Europei Under 21 e Confederation Cup, trionfo Germania
Germania “Uber alles” sopra tutto e tutti. Lo squadrone tedesco non ha mai cali di tensione e di rendimento. Se si scorrono gli Almanacchi e le storie delle grandi competizioni internazionali, dai campionati Europei, ai Mondiali finendo alla Confederation Cup i teutonici sono sempre arrivati fino in fondo e molte volte hanno alzato la Coppa.
Il Numero 10, il numero magico, sinonimo di classe estro e irriverente fantyasia. In Italia lo ha incarnato con grande signorilità Gianni Rivera che però non c'è da un pezzo, Maradona pure.
Quest’anno è stato inaugurato lo staio “Filadelfia” distrutto e ricostruito quello che è stato il teatro delle gesta di una squadra indimenticabile: Il Grande Torino.
Champions, dal 2018 è Superlega con Quattro italiane, nuovo format e nuovi orari
Dalla Champions League alla Superchampions. Il prossimo torneo sarà l’ultimo con il vecchio format. Una riforma pretesa dai grandi club. Troppo ampia la forbice tra le forti e le piccole, troppi i gruppi decisi prima di cominciare.
CARDIFF (REGNO UNITO), 2 GIU. - Tutto è pronto per la finale di Champions League che domani vedrà Juventus e Real Madrid contendersi l‘ambito trofeo. La capitale del Galles ormai è un porto franco, dove le due tifoserie sono giunte e stanno attendendo il fischio iniziale. Le misure di sicurezza intraprese dalla polizia locale sono eccezionali. Difatti la partita sarà disputata con lo stadio coperto per evitare pericoli provenienti dal volo di droni, presunte fonti di attacchi terroristici. Vi saranno telecamere ovunque e con riconoscimento facciale, oltre a un dispiego di 3000 agenti di polizia e militari disposti palmo a palmo nel perimetro circostante l’area interessata lo stadio e le vie di accesso. Sono previsti oltre 160mila, forse 200mila, tifosi e non tutti col biglietto in tasca. Quella di domani sarà una giornata speciale per Cardiff ma soprattutto per lo sport del calcio, dove il Millennium Stadium sarà quel contenitore di gioie e dolori di chi da un fronte spera riavere una coppa e dall’altra riscattarla per eventi storici non belli. Dall’Italia, secondo i dati diffusi dalla società della Juventus, arriveranno oltre 20mila tifosi da più parti del Belpaese. E lo faranno con voli organizzati con 27 charter e 38 pullman. Ma il vero boom commerciale per la finale di Champions si sta registrando a Londra dove i tifosi bianconeri hanno occupato quasi 1.500 camere d'albergo, per poi partire verso Cardiff con 42 pullman, ritrovandosi nel giro di tre ore innanzi al tempio del calcio europeo 2017.
Domani sarà un match importante per la Juventus, che affronterà il match con la giusta tensione e con quel desiderio ardente per una triplete per entrare dalla porta principale nella storia del calcio italiano e mondiale. Un appunto importante: da oggi le due tifoserie sono entrate a contatto nel centro di Cardiff senza scontri. Segno importante che vuol dir rispetto e sportività. Ed è un buon segnale.
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PARMA, 14 Gen. - La Juve strappa un sofferto quanto fortunato pareggio sul difficile campo di Parma e riapre i giochi scudetto per le sue dirette avversarie ma, quello che più dovrebbe preoccupare i tifosi bianconeri, al di là del risultato, è l'inspiegabile peggioramento del gioco espresso dagli uomini di Conte che sembrano la brutta copia di quel gruppo che fino alla sosta natalizia, non regalava nulla o quasi agli avversari. Una possibile spiegazione, la si potrebbe trovare nell'enorme carico di lavoro svolto dai campioni d'inverno proprio durante la pausa per affrontare al meglio la seconda parte di stagione ma, la realtà sembra un'altra. Antonio Conte, l'artefice del miracolo dello scorso campionato, a furia di snaturare i ruoli dei suoi calciatori e di credere eccessivamente nel suo 3-5-2, ha forse rotto il giocattolo. Il modulo scelto dal tecnico pugliese, non da respiro alla manovra e costringe Pirlo (ormai non più giovane) ad affidarsi eccessivamente ai compagni della difesa per ricostruire e mantenere il possesso del pallone. Questa lentezza di manovra, porta inevitabilmente gli avversari a ripiegare e ad organizzarsi nella fase di pressing. Inoltre, i movimenti ordinati agli attaccanti, che dovrebbero smistare palloni utili per gli esterni, sembrano adatti maggiormente a giocatori di alto tasso tecnico e non a giocatori normali come Giovinco, Vucinic o Quagliarella che peccano di spirito di sacrificio, cervello ma anche di piedi buoni. L'enorme quantità di palloni serviti alle punte, non viene sfruttata quasi mai al meglio e spesso (per non dire sempre), i disimpegni errati del reparto avanzato, portano gli avversari a trovare una Juve sguarnita sulle ripartenze. Questi sono gli esempi dei goal subiti contro la Sampdoria e contro il Parma stesso ma basta andare un po indietro con la memoria per ricordarsi episodi simili. Almeno in questo aspetto, la Juve sembra sentire la mancanza di un fuoriclasse alla Del Piero e non ci sono Immobile o Gabbiadini che reggano il confronto.
