Europei Under 21 e Confederation Cup, trionfo Germania
Germania “Uber alles” sopra tutto e tutti. Lo squadrone tedesco non ha mai cali di tensione e di rendimento. Se si scorrono gli Almanacchi e le storie delle grandi competizioni internazionali, dai campionati Europei, ai Mondiali finendo alla Confederation Cup i teutonici sono sempre arrivati fino in fondo e molte volte hanno alzato la Coppa.
I numeri 10
Il Numero 10, il numero magico, sinonimo di classe estro e irriverente fantyasia. In Italia lo ha incarnato con grande signorilità Gianni Rivera che però non c'è da un pezzo, Maradona pure.
Il Grande Torino
Quest’anno è stato inaugurato lo staio “Filadelfia” distrutto e ricostruito quello che è stato il teatro delle gesta di una squadra indimenticabile: Il Grande Torino.
La Nazionale del Futuro
L’ultima bella figura l’abbiamo fatta in Germania nel 2006 vincendo il quarto titolo mondiale. Poi se non buio pesto si è vista poca luce.
Champions, dal 2018 è Superlega con Quattro italiane, nuovo format e nuovi orari
Dalla Champions League alla Superchampions. Il prossimo torneo sarà l’ultimo con il vecchio format. Una riforma pretesa dai grandi club. Troppo ampia la forbice tra le forti e le piccole, troppi i gruppi decisi prima di cominciare.
Conte ironizza ma la colpa è sua
Llorente: Si teme un lungo stop
Conte ha rotto il giocattolo Juve
di Davide Colonna
Il grande cuore Juve travolge il Chelsea
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Inter alle stelle e Juve alle stalle
TORINO - La Juventus, dopo 49 risultati utili consecutivi in campionato (la sesta striscia positiva della storia a pari merito con l'Arsenal), viene riportata sulla terra dall'Inter più forte dopo l'era Mourinho. I nerazzurri travolgono 1-3 i campioni d'Italia nella loro tana ed il merito, va tutto al tecnico Stramaccioni che dimostra una grande personalità e preparazione tattica. Vittoria importante per due motivi: derby d'Italia che torna a Milano nerazzurra e riapertura del campionato con distacco dalla Juve che si riduce ad un solo punto.
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Pogba "dolcetto e scherzetto"
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Arbitri in tilt e la Juve sbanca Catania tra le polemiche
| Fuorigioco inesistente di Bergessio |
CATANIA - La capolista Juventus, conquista altri tre punti fondamentali per la corsa scudetto sul difficilissimo campo di Catania ma, lo 0-1 finale, è frutto di errori arbitrali che hanno fatto subito gridare allo scandalo. Il fantasma di calciopoli è ben lontano ma, gli errori del guardalinee Maggiani, sul gol regolare e poi annullato di Bergessio a metà del primo tempo e sul gol di Vidal viziato da fuorigioco di Bendtner, saranno argomento di discussione fino alla fine del campionato come d'usanza quando le sviste sono in favore dei bianconeri.
Cronaca
3-5-2 a "specchio" per entrambe le squadre. Maran sacrifica Barrientos a centrocampo mentre Alessio, schiera Pogba al posto dell'acciaccato Marchisio e si affida, per la prima volta, a Bendtner in avanti.
La Juve è subito padrona del campo e dopo un quarto d'ora, impensierisce Andujar per tre volte con un tiro forte ma centrale di Vidal, una incursione di Lichtsteiner che preferisce servire a centro anzichè concludere a rete ed un altro tiro da fuori di Asamoah che però termina alto. I bianconeri dominano nel possesso ed il vantaggio sembra vicino ma, si concedono qualche errore di troppo sotto porta e nel palleggio favorendo un pericoloso contropiede di Gomez che dalla destra, serve a centro Bergessio che manca di testa. Seguono una conclusione di Lodi dai venti metri ed un innocuo colpo di testa di Bendtner che l'estremo difensore rossoblu neutralizza. Al 24', Bergessio ribadisce in rete un tiro respinto dal palo. I giocatori del Catania festeggiano e gli arbitri si dirigono verso il centrocampo quando, dopo circa quaranta secondi, il guardalinee Maggiani, sentito l'assistente di porta Rizzoli, suggerisce all'arbitro Gervasoni di annullare la marcatura per un off-side inesistente dell'attaccante argentino tenuto nettamente in gioco da Asamoah. Scattano le furiose proteste dei padroni di casa ed il presidente Pulvirenti viene allontanato dal campo. Il Catania subisce il colpo, si innervosisce e rimedia numerosi cartellini gialli. Al 40', Vucinic calcia clamorosamente addosso ad Andujar da due passi e Pirlo si fa parare un tiro poco dopo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma dagli spalti il pubblico è inferocito.
