Visualizzazione post con etichetta giovinco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta giovinco. Mostra tutti i post

Inter alle stelle e Juve alle stalle

domenica 4 novembre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La Juventus, dopo 49 risultati utili consecutivi in campionato (la sesta striscia positiva della storia a pari merito con l'Arsenal), viene riportata sulla terra dall'Inter più forte dopo l'era Mourinho. I nerazzurri travolgono 1-3 i campioni d'Italia nella loro tana ed il merito, va tutto al tecnico Stramaccioni che dimostra una grande personalità e preparazione tattica. Vittoria importante per due motivi: derby d'Italia che torna a Milano nerazzurra e riapertura del campionato con distacco dalla Juve che si riduce ad un solo punto. 

Cronaca
Juventus Stadium tutto esaurito per il match scudetto. Solito 3-5-2 per i padroni di casa con tutti i migliori in campo. Alessio si affida alla coppia Vucinic-Giovinco per l'attacco. Stramaccioni propone il 3-4-3 con il super tridente Milito-Cassano-Palacio.
Pronti, via e Juve in vantaggio dopo 20". Asamoah riceve palla in netta posizione di fuorigioco, non segnalata dal guardalinee, e scarica il pallone a Vidal che, a porta sguarnita, regala il vantaggio ai suoi. Inter in "bambola" e bianconeri alla immediata ricerca del raddoppio con Marchisio che calcia addosso ad Handanovic da pochi metri. Gesto tecnico spettacolare del centrocampista della nazionale che calcia al volo ma, ancora migliore, il morbido e preciso passaggio di Pirlo. Juve incontenibile che ci riprova con lo stesso schema e con gli stessi uomini ma, questa volta, Marchisio viene marcato bene e la conclusione finisce debole tra le braccia del numero uno interista. Si vede finalmente l'Inter con Palacio (tiro alto) e Cassano che, sugli sviluppi di un corner, cerca di sorprendere Buffon con un tiro-cross che finisce a lato di un soffio. I bianconeri calano di ritmo ma è ancora loro l'ultima occasione del primo tempo con Vidal. Si va a riposo sull'1-0 ma dopo 20 minuti di dominio degli uomini di Alessio, la partita non ha regalato nulla di emozionante. Da segnalare la mancata espulsione di Lichtsteiner per un fallo che gli poteva costare il secondo cartellino giallo. Svizzero, estraneo al gioco, sostituito da Caceres al 37'.
Secondo tempo tutto di marca nerazzurra. Ospiti alla ricerca del pareggio con Palacio e Nagatomo ma Buffon non si fa sorprendere. Punizione Inter dal limite. Schema anzichè conclusione in porta e Milito viene trattenuto in area da Marchisio. Calcio di rigore ed è lo stesso argentino che trafigge Buffon con mira centrale ma forte. Ormai la partita è in mano agli uomini di Stramaccioni che cercano rabbiosamente il vantaggio. Vidal perde palla a centrocampo e Guarin (appena entrato in campo al posto di Cassano) innesca un contropiede fulmineo verso Buffon che può respingere la conclusione del colombiano ma, nulla può contro la ribattuta del solito Milito che brucia sul tempo la difesa juventina. 1-2 e gli spalti iniziano a svuotarsi. La Juve ci prova a riprendere la partita con i "nuovi" Bendtner e Quagliarella e con Pirlo che impegna seriamente Handanovic da fuori. Con i bianconeri totalmente riversati in avanti, l'Inter trova l'1-3 finale al 90' con Palacio ma il merito è tutto di Nagatomo che resiste alla marcatura avversaria.

3-1 probabilmente troppo severo ma vittoria nel complesso giusta che mette a tacere anche le possibili polemiche del gol in fuorigioco di Vidal. Una grande Inter, un grande Milito, un grande Stramaccioni ed un pizzico di fortuna che non guasta mai. Milanesi "provinciali" nella determinazione ma grandi nel resto. Zanetti annulla Asamoah nella ripresa. Juve sprecona (non è una novità) e senza grinta. Disordinata tatticamente e nelle scelte. Mercoledì in coppa sarà dura senza un "bagno d'umiltà". Modulo già obsoleto e tutto da rivedere per Conte.



Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Ecco perchè la Juve stenta in Europa

giovedì 25 ottobre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
TORINO - Gigante in Italia ma formica in Europa. Questa è la Juventus. Primi in campionato con il miglior attacco e la miglior difesa, i bianconeri di Conte, in Champions, non riescono ad avere lo stesso passo e stentano a tal punto da rischiare di esser buttati fuori già nella prima fase a gironi. Come è possibile che una squadra apparentemente senza rivali nel suo paese, non riesca ad esprimere lo stesso potenziale anche nelle competizioni europee contro squadre più accreditate ma sicuramente alla sua portata? Gli elementi da considerare, possono essere tanti (dal modulo all'esperienza) ma, cominciamo da quello che più di tutti sembra essere il problema dei campioni d'Italia: l'attacco.
Nonostante il primato di goals segnati in serie A, nella Juve, a gonfiare la rete sono principalmente i centrocampisti. Questa tendenza, se da un lato può essere considerata come positiva perchè lascia subito pensare ad un gioco e ad una manovra avvolgente che coinvolge tutti gli uomini in campo senza dare riferimenti, da un altro punto di vista, è sicuramente un qualcosa che va a sfavore dei bianconeri, soprattutto quando gli avversari sono di livello e si deve sfruttare al meglio ogni occasione che capita. Se contro Chelsea e Shakhtar, le partite sono state più equilibrate e con meno occasioni da sfruttare, contro il Nordsjaelland, la mancanza di un bomber di razza è stata più evidente perchè, nonostante la squadra abbia quasi fatto andare in tilt le statistiche delle conclusioni in porta, nei novanta minuti, le reti segnate non sono state più di una. Il mancato acquisto del top player nel reparto offensivo, si è rivelato un grosso errore di valutazione da parte della dirigenza e dello staff tecnico e di certo, non è bastato rinforzare il centrocampo per ridimensionare il problema. La sterilità di Matri, Quagliarella, Giovinco e Vucinic, comincia ad essere davvero preoccupante e quando a centrocampo le forze cominceranno a venir meno, non sarà di certo Buffon a buttarla dentro.
Altro aspetto da valutare ma, probabilmente subordinato ai problemi in attacco, è quello del modulo. La Juve è l'unica squadra che si permette il lusso di schierare tre difensori in Champions. Il 3-5-2 scelto da Conte per affrontare il campionato, non sembra altrettanto valido in ambito continentale ma, bisogna ammettere che l'idea del tecnico pugliese è interessante. Forse, la tipologia di gioco, potrebbe dare risultati soddisfacenti proprio in presenza di attaccanti validi ma, se Giovinco invece di calciare subito, preferisce il dribbling e Matri sbaglia l'impossibile, le aspettative di qualificazione diminuiscono drasticamente e potrebbe essere necessario un ritorno al 4-3-3. Neanche la mossa Bendtner sembra essere quella giusta. La possente punta danese in prestito dall'Arsenal, è ancora lontana dalla condizione ottimale e l'assenza di cross, non gli faciliterà il compito. 
Qualcuno, però, non crede ad una Juve debole e predica fiducia e pazienza nel giovane progetto della vecchia signora. La poca esperienza della maggior parte dei ragazzi in rosa è da tenere in considerazione e, per convincerci a riguardo, basta spostare lo sguardo sul Borussia Dortmund. Lo scorso anno, i campioni di Germania, freschi di titolo e rientro in Champions, hanno dovuto cedere il passo fin da subito. Oggi, le cose vanno diversamente e le "api" di Klopp, sono in testa al girone di ferro con Real Madrid, Manchester City ed Ajax. Potrebbe essere lo stesso per la Juventus? Probabile, ma bisogna vedere se i tifosi juventini, riusciranno ad avere la stessa pazienza di quelli del Borussia. Non ci resta che attendere e tifare per le italiane perchè non possiamo permetterci di perdere un altro posto nella classifica UEFA. 


Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Juve: che fatica! Marchisio e Buffon salvano i bianconeri

lunedì 8 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
SIENA - Dopo il pareggio sofferto in Champions contro lo Shakhtar di Lucescu, ancora una prestazione poco convincente, questa volta in campionato, sia sul piano del gioco che su quello fisico per gli uomini di Carrera. I tre punti, arrivano anche a Siena per la Juventus ma, è solo il carattere che tiene a galla i bianconeri che restano in testa alla classifica insieme ad un Napoli impressionante.

Poco turn-over per la Juve. Carrera, deve fare a meno di Bonucci squalificato e al suo posto, tocca a Marrone, nella sua nuova veste difensiva, guidare il muro a tre con Chiellini e Barzagli. Sulla sinistra, De Ceglie, sostituisce Asamoah e in avanti, tocca alla coppia titolare Vucinic-Giovinco, tentare di scardinare la difesa toscana. Cosmi, schiera un Siena bilanciato con Rosina a supporto di Calaiò.
Dopo un possesso palla, nettamente a favore degli ospiti ma poco incisivo in zona gol, ci pensa Pirlo a sbloccare il risultato su punizione. Palla che passa sotto la barriera e Pegolo, può soltanto raccoglierla da dentro la porta. I padroni di casa, non si lasciano intimorire e tentano l'offensiva per il pareggio con Calaiò che, davanti a Buffon, sbaglia incredibilmente un rigore in movimento. Il numero uno bianconero, può tirare un sospiro di sollievo. Ancora punizione dal limite per la Juve ed è ancora Pirlo ad incaricarsi della battuta. Questa volta, la barriera non salta ma, il fuoriclasse bresciano, preferisce la soluzione sopra la barriera che viene fermata dalla traversa. Al 42', Cosmi, esce dall'area tecnica e viene espulso ma, può godersi da bordo campo, il gran colpo di testa di Calaiò che, trova il pareggio su cross dalla destra di Angelo che, sfrutta in velocità un ritardo di De Ceglie nel riprendere la posizione dopo esser stato ammonito. Squadre a riposo sull'1-1. Forti polemiche su un mancato secondo giallo per Chiellini che avrebbe potuto costare l'inferiorità numerica alla Juve. L'espulsione per il roccioso difensore, poteva starci.
Nella ripresa, il Siena, si chiude maggiormente in difesa e subisce i ripetuti attacchi sterili della formazione ospite. Vucinic, gioca da fermo e Giovinco, protagonista di belle giocate, non riesce a trovare un compagno da servire. Il "piccolo" centravanti juventino, ci prova da solo a superare la difesa avversaria ma, è Neto a salvare sulla linea a portiere battuto. La Juve è stanca e non può distrarsi davanti ai pericolosi contropiede solitari di Rosina. Lo stesso attaccante ex Zenit, lasciato solo in area, sbaglia clamorosamente di testa il vantaggio a pochi metri dalla porta lisciando il pallone. Siena ancora vicino al vantaggio ma, questa volta, è Chiellini a mettere in serio pericolo Buffon su un retropassaggio di testa. Il portierone dei campioni d'Italia, smanaccia sopra la traversa con un colpo di reni da vero campione. Giornata storta, invece, per il difensore della nazionale. Ospiti padroni del gioco ma, davanti non ci sono movimenti senza palla. A cinque minuti dalla fine, ci pensa Marchisio a tradurre in goal, un errato allontanamento dall'area del pallone. Gran bella rete del centrocampista che, trova la prima marcatura in questo campionato e mantiene la Juve in testa al campionato in previsione della prossima giornata che vedrà i bianconeri impegnati contro il Napoli per lo scontro di vertice. Finisce 1-2.




Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Il tridente delle statuine tradisce Zeman: 4-1 bianconero

lunedì 1 ottobre 2012 0 commenti


di Davide Colonna
TORINO - La partita, non è mai finita e forse non finirà mai tra Juventus e Roma ma, quanto accaduto sabato sera, non sarà dimenticato tanto facilmente dai milioni di appassionati di calcio. C'è chi ha utilizzato termini di meteorologia come tornado o uragano per rendere l'idea ma, in verità, si tratta di schemi, mentalità di gioco e preparazione fisica che, come in ogni partita, fanno la differenza tra due squadre che si affrontano.
Juventus contro Roma, Conte contro Zeman, l'allievo contro il maestro e due modi totalmente diversi di intendere ed insegnare calcio. L'ennesima battaglia tra le eterne rivali, prima di iniziare, ha lasciato molto spazio all'immaginazione, soprattutto per le dichiarazioni taglienti che le due società si sono scambiate ma, purtroppo, il campo, di immaginazione, ne ha lasciata ben poca. Il 4-1 in favore dei bianconeri, non se lo aspettava nessuno e contro ogni aspettativa, è stato così schiacciante da lasciare un segno indelebile sul fisico e nella mente dei giocatori giallorossi che, faranno bene a cercare in un simil schiaffo, le motivazioni giuste per affrontare la gara di ritorno ma anche quelle precedenti e successive, per dimostrare di essere una squadra più matura rispetto allo scorso anno.

Cronaca della partita
La Juve, schiera la formazione tipo ad eccezione degli esterni Lichsteiner e Asamoah che, vengono lasciati a riposo in vista della partita di Champions di martedì contro lo Shaktar. Conte si affida a De Ceglie e Caceres per il lavoro di spinta e contenimento e a Matri per i goal.
Zeman, schiera il tridente formato da Totti, Osvaldo e Lamela  per far paura ma, deve fare a meno di Pjanic e Bradley a centrocampo.
Passano pochi minuti dal fischio d'inizio e la Juve si rende subito pericolosa con Marchisio che, da posizione defilata, non centra la porta. Si tratta solo dell'antipasto perchè dal quinto minuto in poi, i bianconeri, decidono di spingere e di approfittare della voragine lasciata a metà campo dagli uomini di Zeman. Punizione dal limite per la Juve. Pirlo, posiziona il pallone e trafigge Stekelenburg con una conclusione rasoterra e angolata che passa tra le gambe della barriera (11'). Le punte giallorosse, non si sacrificano in fase difensiva e lasciano troppo spazio alla manovra degli avversari che mostrano una intensità che non lascia scampo. La difesa romana è in affanno e Castan respinge con la mano in area, una conclusione da fuori diretta verso la porta. Rigore per la Juve quindi che, viene trasformato senza problemi da Vidal (16'). Palla a centro e si riparte. Gli uomini di Conte/Carrera sono affamati e Vidal pesca Matri in area che controlla e porta a tre le marcature (19'). La Roma è in balia del gioco avversario e quando cerca di essere propositiva, sbatte contro il muro di casa guidato da un Chiellini in stato di grazia. La traversa, salva gli ospiti in due occasioni su Marchisio e Vucinic ed il 3-0 sembra troppo poco per quello che si è visto. La Roma è troppo lunga e copre male il campo. Si va a riposo.
Nella ripresa, ci si aspetta una Roma diversa e più equilibrata ma passano 40 secondi e Vucinic impegna Stekelenbug che si salva in angolo. Pochi giri di orologio ed è Matri a sbagliare un goal già fatto davanti al portiere olandese. La Juve, non riesce a segnare la quarta rete e si specchia eccessivamente. Troppe giocate superficiali, facilitano di poco il compito alla Roma che trova un inaspettato rigore per un fallo di Bonucci. Osvaldo non fallisce dagli undici metri e spiazza Buffon (71'). I giallorossi, prendono coraggio e pressano maggiormente. Zeman butta Destro nella mischia ma, oltre ad una difficile parata di Buffon su Osvaldo, non ci sono grossi pericoli per la Juve che su contropiede, porta il risultato sul 4-1 con Giovinco (90'), dopo una cavalcata in solitaria di Barzagli che si dimostra un assistman migliore di Vucinic. Il match, totalmente a senso unico, si conclude e lo Juventus Stadium può esplodere.