Conte dovrà spiegare anche le sue scelte nell'undici titolare. Perchè affidarsi subito (in un ruolo non suo) contro la Samp al nuovo acquisto Peluso per poi non utilizzarlo per sostituire uno spaesato Padoin nella partita di Parma? L'ex atalantino è stato già bocciato? Ma soprattutto, come può scegliere De Ceglie, che si è sempre dimostrato inadeguato in tutto e per tutto? Conte sta tirando troppo la corda e quando si ricorderà che ha a disposizione solo dei discreti calciatori, forse sarà troppo tardi. Napoli e Lazio intanto ci credono.
TORINO - Angelo Ogbonna, si sa, è uno degli obiettivi della Juventus, sia pur con le cautele del caso visto che è il difensore dell'altra squadra di Torino . Al club bianconero piace e stando alle parole di Ogbonna lasciate a La Stampa, il “feeling” sembra essere ricambiato. In un’intervista, il giocatore si confessa ed ammette la sua ambizione ovvero quella di giocare in una squadra dal forte carisma e dalla grande storia: “Allora: io posso capire il tifoso, ma è difficile che un tifoso capisca me. Nel mondo il massimo è il Real Madrid: ti dà la gloria, gioca la Champions, ha i giocatori più forti. E' il massimo. E io a quello devo puntare. In Italia, adesso la Juve è il top. Attenzione, non significa che io voglia andare alla Juve, ma io non sono un tifoso. Sono un calciatore, un lavoratore. Serio, ambizioso, non venale. Da cittadino del mondo, voglio il massimo per la mia carriera. Il presente si chiama Torino e ne sono orgoglioso, ma so che a certi livelli qui sarà difficile arrivarci. Non esistono più le bandiere, sono le stesse società a non volerle. Per questo deciderò il mio futuro insieme con il presidente". Il derby (non solo quello sul campo) è già cominciato
Lichtsteiner
Intanto, prima che rischiasse di diventare un caso di calciomercato, il difensore Lichtsteiner, è voluto intervenire in prima persona per spiegare la sua verità, così dichiarando: "Ho giocato un po' meno, ma è normale. E’ vero che Alessio mi sostituì per evitarmi il secondo giallo, ma poi sono rimasto fuori per turn over. Non si può montare un caso ogni volta che uno va in panchina. Io sto alla Juve, questo so. Il mercato c`è sempre, chi hai soldi cerca i più forti, è normale. Quanti giocatori dovrebbero allora venire qui, se diamo retta alle voci? Io sto molto bene a Torino, e guadagno anche bene"
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ROMA - Ci mancava solo Topolino. Il caso riguarda una pagina pubblicata sul celebre settimanale a fumetti, dove nell'ultimo numero pubblicato si parla di calcio e si fa riferimento proprio al derby tra bianconeri e granata. In alcune vignette, si può leggere molto chiaramente che la parola "Juventus" è stata sostituita con "Rubentus". Poca fantasia o c'è dell'altro? Nonostante si tratti di un fumetto per ragazzini ma anche adulti, la protesta dei tifosi juventini non si è fatta attendere con gruppi su Facebook per boicottare l'acquisto di Topolino. Adesso c'è da vedere se e come reagirà la stessa Juventus alla scomoda trovata del fumetto.
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TORINO -"Io voglio essere felice, e per esserlo devo giocare a calcio". Non usa mezzi giri di parole Lucio, che alla Bild, conferma di non sentirsi importante nel club di Torino. In verità dopo il clamore del suo passaggio dall'Inter agli storici rivali bianconeri, con tanto di frecciatina post-calciopoli contro la sua vecchia squadra, non c'è stato molto: la storia d'amore tra il centrale difensivo brasiliano e la Juventus potrebbe non è mai sbocciata, complici anche gli errori nelle partite in cui è stato impiegato. Nel prossimo calciomercato invernale, dunque, il giocatore potrebbe partire e tornare là dove si era consacrato come uno dei migliori calciatori nel suo ruolo, in Bundesliga. Del resto, come detto in apertura, Lucio fa poco per nascondere il suo malessere: "Certo che sto pensando al mio futuro. Le cose, nel calcio, si muovono in fretta e ora sono qui ma magari già a gennaio potrei essere altrove" ha confermato il giocatore brasiliano.
Matri
Inoltre sempre a gennaio la Juventus ed il Milan potrebbero lavorare sullo scambio Pazzini -Matri. Nelle ultime ore sta tornando di moda un nome già caldo in estate per il club rossonero: l’ex cagliaritano ha capito che in questo momento per Conte è la quarta scelta dopo Vucinic, Quagliarella e Giovinco. Solo Bendtner è sotto di lui nelle gerarchie del tecnico bianconero e dopo un avvio di stagione che prometteva qualcosina in più per Matri ora la panchina è diventata una regola e non un’eccezione. Anche per la Juventus il nome di Pazzini è tutt’altro che nuovo: in estate l’idea dello scambio con l’Inter portando in dote Quagliarella era concreta ma anche in quel caso l’affare non andò in porto. Inoltre a Conte piace la grinta di Pazzini ed avere in rosa un vero centravanti d’area è un’esigenza assoluta per i bianconeri.