La ripresa comincia senza troppe emozioni. Al 57', Bendtner (in leggero fuorigioco), si fa respingere una facile conclusione in porta da Andujar e sulla ribattuta, ci pensa Vidal a portare la Juve in vantaggio. In pochi si accorgono dell'irregolarità ed è stato un bene per l'ordine pubblico. Al 63', assolo del cileno che però conclude fuori e due minuti più tardi, il Catania resta in dieci per l'espulsione giusta di Marchese che si prende il secondo giallo per un fallo di mano. Il Catania non riesce a reagire e al 70', Andujar compie un miracolo su colpo di testa di Pogba e anticipa in uscita, poco più tardi, un poco reattivo Bendtner. Il danese non sembra in forma e sbaglia quanto i suoi compagni di reparto. Nei dieci minuti finali, un immenso Vidal sfiora la doppietta con un bolide deviato in angolo e Giovinco (entrato al posto di uno spento Vucinic), in versione slalom speciale, si divora due incredibili occasioni per il raddoppio. Il risultato resta invariato.
| Leggero fuorigioco di Bendtner sul gol Juve |
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Angelli: "Dobbiamo cambiare il calcio italiano". Ecco le sue idee. Ma verrà ascoltato?
CAMPIONATI: "I campionati di Ae B rappresentano l’unico vero patrimonio sportivo ed economico del movimento". Una dichiarazione forte che esprime seri dubbi sulla Lega Pro e sui movimenti inferiori. Certamente gli attuali club professionistici sono troppi: ne deriva una qualità inferiore ed un sistema ingolfato.
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Ecco perchè la Juve stenta in Europa
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Capitani coraggiosi al comando
TORINO - L'idea di far uscire dal campo due intoccabili come Vidal e Asamoah, buttando nella mischia due "riserve" come Caceres e Pogba ed il coraggio di farlo durante una partita importantissima. Ecco gli ingredienti per ottenere la vittoria contro una rivale fortissima ed il primo posto in classifica. I tre punti, almeno per questa volta, in casa Juve, non sono giunti per merito di un singolo giocatore, di un episodio o del collettivo ma, per la giusta lettura della partita da parte di coloro che la squadra la allenano e la schierano. Angelo Alessio, vice di Antonio Conte, scontata la inspiegabile squalifica figlia del terremoto calcioscommesse, che sta ancora tenendo fuori causa il suo superiore, ha saputo mettere in pratica nel migliore dei modi, ciò che è stato preparato in settimana con i suoi colleghi e, soprattutto, ha saputo dare ascolto alle giuste intuizioni che le situazioni in campo gli stavano suggerendo, inseguendo la vittoria con passione. Telepatia o preparazione della gara nei minimi dettagli con mister Conte, hanno sicuramente dato una grossa mano al lavoro di Alessio ma, un conto è farlo in allenamento, senza particolari pressioni ed un conto è farlo in panchina nel pieno della tensione e delle sorprese che una partita regala ogni secondo. Fino ad ora, nulla di così sconvolgente. Le sostituzioni ci sono state, ci sono e sempre ci saranno nel calcio ma, il fatto che siano stati proprio Caceres e Pogba a sbloccare un risultato che sembrava inchiodato sulla parità, ci fa pensare che le coincidenze, per non chiamarle in altri modi meno eleganti, possono essere messe in secondo piano di fronte all'importanza, alla bravura e alla voglia di affermarsi di un allenatore e dei suoi collaboratori. Durante Juventus - Napoli, sono stati i "capitani coraggiosi" che comandano la panchina bianconera a trovare la soluzione per il successo e a sorprendere un Mazzarri troppo attendista e fermo nelle sue idee troppo "provinciali" per una grande squadra come il Napoli. Perdere a Torino ci può stare ma, cedere il passo senza far nulla, sperando nella buona sorte, no. La scelta di non effettuare sostituzioni fino al 75° minuto, se rapportata ai tre cambi dei campioni d'Italia, conferma la pigrizia azzurra nel cercare il colpaccio. Vittoria di coraggio della panchina in giacca e cravatta quindi? La risposta è affermativa ed è forse l'unica che spiega la vera differenza tra le due potenze del nostro campionato.