La Juve, con questo risultato, consolida il suo primato in classifica a braccetto col Napoli ed ora ha la testa alla partita di martedì contro lo Shaktar. Il turn-over, sembra ottenere migliori risultati ma, Caceres, rappresenta un grosso punto interrogativo sulla fascia destra. Pirlo, nonostante il goal, è ancora sottotono e ha potuto esprimere un gioco migliore rispetto alle gare precedenti solo grazie alle carenze tattiche della Roma.
Zeman, il grande colpevole della sconfitta, ha preferito non modificare volto alla squadra neanche nella difficile trasferta contro la capolista mostrando poco rispetto per l'avversario e troppa sicurezza. Schierare il tridente delle statuine, con un centrocampo di poca qualità e quantità è stata la scelta peggiore del tecnico boemo. Il lavoro difensivo degli attaccanti nel calcio moderno è fondamentale e i giocatori a sua disposizione, non sembrano idonei alla sua idea di gioco dove la corsa è alla base. Totti, ormai logoro, può risultare utile per le partite casalinghe e Destro, non dovrebbe essere lasciato in panchina in partite così importanti neanche se a metà della condizione. Il capitale investito per l'attaccante, deve avere un senso. La sua voglia di emergere, può risultare un'arma in più. Forse, il giovane e motivato Pescara dello scorso anno, non avrebbe preso una simile batosta.




Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Rimonta Juve. Chelsea ammutolito

giovedì 20 settembre 2012 0 commenti

2-2 firmato da Quagliarella
di Davide Colonna
LONDRA - Il ritorno in Champions League della Juventus, dopo due anni di assenza, non poteva essere più spettacolare di così. I bianconeri, guidati da Carrera, ormai sempre più a suo agio nei panni di Conte, all'esordio, in casa dei campioni d'Europa in carica del Chelsea, raggiungono un pareggio inaspettato dopo esser stati sotto di due reti. A rispondere alla doppietta nel primo tempo del giovane talento Oscar, ci pensano un maestoso Vidal e un ritrovato Quagliarella.
In uno Stamford Bridge gremito come nelle grandi occasioni, la Juve parte contratta. L'emozione, rallenta gli ospiti e i blues, molto più esperti in campo internazionale, ne approfittano creando grossi problemi a Buffon sin dai primi minuti. I bianconeri, ci mettono un quarto d'ora per prendere le misure agli avversari e restituiscono i brividi al mittente con un paio di occasioni che potevano essere sfruttate meglio. La partita, giocata a ritmi elevatissimi, soprattutto a centrocampo, si sblocca alla mezz'ora grazie ad una conclusione dalla distanza di Oscar deviata da Bonucci.che corregge in goal un pallone apparentemente fuori dallo specchio della porta. Neanche il tempo di prender fiato che, arriva il raddoppio Chelsea messo a segno ancora da Oscar. Si tratta di un eurogoal alla "Del Piero" che l'incolpevole estremo difensore juventino, si ricorderà per tutta la vita. La doppietta fulminea del gioiello brasiliano, può mettere k.o. chiunque ma non la Juve che, si riorganizza e accorcia le distanze con uno strepitoso Arturo Vidal che, con un piede in disordine, pesca il jolly all'angolino beffando Cech. I primi 45', si chiudono con gli uomini di Di Matteo in vantaggio ma la "vecchia signora" si dimostra dura a morire.
La ripresa, presenta un calo fisico più che normale per entrambe le formazioni ma, la preparazione bianconera risulta migliore e Di Matteo, ordina ai suoi di chiudersi maggiormente ma senza concedere troppo campo agli avversari. La Juve, alla rincorsa del pareggio, ci crede e controlla il gioco dimenticandosi della fatica. Entra Quagliarella ed il suo ingresso si rivela decisivo. L'attaccante, ai margini della squadra del duo Conte-Carrera, pareggia i conti freddando Cech in uscita. Da notare una grave disattenzione di Terry che si lascia sfuggire il bomber bianconero sul filo del fuorigioco. Ad una manciata di minuti dalla fine, ancora Quagliarella, in stato di grazia, tenta una conclusione a giro da posizione quasi impossibile ma, è la traversa a negare alla Juve una incredibile vittoria. Finisce 2-2.
I campioni d'Italia, guadagnano un punto fondamentale nella partita, sulla carta, più dura del girone e lo fanno mostrando al continente intero, un grande carattere ma soprattutto un buon gioco anche se di gran lunga inferiore rispetto a quello praticato dalle spagnole Real e Barcellona. Si spera nel recupero fisico di Fabio Quagliarella che, al massimo della condizione è probabilmente il miglior attaccante a disposizione. Il Chelsea, mostra una tipologia di gioco superata e fin troppo scolastica. Di Matteo, tenta di abbandonare il catenaccio che lo ha portato a trionfare lo scorso anno ma, le idee sembrano mancare. Ci si aspettava qualcosa in più dai campioni in carica anche se si tratta comunque di una squadra solida con individualità che poche società possono permettersi.



Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Juve: Fallimento turn-over ma arrivano altri 3 punti

lunedì 17 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
GENOVA - La terza giornata del campionato di serie A, nonostante le sorprese da Roma e Milano, registra la terza vittoria consecutiva della Juventus che, dopo aver espugnato Udine, passa anche a Genova con una prestazione dalle due facce; Un primo tempo, dove sono i padroni di casa a fare la partita imponendo il loro ritmo, forse eccessivamente alto e un secondo, che vede i bianconeri recuperare l'identità perduta e portare a casa i tre punti fondamentali per mantenere la testa della classifica con Lazio e Napoli.
Mister De Canio, prepara bene la partita ed inserisce dal primo minuto il quasi tridente composto dai due ex juventini Immobile e Borriello e da Jankovic che spesso e volentieri si manifesta centrocampista aggiunto facendo un lavoro impressionante per buona parte del match. Carrera, invece, deve affidarsi al turn-over in vista della partita di Champions di mercoledì contro il Chelsea e fa sedere in panchina quattro pedine fondamentali come Vucinic, Asamoah, Vidal e Liechsteiner.
Al fischio d'inizio, è il Genoa a fare la partita ed è proprio il tridente schierato in avanti a rendere la vita difficile alla retroguardia bianconera. Dopo un quarto d'ora, il goal è nell'aria ed arriva puntualmente al 18' dai piedi del giovane Immobile che trafigge Buffon con un tiro velenoso a fin di palo. La Juve, nonostante lo svantaggio, sembra non reagire con convinzione e subisce ripetutamente il contropiede avversario. L'assetto imposto da Carrera, è troppo spregiudicato e la difesa a tre juventina, si ritrova spesso a fare i conti in solitaria con la superiorità numerica offensiva genoana. Il primo tempo si chiude con il Genoa il vantaggio di un solo goal e a giudicare l'andamento del match, si ipotizza la prima sconfitta della squadra bianconera.
La seconda frazione di gara però, vede la Juventus giocare da grande e un Genoa a corto di energie dopo un primo tempo a mille all'ora. Entrano Vucinic e Asamoah per De Ceglie ed uno spento Matri lasciando non pochi dubbi sulle scelte ma, soprattutto sui ricambi bianconeri. Nonostante il calo fisico, è proprio l'unidici di De Canio a mangiarsi il raddoppio e sul capovolgimento di fronte, c'è il pareggio di Giaccherini. I padroni di casa ormai non corrono più e l'assedio juventino ha inizio. Asamoah viene steso in area e Vucinic trasforma il rigore del sorpasso. Nel finale, è ancora Asamoah protagonista firmando il 3-1 finale su assist del montenegrino.
Il Genoa, dopo un primo tempo da urlo, mostra una carente preparazione fisica che potrebbe influire negativamente sulla prima e ultima parte della stagione. L'attacco è forte ma il resto della squadra non sembra poter dare un valido supporto a Borriello e Co.
La Juve, invece, vince una partita fondamentale per il morale. Presentarsi all'esordio in Champions dopo una sconfitta non sarebbe stato un bene ma, l'aspetto negativo risiede nelle riserve. Il turn-over sembra improponibile e inaffidabile per affrontare gli impegni su più fronti. Caceres e De Ceglie, non si avvicinano al rendimento dei titolari Asamoah e Liechsteiner e senza l'intensità di Vidal, a centrocampo si soffre parecchio. Matri è un fantasma che non fa paura.

Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









Qualificazioni Mondiali, seconda giornata: vincono tutte le grandi.

mercoledì 12 settembre 2012 0 commenti

di Claudio Santovito

BARI - La seconda giornata delle qualificazioni della zona UEFA per il mondiale Brasile 2014 ha visto trionfare tutte le “grandi”, a parte l’Inghilterra, fermata in casa dall’Ucraina.