Tutto può essere, bisogna aspettare gennaio.
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TORINO - “Ha tempo fino a marzo del 2013 per discutere del contratto, siamo stanchi di parlare con i suoi procuratori”, questa l’ultima dichiarazione dei dirigenti del Borussia sulla faccenda-rinnovo con Lewandowski. Una frase che apre scenari interessanti per i club, e sono parecchi, interessati al giocatore. Se le parti non dovessero raggiungere l’accordo entro marzo, infatti, il Borussia potrebbe decidere di mettere in vendita il giocatore a giugno, in modo da evitare di perderlo alla metà del prezzo nel gennaio successivo o addirittura a parametro zero nel giugno 2014. Per comprare Lewandowski a giugno servirebbero quantomeno tra i 20 e i 25 milioni di euro, una cifra di sicuro importante, ma non eccessiva per il valore del giocatore. L’attaccante polacco piace ad Antonio Conte ed è entrato nel mirino della Juventus e rappresenta il giocatore che farebbe comodo alla Juventus di Conte, il top player inseguito durante tutta l’estate e oltre. La concorrenza per arrivare a lui è folta: Manchester United, City e, naturalmente, Real Madrid sono interessate, ma muoversi in anticipo potrebbe essere la mossa giusta per il club bianconero.
Marchisio e Vidal
Intanto sul fronte rinnovi arrivano segnali positivi: se per Buffon è praticamente fatto l’accordo che legherà il portiere della Nazionale per altre tre stagioni, fino al 2016, come ha rivelato lui stesso, ora Marotta è al lavoro per blindare altri due campioni che hanno fatto ingolosire i principali club europei. Ovvero Marchisio e Vidal che con Pirlo compongono un centrocampo tra i più invidiati in Europa. Se per l’ex milanista non ci sono rischi di “scippi” da parte dei Paperoni d’Europa, diverso il discorso per il cileno e per l’altro azzurro. Già nel corso dell’ultimo CdA il dg Marotta fu esplicito: “Abbiamo rifiutato un’offerta importante per Vidal, noi i nostri campioni li teniamo, non li vendiamo”. Sottile anche il riferimento al Milan, fresco vedovo dei suoi campionissimi Ibra e Thiago Silva. Non a caso proprio Vidal è sempre stato indicato come il top-player perfetto da Conte, cioè il giocatore arrivato a cifre ragionevoli e che pur senza essere costato 30 o 40 milioni ha reso come un fuoriclasse assoluto. Di certo c’è che sia ai vecchi ricchi d`Europa (Real, United) che a quelli nuovi (City, Psg) Vidal e Marchisio fanno gola. E quindi fidarsi bene ma non fidarsi è meglio, anche perché son rimasti pochi ormai i grandi campioni che fanno la differenza e che son rimasti a giocare in Italia.
Marotta dunque ha pronta la soluzione: una volta sistemato il contratto di Buffon toccherà ai due centrocampisti, cui verrà sottoposto un rinnovo fino al 2018, allungando di altre due stagioni l’accordo attuale che scade nel 2016.
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TORINO - Nell'inferno dello stadio di casa, la Juventus travolge 3-0 il Chelsea campione d'Europa e può tornare a sperare per la qualificazione agli ottavi di Champions League. Con la vittoria sugli inglesi, i bianconeri scavalcano i Blues e balzano al secondo posto nel girone dietro allo Shakhtar. Grazie a questa vittoria, ai campioni d'Italia, basterà un pareggio per passare alla fase successiva ma, il prossimo ed ultimo turno, contro gli ucraini, non sarà una passeggiata; ci si giocherà la qualificazione ed un eventuale primo posto nel girone che potrebbe risultare prezioso in vista degli ottavi di finale per incontrare un avversario, "sulla carta", meno ostico. Una sconfitta contro lo Shakhtar ed una vittoria del Chelsea contro l'altra squadra del girone, il Nordjaelland (ormai fuori dai giochi), costringerebbe gli uomini di Conte alla retrocessione in Europa League.
La partita è sin dal primo minuto tiratissima con una Juve grintosa e finalmente tatticamente "alta". Il Chelsea, subisce il gioco avversario ma in contropiede è un concreto pericolo. Cech compie un miracolo su una conclusione ravvicinata di Lichtsteiner e si fa trovare altrettanto pronto sui tentativi meno pericolosi di Marchisio, Vucinic e Quagliarella. Buffon, non è da meno ed è super su Hazard e Mata che non sfruttano due ripartenze micidiali. Bonucci e Barzagli, impediscono ad Oscar di trovare il vantaggio in un'altra ghiotta occasione ospite. A metà del primo tempo, la Juve decide di lasciarsi alle spalle la paura di perdere e per l'undici di Roberto Di Matteo, non c'è più nulla da registrare. Le geometrie dei bianconeri sono imprevedibili e gli inserimenti di Lichtsteiner e Asamoah, creano il panico nell'area avversaria. Verso lo scadere dei primi 45', forse nel momento meno brillante dei bianconeri, Quagliarella devia un tiro dalla distanza di Pirlo e trafigge Cech che tocca ma, non può nulla per evitare il vantaggio Juve. Si va a riposo sull'1-0.