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Juve: che fatica! Marchisio e Buffon salvano i bianconeri
di Davide Colonna
SIENA - Dopo il pareggio sofferto in Champions contro lo Shakhtar di Lucescu, ancora una prestazione poco convincente, questa volta in campionato, sia sul piano del gioco che su quello fisico per gli uomini di Carrera. I tre punti, arrivano anche a Siena per la Juventus ma, è solo il carattere che tiene a galla i bianconeri che restano in testa alla classifica insieme ad un Napoli impressionante.
Poco turn-over per la Juve. Carrera, deve fare a meno di Bonucci squalificato e al suo posto, tocca a Marrone, nella sua nuova veste difensiva, guidare il muro a tre con Chiellini e Barzagli. Sulla sinistra, De Ceglie, sostituisce Asamoah e in avanti, tocca alla coppia titolare Vucinic-Giovinco, tentare di scardinare la difesa toscana. Cosmi, schiera un Siena bilanciato con Rosina a supporto di Calaiò.
Dopo un possesso palla, nettamente a favore degli ospiti ma poco incisivo in zona gol, ci pensa Pirlo a sbloccare il risultato su punizione. Palla che passa sotto la barriera e Pegolo, può soltanto raccoglierla da dentro la porta. I padroni di casa, non si lasciano intimorire e tentano l'offensiva per il pareggio con Calaiò che, davanti a Buffon, sbaglia incredibilmente un rigore in movimento. Il numero uno bianconero, può tirare un sospiro di sollievo. Ancora punizione dal limite per la Juve ed è ancora Pirlo ad incaricarsi della battuta. Questa volta, la barriera non salta ma, il fuoriclasse bresciano, preferisce la soluzione sopra la barriera che viene fermata dalla traversa. Al 42', Cosmi, esce dall'area tecnica e viene espulso ma, può godersi da bordo campo, il gran colpo di testa di Calaiò che, trova il pareggio su cross dalla destra di Angelo che, sfrutta in velocità un ritardo di De Ceglie nel riprendere la posizione dopo esser stato ammonito. Squadre a riposo sull'1-1. Forti polemiche su un mancato secondo giallo per Chiellini che avrebbe potuto costare l'inferiorità numerica alla Juve. L'espulsione per il roccioso difensore, poteva starci.
Nella ripresa, il Siena, si chiude maggiormente in difesa e subisce i ripetuti attacchi sterili della formazione ospite. Vucinic, gioca da fermo e Giovinco, protagonista di belle giocate, non riesce a trovare un compagno da servire. Il "piccolo" centravanti juventino, ci prova da solo a superare la difesa avversaria ma, è Neto a salvare sulla linea a portiere battuto. La Juve è stanca e non può distrarsi davanti ai pericolosi contropiede solitari di Rosina. Lo stesso attaccante ex Zenit, lasciato solo in area, sbaglia clamorosamente di testa il vantaggio a pochi metri dalla porta lisciando il pallone. Siena ancora vicino al vantaggio ma, questa volta, è Chiellini a mettere in serio pericolo Buffon su un retropassaggio di testa. Il portierone dei campioni d'Italia, smanaccia sopra la traversa con un colpo di reni da vero campione. Giornata storta, invece, per il difensore della nazionale. Ospiti padroni del gioco ma, davanti non ci sono movimenti senza palla. A cinque minuti dalla fine, ci pensa Marchisio a tradurre in goal, un errato allontanamento dall'area del pallone. Gran bella rete del centrocampista che, trova la prima marcatura in questo campionato e mantiene la Juve in testa al campionato in previsione della prossima giornata che vedrà i bianconeri impegnati contro il Napoli per lo scontro di vertice. Finisce 1-2.