Il gruppo 1 si presenta con un terzetto in testa, composto da Serbia, Belgio e Croazia, tutte appaiate a quota 4. È un gruppo molto equilibrato perché anche la Scozia (ferma a quota 2) vorrà dire la sua. Un punto per Macedonia e nessuno per il Galles.

Nel gruppo 2, quello dell’Italia, gli azzurri battono 2 a 0 Malta e raggiungono in testa al girone la Bulgaria: subito avanti con un gol di Destro, occorre arrivare in zona Cesarini per assistere al colpo di testa vincente di Peluso. Qualche fischio da parte del pubblico che si aspettava la goleada, ma quest’Italia è un cantiere aperto pieno di promesse e valide soluzioni. La Bulgaria sconfigge l’Armenia (Manolev) e si attesta a quota 4, mentre riposano Danimarca e Repubblica Ceca, ferme a un punto
.
Nel gruppo 3 la Germania è a punteggio pieno dopo due gare: ieri ha battuto l’Austria per 2 a 1 (Reus, Ozil su rigore e Junuzovic), mentre Svezia e Irlanda, che hanno riposato, sono ferme a quota 3.

Nel gruppo 4, Romania e Olanda conducono a pari punti (6) il raggruppamento che vede come inseguitrici Ungheria e Turchia a 3 punti ed Estonia e Andorra ancora ferme al palo. Ieri, poker rumeno contro l’Andorra (Torje, Lazar, Gaman e Maxim) e poker orange contro l’Ungheria (doppietta di Lens, Indi e Huntelaar, inframmezzato dal rigore ungaro di Dzsudzsák).

Nel gruppo 5, Svizzera al comando con 6 punti (ieri ha battuto l’Albania con reti di Shaqiri e Inler), seguita da Islanda, Norvegia, Cipro e Albania a quota 3, mentre la Slovenia, dopo due gare, è ancora ferma a quota 0.

Nel gruppo 6, Russia e Portogallo (entrambe a quota 6), sono già in fuga su Lussemburgo, Irlanda del Nord, Israele e Azerbaigian, tutte a quota 1. Poker russo in Israele grazie alla doppietta di Kerzakov e alle reti di Kokorin e Fajzulin), mentre il Portogallo stende 3 a 0 in casa l’Azerbaigian (Silvestre Varela, Helder Postiga e Bruno Alves).

Nel gruppo 7, la coppia di testa, a 6 punti, è composta da Bosnia Erzegovina e Grecia. In un girone molto equilibrato, seguono Slovacchia a quota 4, Lituania a quota 1 e ancora a secco di punti la Lettonia e il Liechtenstein.

Il gruppo 8 è quello di Polonia, Inghilterra e Montenegro, appaiate a quattro punti. Seguono l’Ucraina a quota 1 e le cenerentole San Marino e Moldavia a quota 0. Ieri, sei gol del Montenegro in casa del San Marino (Dordević, Zverotić e doppiette per Delibašić e Bećiraj), 2 a 0 della Polonia sulla Moldavia (Blaszczykowski e Wawrzyniak), mentre l’Inghilterra impatta in casa contro l’Ucraina (Lampard a tre minutidalla fine raddrizza la rete di Konoplijanka).

L’ultimo gruppo, l’unico composto da 5 squadre, vede la Francia in testa con 6 punti, seguita dalla Spagna (3 punti, ma una gara in meno) e Georgia, anch’essa a quota 3. Ancora a caccia del primo punto Finlandia e Bielorussia. Ieri, le Furie Rosse hanno faticato contro la Georgia, vincendo solo a quattro minuti dalla fine grazie al gol di Soldado, mentre i Galletti hanno liquidato la Bielorussa con un rotondo 3 a 1 (Capouet, Jallet e Ribery; accorcia Pucila).

Si qualificano le prime di ogni girone, le seconde accedono agli spareggi. Dal momento che vi è un girone con 5 squadre, le statistiche delle seconde classificate non conteggeranno i risultati ottenuti con l’ultima classificata nel rispettivo girone.





Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!









La "formica atomica" esplode su Udine

lunedì 3 settembre 2012 0 commenti

di Davide Colonna
UDINE - Il gioco è meno rapido e l'aggressività sembra un ricordo ma, l'efficacia nel render tristi gli avversari è rimasta. La Juve, continua nel miglior modo possibile, conquistando altri 3 punti a Udine, la sua marcia verso una eventuale riconferma del titolo e lo fa quasi in scioltezza dall'inizio alla fine dell'incontro. Gli uomini guidati da Massimo Carrera, in testa alla classifica dopo due giornate di campionato a punteggio pieno, probabilmente anche aiutati da una scelta arbitrale discutibile ma non per forza sbagliata, strapazzano 4-1 l'Udinese di Guidolin al "Friuli" e trovano dalla loro, un'arma in più: Sebastian Giovinco, autore di una bella doppietta, la prima in maglia bianconera da quando è in prima squadra dopo una carriera iniziata sin dai pulcini con la stessa divisa.
Tutto parte da quel rigore e da quella espulsione, forse troppo generosa, da parte dell'arbitro Valeri all'estremo difensore dei padroni di casa, Brkic. Giovinco, nonostante la sua statura non proprio maestosa, non può evitare il colpo quasi da K.o. del portiere ed il rigore è netto. Da quel rosso, sventolato sotto gli occhi del portiere serbo, la partita per i torinesi è tutta in discesa nemmeno fosse la coppa del mondo di sci. Vidal, trasforma il rigore, facendosi perdonare l'errore sempre dal dischetto contro il Parma e lancia la goleada dei suoi compagni. Ci penseranno poi Vucinic e due volte la "formica atomica" a stendere gli avversari che firmano il gol della bandiera con Lazzari che sfrutta una rara dormita del duo Barzagli - Lichtsteiner con la testa già alla sosta.
Il presidente dell'Udinese Pozzo, a fine partita, scatena una forte polemica contro il direttore di gara ma, espulsione a parte, dovrebbe preoccuparsi più della sua squadra che fa del disordine tattico il suo credo. Tutta un'altra mentalità rispetto allo scorso anno e c'è da preoccuparsi, considerando l'eliminazione dalla Champions ai preliminari e la mancanza di giocatori di personalità che ironia della sorte, ora giocano per la Juve. Guidolin invece, più tranquillo del suo datore di lavoro ma depresso per il filotto negativo, dopo la protesta di routine di tutti gli allenatori, riconosce la superiorità avversaria che anche in parità numerica, probabilmente avrebbe avuto la meglio.
Carrera, dalla sua, è contento dell'importante risultato ottenuto ma, non lo è per quanto riguarda l'atteggiamento troppo superficiale dei suoi calciatori che falliscono occasioni da rete clamorose e subiscono un gol evitabile nel finale per via di una distrazione che in coppa non ci si può permettere per via della estrema importanza dei gol subiti soprattutto in trasferta che molto spesso determinano una qualificazione.
Siamo ancora all'inizio comunque e parlare di titolo è presto. Ci attende la pausa nazionale prima della terza giornata e delle prime partite di coppa che vedranno la Juve impegnata sul campo dei campioni d'Europa del Chelsea. In quella occasione, servirà la grinta dell'anno scorso.




Se questo articolo ti è piaciuto seguici su Facebook!














Responsabile dei Servizi Sportivi: Mario Schena
 
Calcio Online © 2017 | Designed by Studio Sciortino Bari per La Gazzetta Meridionale.it e Sport Online.
Calcio Online - Sport Magazine non registrato supplemento de La Gazzetta Meridionale.it | Direttore Responsabile Vito Ruccia - Vicedirettore: - Editore Proprietario: Studio Sciortino Bari | Spot by Aruba Media Marketing.
Per la vostra Pubblicità su questo Magazine Online contattare la GM SPOT inviando una E-mail a: commerciale@lagazzettameridionale.com o telefonando al 334/9835377.
Salvo accordi scritti le collaborazioni con la redazione di Calcio Online sono da considerarsi del tutto gratuite e non retribuite.