La ripresa è un monologo della "vecchia signora". Il Chelsea non riesce più ad imbastire una manovra offensiva e soffre le rapide offensive di una Juve sempre più aggressiva. Vucinic e Quagliarella sciupano malamente il raddoppio e si rivedono i fantasmi della partita contro la Lazio. I bianconeri non mollano un centimetro di campo, tengono gli inglesi lontano dalla porta e trovano il raddoppio grazie ad una splendida azione corale finalizzata da Vidal. Nel finale c'è gloria anche per Giovinco che in contropiede, supera Cech in uscita per il 3-0 finale. Una rete importante per la "formica atomica" sempre sotto accusa per la sua poca lucidità sotto porta e per il suo rendimento sotto le aspettative.
La Juve, imbattuta nella doppia sfida contro i Blues, dopo il 2-2 di Londra, dimostra la sua superiorità, almeno nelle motivazioni, con un risultato senza storia. Il centrocampo è l'anima della squadra di Conte e, questa volta, anche Lichtsteiner fornisce un valido contributo che spegne ogni polemica sul suo conto. Prestazione superlativa per lo svizzero che, stremato, abbandona il campo nella ripresa. Chelsea troppo difensivista e poco furbo nello sfruttare il vantaggio dei due risultati su tre da gestire. Ricordiamo che ai campioni in carica, bastava non perdere per tenere la qualificazione in pugno. La partita col Nordjaelland, sarebbe stata solo una formalità. Appuntamento tra due settimane per conoscere il destino della Juve.
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TORINO- Il segnale preciso che a questa squadra i campioni servono. Ieri come oggi e come domani. In un’intervista alla Gazzetta dello sport il numero uno della Juve e della Nazionale parla di tutto, del suo futuro, del momento della squadra, della sfida col Chelsea e dell’attuale parco attaccanti. Si parte da quanto accaduto in estate. La Gazzetta chiede se ha mai creduto che arrivasse Van Persie: "Né illuso né ci speravo, non provavo sentimenti. Avendo molta fiducia nel lavoro fatto l`anno scorso e nella competenza della dirigenza, sapevo che non saremmo rimasti senza nessuno. Difatti alla fine è andata così: bene o male sono arrivati Sebastian (Giovinco), Bendtner, e sono rimasti Quagliarella, Vucinic, Matri. Si può dire tutto, ma non che i gol siano il problema di questa squadra, i numeri parlano chiaro. Poi, se qualcuno ogni tanto ha difficoltà con la prestazione, può capitare. Ho molta fiducia nel lavoro di questo gruppo, in quello del l`allenatore e nella qualità dei nostri attaccanti, che in qualsiasi momento possono farci vincere qualsiasi partita". In Nazionale ha conosciuto bene Balotelli, un consiglio glielo darebbe: "Di essere felice, perché alla fine un giocatore, come un uomo, dà il meglio quando fa delle scelte che gli fanno ritrovare entusiamo e serenità interiore. E la felicità per il suo lavoro. Se alla Juve sarebbe felice? Non lo so, questo dovreste chiederlo a lui. La Juve è un ambiente storicamente non facile, nel senso che ci sono delle linee guida ben precise, però è anche vero che Mario è sempre stato molto affabile e apprezzato dai suoi compagni, almeno come comportamenti in nazionale. Se venisse alla Juve entusiasta e voglioso di mettere a disposizione il talento che ha sarei contento. Mario è uno che farebbe felice ogni squadra, compagno, tifoso". Non è un quaraquaqua? "Ah, non lo so".
Pirlo contro il Chelsea
Intanto la gara con il Chelsea si avvicina e pochi giorni prima della gara decisiva per il suo futuro in Champions League, la Juventus scopre che il suo miglior giocatore, Andrea Pirlo, in passato è stato davvero vicino a vestire la maglia dei Blues. Lo rivela lo stesso Pirlo in una lunghissima intervista al Daily Mail, quotidiano britannico che ha deciso di tratteggiare un profilo del centrocampista bianconero, descritto come il pericolo numero uno per la squadra di Di Matteo nella gara di mercoledì. Pirlo ha parlato di tutto, delle sue origini, del suo amore per il calcio, degli ultimi Europei.
Ma, soprattutto, ha spiegato di essere stato a un passo dal diventare un Blues. A volerlo a Londra era Carlo Ancelotti, che appena arrivato sulla panchina del Chelsea chiese a Roman Abramovich di portargli il regista con cui aveva vinto tutto in rossonero. “E’ stato il Milan a non lasciarmi andare” racconta Pirlo.” Avevo un rapporto molto forte con Ancelotti, così ero in contatto con lui quando arrivò al Chelsea e sono ancora in contatto con lui adesso che è al Paris Saint Germain. Avevo già iniziato le trattative con il Chelsea ma alla fine il Milan non mi lasciò andare. Perciò rimasi in rossonero. Certamente sarebbe stata un’esperienza diversa, che mi sarebbe piaciuta, soprattutto a 30 anni. Mi dissi: perché no? Ma sfortunatamente non si realizzò”. Alla domanda se ritenga che ci sia ancora una chance per lui di andare a giocare in Inghilterra, Pirlo risponde sorridendo: “Forse, chi lo sa? Non so cosa potrebbe accadere, nessuno lo sa. Ho ancora due anni di contratto con la Juventus, questo e il prossimo. Mi piace il calcio inglese, ci sono parecchie squadre molto forti. È un calcio aggressivo e sempre divertente da guardare. Non sarebbe un problema per me adattarmi a quel modo di giocare, perché nel corso della mia carriera ho giocato con molti giocatori con caratteristiche molto diverse”.