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Conte torna a Dicembre: Squalifica ridotta a 4 mesi
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Piccola Juve in Europa 1-1 con lo Shakhtar - Cronaca e Video dei goals
TORINO - Brutto pareggio casalingo per la Juventus nella seconda giornata di Champions League. Dopo il punto conquistato in modo eroico a Londra, contro i campioni del Chelsea, lasciando ben sperare per il prosieguo della competizione, i bianconeri, visibilmente stanchi, non vanno oltre l'1-1 con gli ucraini dello Shakhtar e complicano (anche se mancano ancora quattro partite alla fine del girone) il discorso qualificazione. Ci pensa Leonardo Bonucci a salvare i campioni d'Italia, dopo il vantaggio ucraino firmato Teixeira. Ora la Juve, è terza nel girone con 2 punti, dietro Chelsea (vittorioso 0-4 sul campo dei danesi del Nordsjaelland) e Shakhtar con 4 punti. Danesi ultimi con 0 punti.
Nel secondo tempo, i padroni di casa, cercano il goal con maggiore convinzione, soprattutto con gli esterni Asamoah e Liechtsteiner che però sbagliano l'ultimo passaggio sistematicamente. Entra Giovinco al posto di un Vucinic irritante ed è la stessa formica atomica a servire un assist perfetto per Matri che, si divora il vantaggio incredibilmente ad un metro dalla porta. Lo Shakhtar si difende bene ed è quasi sempre in anticipo sui contrasti ma, dopo il ritmo altissimo sostenuto nei primi 45' di gioco, sembra essere a corto di energie. Entra anche Quagliarella al posto di Matri ma, il cambio, anzichè migliorare la fase d'attacco, la peggiora e i bianconeri non si rendono più pericolosi. Dentro anche Pogba per uno stremato Vidal per contenere al meglio nella parte finale ma, al 90', Willian, il migliore in campo, da posizione ravvicinata, con Buffon battuto, centra la traversa che, come contro la Fiorentina, salva la Juve dalla sconfitta.
Formazioni:
Juventus: Buffon, Bonucci, Chiellini, Barzagli, Marchisio, Pirlo, Vidal, Asamoah, Lichtsteiner, Vucinic, Matri.
Shakhtar Donetsk: Pyatov, Rakitskiy, Kucher, Dinca Rat, Srna, Fernandinho, Hubschman, Willian, Teixeira, Adriano, Mkhitaryan.
Marcatori:
Teixeira (S) 23', Bonucci (J) 25'
Gol Juventus - Shakhtar (Teixeira, Bonucci) Per vedere i goal, clicca sul link
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Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero
di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.
Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.
La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.
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Dominio Viola ma è solo 0-0. La Juve ringrazia la traversa
di Davide Colonna
FIRENZE - Al "Franchi" di Firenze, va in scena il classico Fiorentina- Juventus e l'interà città si mobilita per sostenere la sua squadra. La Juve, capolista, ha vinto tutte le partite di campionato fino ad ora giocate mentre la Fiorentina, viene da un brutto pareggio contro il Parma. Montella, schiera la formazione tipo con i due playmaker Valero e Pizarro nel centrocampo a cinque e in avanti si affida alla coppia Jovetic - Ljajic, rinunciando a Toni.
Carrera, lascia in panchina Vucinic e Marchisio, schierando ancora una volta Quagliarella dopo le buone prestazioni fornite contro Chelsea e Chievo ma, questa volta, al fianco di Giovinco.
Il primo tempo, vede le due squadre studiarsi con un possesso prolungato ma sterile con i bianconeri, che non riescono a rifornire le punte di palloni giocabili e i viola che soffrono poco nel contenere la ragnatela della "Signora". L'assenza di Marchisio e dei suoi tempi di inserimento, pesano parecchio sull'offensiva degli uomini di Carrera e la Fiorentina ne approfitta. Le occasioni migliori, infatti, le hanno proprio i padroni di casa con Jovetic, che quasi spacca la traversa con un colpo di testa spettacolare e con Ljajic che, nell'uno contro uno con Buffon, spedisce fuori dopo un errore di Bonucci che pratica male il fuorigioco.
