra non sembra poter dare un valido supporto a Borriello e Co.
La Juve, invece, vince una partita fondamentale per il morale. Presentarsi all'esordio in Champions dopo una sconfitta non sarebbe stato un bene ma, l'aspetto negativo risiede nelle riserve. Il turn-over sembra improponibile e inaffidabile per affrontare gli impegni su più fronti. Caceres e De Ceglie, non si avvicinano al rendimento dei titolari Asamoah e Liechsteiner e senza l'intensità di Vidal, a centrocampo si soffre parecchio. Matri è un fantasma che non fa paura.

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La "formica atomica" esplode su Udine

lunedì 3 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
UDINE - Il gioco è meno rapido e l'aggressività sembra un ricordo ma, l'efficacia nel render tristi gli avversari è rimasta. La Juve, continua nel miglior modo possibile, conquistando altri 3 punti a Udine, la sua marcia verso una eventuale riconferma del titolo e lo fa quasi in scioltezza dall'inizio alla fine dell'incontro. Gli uomini guidati da Massimo Carrera, in testa alla classifica dopo due giornate di campionato a punteggio pieno, probabilmente anche aiutati da una scelta arbitrale discutibile ma non per forza sbagliata, strapazzano 4-1 l'Udinese di Guidolin al "Friuli" e trovano dalla loro, un'arma in più: Sebastian Giovinco, autore di una bella doppietta, la prima in maglia bianconera da quando è in prima squadra dopo una carriera iniziata sin dai pulcini con la stessa divisa.
Tutto parte da quel rigore e da quella espulsione, forse troppo generosa, da parte dell'arbitro Valeri all'estremo difensore dei padroni di casa, Brkic. Giovinco, nonostante la sua statura non proprio maestosa, non può evitare il colpo quasi da K.o. del portiere ed il rigore è netto. Da quel rosso, sventolato sotto gli occhi del portiere serbo, la partita per i torinesi è tutta in discesa nemmeno fosse la coppa del mondo di sci. Vidal, trasforma il rigore, facendosi perdonare l'errore sempre dal dischetto contro il Parma e lancia la goleada dei suoi compagni. Ci penseranno poi Vucinic e due volte la "formica atomica" a stendere gli avversari che firmano il gol della bandiera con Lazzari che sfrutta una rara dormita del duo Barzagli - Lichtsteiner con la testa già alla sosta.
Il presidente dell'Udinese Pozzo, a fine partita, scatena una forte polemica contro il direttore di gara ma, espulsione a parte, dovrebbe preoccuparsi più della sua squadra che fa del disordine tattico il suo credo. Tutta un'altra mentalità rispetto allo scorso anno e c'è da preoccuparsi, considerando l'eliminazione dalla Champions ai preliminari e la mancanza di giocatori di personalità che ironia della sorte, ora giocano per la Juve. Guidolin invece, più tranquillo del suo datore di lavoro ma depresso per il filotto negativo, dopo la protesta di routine di tutti gli allenatori, riconosce la superiorità avversaria che anche in parità numerica, probabilmente avrebbe avuto la meglio.
Carrera, dalla sua, è contento dell'importante risultato ottenuto ma, non lo è per quanto riguarda l'atteggiamento troppo superficiale dei suoi calciatori che falliscono occasioni da rete clamorose e subiscono un gol evitabile nel finale per via di una distrazione che in coppa non ci si può permettere per via della estrema importanza dei gol subiti soprattutto in trasferta che molto spesso determinano una qualificazione.
Siamo ancora all'inizio comunque e parlare di titolo è presto. Ci attende la pausa nazionale prima della terza giornata e delle prime partite di coppa che vedranno la Juve impegnata sul campo dei campioni d'Europa del Chelsea. In quella occasione, servirà la grinta dell'anno scorso.




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La Juve mette le ali ai primi tre punti

domenica 26 agosto 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Parte nel migliore dei modi il cammino dei campioni d'Italia che, all'esordio casalingo, stendono 2-0 il Parma di Donadoni e guadagnano i primi 3 punti. I bianconeri, che saranno senza il loro allenatore Antonio Conte per l'intero campionato, se i 10 mesi di squalifica saranno confermati, non hanno vita facile contro gli emiliani che si battono fino all'ultimo minuto con grande sacrificio. Dopo un primo tempo povero di emozioni, il centrocampo della Juve cambia marcia e costruisce l'azione del vantaggio che porta la firma degli esterni Asamoah e Lichtsteiner che bucano senza troppe difficoltà la retroguardia gialloblu che inizia a mostrare i primi segni di stanchezza. Pochi minuti dopo, una "telefonata" di uno spento Pirlo su punizione, viene trasformata nel raddoppio da un disattento Mirante che nella presa, si trascina la palla oltre la linea di porta. Le immagini televisive, non chiariscono la correttezza della decisione presa dal giudice di porta e creano il primo caso di "gol fantasma" della stagione.
Il Parma cerca una reazione ma, oltre ad un paio di conclusioni negli ultimi minuti neutralizzate da un attento Storari, deve rincorrere il pallone nella ragnatela juventina.
Da segnalare nel primo tempo, un rigore assegnato alla Juve per fallo su Lichtsteiner che al momento in cui tocca palla è in netto fuorigioco. Errore grossolano dell'arbitro che per fortuna non crea polemiche per l'errore dal dischetto di Vidal. Poteva essere l'1-0.
Prestazioni anonime di Giovinco e Pirlo che sembrano lontani dalla miglior forma. Bonucci continua a sfornare errori senza fine.




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