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MILANO - In un'intervista rilasciata a Sport Mediaset, l'attaccante nerazzurro si è nuovamente scagliato contro Antonio Conte, riservandogli parole al veleno, riferendosi alla squalifica che il tecnico della Juventus sta attualmente ancora scontando: "Volevo semplicemente dire che sono troppo professionali e professionisti. Io non lo sono mai stato. Non era mia intenzione offenderli, se se la sono presa... amen. Non sono certo io, ma lui che è stato squalificato per omessa denuncia. Ho fatto tante cassanate nella mia carriera e per questo sono stato squalificato. Ma se lui viene a parlare di moralità a me è finito il mondo. Lui che, lo ripeto, è stato squalificato per omessa denuncia". Parole molto forti quelle dell'interista ma, sappiamo tutti che tra leccesi e baresi c'è una storica rivalità che va ben oltre il solo aspetto calcistico. Il derby, anche se a distanza, continua.
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ROMA- Il pessimo inizio di stagione di uno dei protagonisti indiscussi dell'ultima strepitosa annata della Juventus, potrebbe aprire la strada ad una clamorosa cessione: Lichtsteiner potrebbe essere venduto nel corso della sessione invernale di calciomercato di gennaio.
La Juventus ha ponderato a fondo questa decisione: Lichtsteiner, che gode di ottimo seguito soprattutto in Premier League ed in Germania, potrebbe portare nelle casse bianconere qualcosa come 10 milioni di euro. Inoltre, Antonio Conte ha già in casa i suoi possibili sostituti, con Isla ed Asamoah che potrebbero essere utilizzati sulla fascia destra come spesso accaduto anche quando i due calciatori militavano nell'Udinese in grado di interpretare quell'importantissimo ruolo di esterno destro, capace di abbinare una buona fase offensiva ad un'altrettanto solida fase difensiva.
Il malumore manifestato dallo svizzero in più di un occasione nel corso di questa stagione (exploit è stata la pessima figura nella gara contro l'Inter, sostituito dopo nemmeno un tempo), avrebbe spinto la dirigenza della Juventus a guardarsi attorno alla ricerca di possibili acquirenti interessati al terzino ex Lazio.
Kolarov
In particolare, Lichtsteiner potrebbe finire in Premier League, dove si fa sempre più concreta la pista Manchester City. Mancini è un grande estimatore del difensore elvetico e a gennaio potrebbe sferrare l'assalto decisivo: sul piatto della bilancia potrebbe finirci Alexander Kolarov, vecchia conoscenza del calcio italiano e finito spesso nel mirino di alcune squadre di Serie A. Da due anni diviso tra panchina e campo, il serbo non è riuscito a lasciare il segno nei Citizens come fatto invece in maglia biancoceleste.
Sul giocatore svizzero, però, è fortissimo il pressing anche del Paris Saint Germain, che ricordiamo, è stato vicinissimo al suo acquisto già la scorsa estate, passaggio poi sfumato grazie alla resistenza della Juventus. Ora, però, la situazione è cambiata e potrebbero essere proprio i bianconeri a bussare nuovamente alla porta del club allenato da Ancelotti per proporre la cessione dello scontento difensore svizzero.
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di Davide Colonna TORINO - La Juventus, dopo 49 risultati utili consecutivi in campionato (la sesta striscia positiva della storia a pari merito con l'Arsenal), viene riportata sulla terra dall'Inter più forte dopo l'era Mourinho. I nerazzurri travolgono 1-3 i campioni d'Italia nella loro tana ed il merito, va tutto al tecnico Stramaccioni che dimostra una grande personalità e preparazione tattica. Vittoria importante per due motivi: derby d'Italia che torna a Milano nerazzurra e riapertura del campionato con distacco dalla Juve che si riduce ad un solo punto.
Cronaca
Juventus Stadium tutto esaurito per il match scudetto. Solito 3-5-2 per i padroni di casa con tutti i migliori in campo. Alessio si affida alla coppia Vucinic-Giovinco per l'attacco. Stramaccioni propone il 3-4-3 con il super tridente Milito-Cassano-Palacio.
Pronti, via e Juve in vantaggio dopo 20". Asamoah riceve palla in netta posizione di fuorigioco, non segnalata dal guardalinee, e scarica il pallone a Vidal che, a porta sguarnita, regala il vantaggio ai suoi. Inter in "bambola" e bianconeri alla immediata ricerca del raddoppio con Marchisio che calcia addosso ad Handanovic da pochi metri. Gesto tecnico spettacolare del centrocampista della nazionale che calcia al volo ma, ancora migliore, il morbido e preciso passaggio di Pirlo. Juve incontenibile che ci riprova con lo stesso schema e con gli stessi uomini ma, questa volta, Marchisio viene marcato bene e la conclusione finisce debole tra le braccia del numero uno interista. Si vede finalmente l'Inter con Palacio (tiro alto) e Cassano che, sugli sviluppi di un corner, cerca di sorprendere Buffon con un tiro-cross che finisce a lato di un soffio. I bianconeri calano di ritmo ma è ancora loro l'ultima occasione del primo tempo con Vidal. Si va a riposo sull'1-0 ma dopo 20 minuti di dominio degli uomini di Alessio, la partita non ha regalato nulla di emozionante. Da segnalare la mancata espulsione di Lichtsteiner per un fallo che gli poteva costare il secondo cartellino giallo. Svizzero, estraneo al gioco, sostituito da Caceres al 37'.