Si va a riposo in parità ma, la Fiorentina, sembra avere una marcia in più rispetto ad una Juve apparentemente stanca.
Nella seconda frazione di gioco, i viola spingono con maggiore convinzione e sprecano ancora con Jovetic al 50' sempre su colpo di testa. Il montenegrino è incontenibile. Carrera, manda in campo Pogba al posto di uno spento Pirlo e Vucinic ma la manovra bianconera è sempre molto lenta e gli uomini di Montella riescono sempre a recuperare le posizioni. Entra anche Marchisio ma, la retroguardia di casa è attenta e respinge ogni prevedibile attacco ospite. Cuadrado, con un preciso rasoterra dal limite, mette paura a Buffon e la Juve si chiude. Entra anche Toni al posto di uno sfinito ma superlativo Jovetic ma, neanche i lunghi lanci in area per sfruttare l'altezza del possente attaccante, servono a stendere la Juventus. Finisce in pareggio, 0-0.
La Fiorentina, ci mette l'anima e la vittoria sarebbe stata meritata ma evidentemente, per battere la Juve, ci vuole altro. Jovetic è un tesoro che i Della Valle dovrebbero tenersi stretto. Per i bianconeri, si salva solo Asamoah. Per la capolista, è un pareggio d'oro.
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Quagliarella abbatte la bestia nera
TORINO - Poker di vittorie per la Juventus di Conte e Carrera che, tra le mura di casa, batte 2-0 il Chievo Verona e mantiene la vetta della classifica in solitaria a punteggio pieno, in attesa dei risultati di Napoli e Lazio, uniche squadre che possono raggiungere la capolista in caso di successo.
Davanti ai 40 mila dello Juventus Stadium, i bianconeri si sbarazzano della bestia nera che l'anno scorso costrinse i campioni d'Italia a due pareggi. Protagonista della serata, Fabio Quagliarella che, dopo la firma sul pareggio londinese contro il Chelsea in Champions di mercoledì scorso, mette a segno una splendida doppietta che lo catapulta tra le prime scelte in avanti, dopo mesi di panchina e voci di cessione. Molte le assenze illustri per la Juve che, lascia in panchina Vidal, Pirlo, Giovinco, Barzagli e Lichtsteiner e lancia dal primo minuto Isla (per lui uno spezzone contro il Chelsea) e la promessa ex United, Pogba come regista.
Nel primo tempo, dopo pochi minuti, gli ospiti, vengono schiacciati nella propria metà campo e l'assedio ha inizio. Vucinic e Giaccherini, sbagliano chiare occasioni da goal e il premio come migliore in campo, se lo merita ampiamente, l'estremo difensore clivense, Sorrentino. Nonostante il dominio dei padroni di casa, si va a riposo sullo 0-0.
Nella ripresa, Carrera, inserisce il cileno Vidal al posto dello spento Isla e la partita cambia volto. Il forcing juventino, continua a ritmi ancora più elevati. Miracolo di Sorrentino su colpo di testa ravvicinato di Chiellini sugli sviluppi di un calcio d'angolo ma, pochi minuti più tardi (63'), sempre su corner, il numero uno del Chievo, non può nulla sulla mezza rovesciata di Quagliarella, incredibilmente lasciato solo al centro dall'area.
Passano cinque minuti e la Juve raddoppia. Ci pensa ancora Quagliarella a trafiggere Sorrentino dopo un rimpallo vinto su Dainelli. Per il bomber, si tratta del terzo centro in due gare. Sotto di due reti, il Chievo si rassegna e la partita si conclude sul risultato di 2-0.
Carrera: "La nostra mentalità è quella di attaccare sempre, anche se stiamo vincendo 2-0. Quagliarella titolare a Firenze? Vediamo. Oggi, abbiamo avuto risposte positivissime"
Di Carlo: "La Juve, si è dimostrata più forte nell'arco dei 90' anche se, nel primo tempo, siamo riusciti a contenerli e ad abbassare il ritmo. A Quagliarella vanno i complimenti dopo il gol che aveva fatto a Londra. Hanno spinto di più, e hanno meritato di vincere. Chievo poco propositivo? Merito della Juve, ma anche noi dobbiamo far meglio".
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Rimonta Juve. Chelsea ammutolito
| 2-2 firmato da Quagliarella |
LONDRA - Il ritorno in Champions League della Juventus, dopo due anni di assenza, non poteva essere più spettacolare di così. I bianconeri, guidati da Carrera, ormai sempre più a suo agio nei panni di Conte, all'esordio, in casa dei campioni d'Europa in carica del Chelsea, raggiungono un pareggio inaspettato dopo esser stati sotto di due reti. A rispondere alla doppietta nel primo tempo del giovane talento Oscar, ci pensano un maestoso Vidal e un ritrovato Quagliarella.
In uno Stamford Bridge gremito come nelle grandi occasioni, la Juve parte contratta. L'emozione, rallenta gli ospiti e i blues, molto più esperti in campo internazionale, ne approfittano creando grossi problemi a Buffon sin dai primi minuti. I bianconeri, ci mettono un quarto d'ora per prendere le misure agli avversari e restituiscono i brividi al mittente con un paio di occasioni che potevano essere sfruttate meglio. La partita, giocata a ritmi elevatissimi, soprattutto a centrocampo, si sblocca alla mezz'ora grazie ad una conclusione dalla distanza di Oscar deviata da Bonucci.che corregge in goal un pallone apparentemente fuori dallo specchio della porta. Neanche il tempo di prender fiato che, arriva il raddoppio Chelsea messo a segno ancora da Oscar. Si tratta di un eurogoal alla "Del Piero" che l'incolpevole estremo difensore juventino, si ricorderà per tutta la vita. La doppietta fulminea del gioiello brasiliano, può mettere k.o. chiunque ma non la Juve che, si riorganizza e accorcia le distanze con uno strepitoso Arturo Vidal che, con un piede in disordine, pesca il jolly all'angolino beffando Cech. I primi 45', si chiudono con gli uomini di Di Matteo in vantaggio ma la "vecchia signora" si dimostra dura a morire.
La ripresa, presenta un calo fisico più che normale per entrambe le formazioni ma, la preparazione bianconera risulta migliore e Di Matteo, ordina ai suoi di chiudersi maggiormente ma senza concedere troppo campo agli avversari. La Juve, alla rincorsa del pareggio, ci crede e controlla il gioco dimenticandosi della fatica. Entra Quagliarella ed il suo ingresso si rivela decisivo. L'attaccante, ai margini della squadra del duo Conte-Carrera, pareggia i conti freddando Cech in uscita. Da notare una grave disattenzione di Terry che si lascia sfuggire il bomber bianconero sul filo del fuorigioco. Ad una manciata di minuti dalla fine, ancora Quagliarella, in stato di grazia, tenta una conclusione a giro da posizione quasi impossibile ma, è la traversa a negare alla Juve una incredibile vittoria. Finisce 2-2.
I campioni d'Italia, guadagnano un punto fondamentale nella partita, sulla carta, più dura del girone e lo fanno mostrando al continente intero, un grande carattere ma soprattutto un buon gioco anche se di gran lunga inferiore rispetto a quello praticato dalle spagnole Real e Barcellona. Si spera nel recupero fisico di Fabio Quagliarella che, al massimo della condizione è probabilmente il miglior attaccante a disposizione. Il Chelsea, mostra una tipologia di gioco superata e fin troppo scolastica. Di Matteo, tenta di abbandonare il catenaccio che lo ha portato a trionfare lo scorso anno ma, le idee sembrano mancare. Ci si aspettava qualcosa in più dai campioni in carica anche se si tratta comunque di una squadra solida con individualità che poche società possono permettersi.