Secondo tempo tutto di marca nerazzurra. Ospiti alla ricerca del pareggio con Palacio e Nagatomo ma Buffon non si fa sorprendere. Punizione Inter dal limite. Schema anzichè conclusione in porta e Milito viene trattenuto in area da Marchisio. Calcio di rigore ed è lo stesso argentino che trafigge Buffon con mira centrale ma forte. Ormai la partita è in mano agli uomini di Stramaccioni che cercano rabbiosamente il vantaggio. Vidal perde palla a centrocampo e Guarin (appena entrato in campo al posto di Cassano) innesca un contropiede fulmineo verso Buffon che può respingere la conclusione del colombiano ma, nulla può contro la ribattuta del solito Milito che brucia sul tempo la difesa juventina. 1-2 e gli spalti iniziano a svuotarsi. La Juve ci prova a riprendere la partita con i "nuovi" Bendtner e Quagliarella e con Pirlo che impegna seriamente Handanovic da fuori. Con i bianconeri totalmente riversati in avanti, l'Inter trova l'1-3 finale al 90' con Palacio ma il merito è tutto di Nagatomo che resiste alla marcatura avversaria.
3-1 probabilmente troppo severo ma vittoria nel complesso giusta che mette a tacere anche le possibili polemiche del gol in fuorigioco di Vidal. Una grande Inter, un grande Milito, un grande Stramaccioni ed un pizzico di fortuna che non guasta mai. Milanesi "provinciali" nella determinazione ma grandi nel resto. Zanetti annulla Asamoah nella ripresa. Juve sprecona (non è una novità) e senza grinta. Disordinata tatticamente e nelle scelte. Mercoledì in coppa sarà dura senza un "bagno d'umiltà". Modulo già obsoleto e tutto da rivedere per Conte.
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di Giovanni Sgobba BARI - Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Juventus ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra la Juve di Lippi, quella di Capello, in mezzo la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime sentite partite. Tante polemiche, veleni, dossier arbitrali e lo scandalo di Calciopoli, ma è sul campo che brillano le stelle: Cruz, Zanetti, Cambiasso, Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Adriano, Toldo, Buffon, Nedved, Figo, Martins...chi sarà il prossimo protagonista?
JUVENTUS-INTER 1-1. 04 novembre 2007, Comunale di Torino
Marcatori 41’ pt Cruz, 33’ st Camoranesi
JUVENTUS:
Buffon; Grygera (33’ st Zebina), Legrottaglie, Chiellini, Molinaro; Palladino, Nocerino, Cristiano Zanetti, Nedved (16’ st Iaquinta); Del Piero (25’ st Camoranesi), Trezeguet.
Julio Cesar; Maicon (40' st Dacourt), Cordoba, Samuel, Chivu; Figo (17’ st Burdisso), Javier Zanetti, Cambiasso, Cesar; Ibrahimovic, Cruz (20’ st Suazo).
Panchina: Orlandoni, Maxwell, Solari, Crespo.
All. Mancini.
INTER-JUVENTUS 1-2. 22 marzo 2008, San Siro
Marcatori: Camoranesi (J) al 4', Trezeguet (J) al 18', Maniche (I) al 38' s.t.
JUVENTUS - INTER 2-1. 05 dicembre 2009, Comunale di Torino
Marcatori: Melo, Eto’o, Marchisio
JUVENTUS:
Buffon, Caceres, Cannavaro, Chiellini, Grosso, Sissoko, Felipe Melo, Marchisio (35′ st Poulsen), Diego (45′ st Grygera), Amauri, Del Piero (25′ st Camoranesi).
Julio Cesar, Zanetti, Lucio, Samuel (44′ st Materazzi), Chivu, Muntari (14′ st Balotelli), Cambiasso (33′ st Mancini), Motta, Stankovic, Eto’o, Milito.
Riviviamo assieme alcune delle più emozionanti sfide tra Juventus ed Inter che hanno caratterizzato l'ultimo decennio. 10 anni di grandi sfide, tra la Juve di Lippi, quella di Capello, in mezzo la rinascita dell'Inter con Mancini, e l'era di dominio con Mourinho fino ad arrivare alle ultime sentite partite. Tante polemiche, veleni, dossier arbitrali e lo scandalo di Calciopoli, ma è sul campo che brillano le stelle: Cruz, Zanetti, Cambiasso, Ibrahimovic, Del Piero, Trezeguet, Camoranesi, Adriano, Toldo, Buffon, Nedved, Figo, Martins...chi sarà il prossimo protagonista?
INTER- JUVENTUS 1-1. Sabato 19 ottobre 2002, San Siro.