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Juve: Fallimento turn-over ma arrivano altri 3 punti
GENOVA - La terza giornata del campionato di serie A, nonostante le sorprese da Roma e Milano, registra la terza vittoria consecutiva della Juventus che, dopo aver espugnato Udine, passa anche a Genova con una prestazione dalle due facce; Un primo tempo, dove sono i padroni di casa a fare la partita imponendo il loro ritmo, forse eccessivamente alto e un secondo, che vede i bianconeri recuperare l'identità perduta e portare a casa i tre punti fondamentali per mantenere la testa della classifica con Lazio e Napoli.
Mister De Canio, prepara bene la partita ed inserisce dal primo minuto il quasi tridente composto dai due ex juventini Immobile e Borriello e da Jankovic che spesso e volentieri si manifesta centrocampista aggiunto facendo un lavoro impressionante per buona parte del match. Carrera, invece, deve affidarsi al turn-over in vista della partita di Champions di mercoledì contro il Chelsea e fa sedere in panchina quattro pedine fondamentali come Vucinic, Asamoah, Vidal e Liechsteiner.
Al fischio d'inizio, è il Genoa a fare la partita ed è proprio il tridente schierato in avanti a rendere la vita difficile alla retroguardia bianconera. Dopo un quarto d'ora, il goal è nell'aria ed arriva puntualmente al 18' dai piedi del giovane Immobile che trafigge Buffon con un tiro velenoso a fin di palo. La Juve, nonostante lo svantaggio, sembra non reagire con convinzione e subisce ripetutamente il contropiede avversario. L'assetto imposto da Carrera, è troppo spregiudicato e la difesa a tre juventina, si ritrova spesso a fare i conti in solitaria con la superiorità numerica offensiva genoana. Il primo tempo si chiude con il Genoa il vantaggio di un solo goal e a giudicare l'andamento del match, si ipotizza la prima sconfitta della squadra bianconera.
La seconda frazione di gara però, vede la Juventus giocare da grande e un Genoa a corto di energie dopo un primo tempo a mille all'ora. Entrano Vucinic e Asamoah per De Ceglie ed uno spento Matri lasciando non pochi dubbi sulle scelte ma, soprattutto sui ricambi bianconeri. Nonostante il calo fisico, è proprio l'unidici di De Canio a mangiarsi il raddoppio e sul capovolgimento di fronte, c'è il pareggio di Giaccherini. I padroni di casa ormai non corrono più e l'assedio juventino ha inizio. Asamoah viene steso in area e Vucinic trasforma il rigore del sorpasso. Nel finale, è ancora Asamoah protagonista firmando il 3-1 finale su assist del montenegrino.
Il Genoa, dopo un primo tempo da urlo, mostra una carente preparazione fisica che potrebbe influire negativamente sulla prima e ultima parte della stagione. L'attacco è forte ma il resto della squadra non sembra poter dare un valido supporto a Borriello e Co.
La Juve, invece, vince una partita fondamentale per il morale. Presentarsi all'esordio in Champions dopo una sconfitta non sarebbe stato un bene ma, l'aspetto negativo risiede nelle riserve. Il turn-over sembra improponibile e inaffidabile per affrontare gli impegni su più fronti. Caceres e De Ceglie, non si avvicinano al rendimento dei titolari Asamoah e Liechsteiner e senza l'intensità di Vidal, a centrocampo si soffre parecchio. Matri è un fantasma che non fa paura.
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La "formica atomica" esplode su Udine
UDINE - Il gioco è meno rapido e l'aggressività sembra un ricordo ma, l'efficacia nel render tristi gli avversari è rimasta. La Juve, continua nel miglior modo possibile, conquistando altri 3 punti a Udine, la sua marcia verso una eventuale riconferma del titolo e lo fa quasi in scioltezza dall'inizio alla fine dell'incontro. Gli uomini guidati da Massimo Carrera, in testa alla classifica dopo due giornate di campionato a punteggio pieno, probabilmente anche aiutati da una scelta arbitrale discutibile ma non per forza sbagliata, strapazzano 4-1 l'Udinese di Guidolin al "Friuli" e trovano dalla loro, un'arma in più: Sebastian Giovinco, autore di una bella doppietta, la prima in maglia bianconera da quando è in prima squadra dopo una carriera iniziata sin dai pulcini con la stessa divisa.
Tutto parte da quel rigore e da quella espulsione, forse troppo generosa, da parte dell'arbitro Valeri all'estremo difensore dei padroni di casa, Brkic. Giovinco, nonostante la sua statura non proprio maestosa, non può evitare il colpo quasi da K.o. del portiere ed il rigore è netto. Da quel rosso, sventolato sotto gli occhi del portiere serbo, la partita per i torinesi è tutta in discesa nemmeno fosse la coppa del mondo di sci. Vidal, trasforma il rigore, facendosi perdonare l'errore sempre dal dischetto contro il Parma e lancia la goleada dei suoi compagni. Ci penseranno poi Vucinic e due volte la "formica atomica" a stendere gli avversari che firmano il gol della bandiera con Lazzari che sfrutta una rara dormita del duo Barzagli - Lichtsteiner con la testa già alla sosta.
Il presidente dell'Udinese Pozzo, a fine partita, scatena una forte polemica contro il direttore di gara ma, espulsione a parte, dovrebbe preoccuparsi più della sua squadra che fa del disordine tattico il suo credo. Tutta un'altra mentalità rispetto allo scorso anno e c'è da preoccuparsi, considerando l'eliminazione dalla Champions ai preliminari e la mancanza di giocatori di personalità che ironia della sorte, ora giocano per la Juve. Guidolin invece, più tranquillo del suo datore di lavoro ma depresso per il filotto negativo, dopo la protesta di routine di tutti gli allenatori, riconosce la superiorità avversaria che anche in parità numerica, probabilmente avrebbe avuto la meglio.
Carrera, dalla sua, è contento dell'importante risultato ottenuto ma, non lo è per quanto riguarda l'atteggiamento troppo superficiale dei suoi calciatori che falliscono occasioni da rete clamorose e subiscono un gol evitabile nel finale per via di una distrazione che in coppa non ci si può permettere per via della estrema importanza dei gol subiti soprattutto in trasferta che molto spesso determinano una qualificazione.
Siamo ancora all'inizio comunque e parlare di titolo è presto. Ci attende la pausa nazionale prima della terza giornata e delle prime partite di coppa che vedranno la Juve impegnata sul campo dei campioni d'Europa del Chelsea. In quella occasione, servirà la grinta dell'anno scorso.
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La Juve mette le ali ai primi tre punti
TORINO - Parte nel migliore dei modi il cammino dei campioni d'Italia che, all'esordio casalingo, stendono 2-0 il Parma di Donadoni e guadagnano i primi 3 punti. I bianconeri, che saranno senza il loro allenatore Antonio Conte per l'intero campionato, se i 10 mesi di squalifica saranno confermati, non hanno vita facile contro gli emiliani che si battono fino all'ultimo minuto con grande sacrificio. Dopo un primo tempo povero di emozioni, il centrocampo della Juve cambia marcia e costruisce l'azione del vantaggio che porta la firma degli esterni Asamoah e Lichtsteiner che bucano senza troppe difficoltà la retroguardia gialloblu che inizia a mostrare i primi segni di stanchezza. Pochi minuti dopo, una "telefonata" di uno spento Pirlo su punizione, viene trasformata nel raddoppio da un disattento Mirante che nella presa, si trascina la palla oltre la linea di porta. Le immagini televisive, non chiariscono la correttezza della decisione presa dal giudice di porta e creano il primo caso di "gol fantasma" della stagione.
Il Parma cerca una reazione ma, oltre ad un paio di conclusioni negli ultimi minuti neutralizzate da un attento Storari, deve rincorrere il pallone nella ragnatela juventina.
Da segnalare nel primo tempo, un rigore assegnato alla Juve per fallo su Lichtsteiner che al momento in cui tocca palla è in netto fuorigioco. Errore grossolano dell'arbitro che per fortuna non crea polemiche per l'errore dal dischetto di Vidal. Poteva essere l'1-0.
Prestazioni anonime di Giovinco e Pirlo che sembrano lontani dalla miglior forma. Bonucci continua a sfornare errori senza fine.
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Responsabile dei Servizi Sportivi: Mario Schena
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