Marcatori: Del Piero (J) su rig. al 44', Vieri C. (I) al 50' st
INTER
[3-4-1-2]Toldo, Córdoba I., Materazzi, Cannavaro F., Zanetti J., Almeyda, Emre, Di Biagio, Coco, Recoba, Morfeo, Vieri C., Crespo.
Panchina: Fontana A., Adani, Pasquale, Vivas,Okan
Allenatore: Cúper H.R.
JUVENTUS
[4-3-1-2]Buffon, Thuram, Ferrara C., Iuliano, Birindelli, Zambrotta, Camoranesi, Tudor, Conte A., Davids, Nedvěd, Del Piero, Salas, Zalayeta,
Panchina: Chimenti, Fresi, Baiocco, Di Vaio
Allenatore:Lippi M.
JUVENTUS - INTER 3-0. Domenica 02 marzo 2003, Delle Alpi
Marcatori: Guglielminpietro (I) aut. al 4', Nedvěd (J) al 34' pt; Camoranesi (J) al 38' st
Panchina: Fontana A., Coco, Gamarra, Pasquale, Di Biagio, Sérgio Conçeicão
Allenatore: Hector Cuper
JUVENTUS - INTER 1-3. 29 novembre 2003, Delle Alpi.
Marcatori: 12' pt Cruz, 24' st Cruz, 29' st Martins, 44' st Montero
JUVENTUS
Buffon; Thuram, Legrottaglie, Montero, Birindelli; Camoranesi (1' st Di Vaio), Tacchinardi, Appiah (25' st Conte); Nedved (27' st Miccoli); Del Piero, Trezeguet.
Panchina: Chimenti, Ferrara, Tudor, Davids.
Allenatore: Lippi
INTER
Toldo; Cordoba, Adani, Gamarra; J.Zanetti, C.Zanetti, Almeyda, Pasquale (44' st Brechet); Van der Meyde (12' st Emre), Cruz (36' st Recoba sv), Martins.
Marcatori: 6' Martins, 25' aut. Kily Gonzales, 45' Vieri, 2' st Stankovic, 47' st Di Vaio.
INTER
Fontana; Cordoba, Materazzi, Gamarra; Javier Zanetti, Cristiano Zanetti, Farinos (10' st Almeyda), Kily Gonzales (37' st Helveg); Stankovic (24' st Karagounis), Martins, Vieri.
Panchina: Cordaz, Cannavaro, Cruz, Adriano.
All. Zaccheroni.
JUVENTUS
Buffon; Birindelli, Legrottaglie, Montero, Zambrotta; Camoranesi (27' st Conte), Tacchinardi, Tudor, Appiah (1' st Maresca); Trezeguet, Miccoli (11' st Di Vaio).
Panchina: Mirante, Iuliano, Pessotto, Chiumiento.
All. Lippi.
INTER-JUVENTUS 2-2. 28 novembre 2004, San Siro
Marcatori: Zalayeta (J) all'8' s.t, Ibrahimovic (J), su rigore, al 21' s.t., Vieri (I) al 34' s.t., Adriano (I) al 40' s.t.
INTER (4-4-2)
Toldo; J.Zanetti, Cordoba, Mihajlovic; Favalli (Ze Maria dal 1' s.t.); Van der Meyde (Recoba dal 22' s.t.), Stankovic, Cambiasso, Davids (Vieri dal 22' s.t.); Martins, Adriano.
TORINO - Soffiato d'astuzia a Ferguson con lo "zampino" di Raiola ed accolto a Torino come giovane talento da formare, Paul Pogba, si ritaglia uno spazio nell'undici titolare e prende per mano la "signora" regalandole tre punti d'oro nei minuti di recupero. Un 2-1 sofferto ma meritato, quello sul Bologna che, cancella in casa Juve lo spiacevole ricordo del "favore" arbitrale di Catania e permette ai bianconeri di mantenere la testa della classifica in attesa del big match di sabato contro l'Inter che ha tutto il sapore della sfida scudetto.
Cronaca
Assenti Vidal (squalificato) e Marchisio (infortunato), Alessio li sostituisce con Pogba e Giaccherini mantenendo il solito Pirlo davanti alla difesa. Chiellini lascia il posto a Caceres, Asamoah a De Ceglie mentre a destra si rivede Isla. In attacco, la coppia inedita Bendtner - Quagliarella.
Pioli deve far fronte alla pesante assenza di Diamanti e avanza Taider a sostegno delle punte Gabbiadini e Gilardino. Padroni di casa in tenuta nera come a voler omaggiare Halloween.
La Juve parte forte e come sempre tiene il possesso del pallone non permettendo al Bologna di passare la metà campo per dieci minuti scarsi. Dopo un paio di conclusioni di Giaccherini e Quagliarella che non impensieriscono un attento Agliardi, il primo vero squillo, arriva da Pogba che, da fuori area, centra il palo con una naturalezza disarmante. I primi venti minuti del talento ex United sono di livello assoluto e non fanno rimpiangere le assenze. I bianconeri continuano a cercare l'affondo decisivo ma l'ultimo passaggio non è mai quello buono. Sul finale del primo tempo, è ancora Pogba a sfiorare il vantaggio di testa. Si va a riposo sullo 0-0.
Ripresa ancora nel segno dei padroni di casa. Passano dieci minuti e la Juve trova il vantaggio con Quagliarella che sfrutta una sponda di Giaccherini smarcato da una invenzione di Pogba. Pochi giri d'orologio e l'attaccante napoletano ci riprova ma, questa volta Agliardi respinge. Al 71', De Ceglie sbaglia un facile disimpegno e regala il pallone a Taider che dal vertice dell'area, fulmina Buffon con un tiro imprendibile a fin di palo. Ennesima leggerezza dell'esterno bianconero che si ripete dopo lo sciagurato errore contro il Nordjaelland. Si riprende dall'1-1 ed Alessio decide di giocarsi le carte migliori; entrano Vucinic, Giovinco e Asamoah per il forcing finale. Al 92', Giovinco, dalla sinistra, salta un uomo e scucchiaia al centro dell'area per Pogba che insacca comodamente di testa il 2-1 finale.
Pogba è certamente il nuovo volto della Juventus di Conte ma, come ha ribadito il vice Alessio, per diventare un campione, dovrà tenere i piedi per terra e lasciare da parte qualche virtuosismo di troppo. Male De Ceglie che non riesce a riscattarsi quasi mai dopo le brutte prestazioni.
Bologna senza personalità e coraggio. L'assenza di Diamanti ha sicuramente pesato sulla prestazione ma, il passivo, poteva essere ben più pesante.
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di Davide Colonna CATANIA - La capolista Juventus, conquista altri tre punti fondamentali per la corsa scudetto sul difficilissimo campo di Catania ma, lo 0-1 finale, è frutto di errori arbitrali che hanno fatto subito gridare allo scandalo. Il fantasma di calciopoli è ben lontano ma, gli errori del guardalinee Maggiani, sul gol regolare e poi annullato di Bergessio a metà del primo tempo e sul gol di Vidal viziato da fuorigioco di Bendtner, saranno argomento di discussione fino alla fine del campionato come d'usanza quando le sviste sono in favore dei bianconeri.
Cronaca
3-5-2 a "specchio" per entrambe le squadre. Maran sacrifica Barrientos a centrocampo mentre Alessio, schiera Pogba al posto dell'acciaccato Marchisio e si affida, per la prima volta, a Bendtner in avanti.
La Juve è subito padrona del campo e dopo un quarto d'ora, impensierisce Andujar per tre volte con un tiro forte ma centrale di Vidal, una incursione di Lichtsteiner che preferisce servire a centro anzichè concludere a rete ed un altro tiro da fuori di Asamoah che però termina alto. I bianconeri dominano nel possesso ed il vantaggio sembra vicino ma, si concedono qualche errore di troppo sotto porta e nel palleggio favorendo un pericoloso contropiede di Gomez che dalla destra, serve a centro Bergessio che manca di testa. Seguono una conclusione di Lodi dai venti metri ed un innocuo colpo di testa di Bendtner che l'estremo difensore rossoblu neutralizza. Al 24', Bergessio ribadisce in rete un tiro respinto dal palo. I giocatori del Catania festeggiano e gli arbitri si dirigono verso il centrocampo quando, dopo circa quaranta secondi, il guardalinee Maggiani, sentito l'assistente di porta Rizzoli, suggerisce all'arbitro Gervasoni di annullare la marcatura per un off-side inesistente dell'attaccante argentino tenuto nettamente in gioco da Asamoah. Scattano le furiose proteste dei padroni di casa ed il presidente Pulvirenti viene allontanato dal campo. Il Catania subisce il colpo, si innervosisce e rimedia numerosi cartellini gialli. Al 40', Vucinic calcia clamorosamente addosso ad Andujar da due passi e Pirlo si fa parare un tiro poco dopo. Il primo tempo si chiude sullo 0-0 ma dagli spalti il pubblico è inferocito.
La ripresa comincia senza troppe emozioni. Al 57', Bendtner (in leggero fuorigioco), si fa respingere una facile conclusione in porta da Andujar e sulla ribattuta, ci pensa Vidal a portare la Juve in vantaggio. In pochi si accorgono dell'irregolarità ed è stato un bene per l'ordine pubblico. Al 63', assolo del cileno che però conclude fuori e due minuti più tardi, il Catania resta in dieci per l'espulsione giusta di Marchese che si prende il secondo giallo per un fallo di mano. Il Catania non riesce a reagire e al 70', Andujar compie un miracolo su colpo di testa di Pogba e anticipa in uscita, poco più tardi, un poco reattivo Bendtner. Il danese non sembra in forma e sbaglia quanto i suoi compagni di reparto. Nei dieci minuti finali, un immenso Vidal sfiora la doppietta con un bolide deviato in angolo e Giovinco (entrato al posto di uno spento Vucinic), in versione slalom speciale, si divora due incredibili occasioni per il raddoppio. Il risultato resta invariato.
Leggero fuorigioco di Bendtner sul gol Juve
Errori arbitrali sacrosanti a parte, si è vista solo una squadra in campo. Se i bianconeri avessero sfruttato al meglio tutte le occasioni create, ora si parlerebbe di semplice errore arbitrale ininfluente sul risultato finale e nessuno se ne sarebbe più ricordato. Ragionare con i "se", però, è sbagliato e sicuramente, a vantaggio acquisito, i siciliani avrebbero concesso meno spazio agli avversari. La fragilità della Juve, risiede nella sua scarsa propensione a chiudere le partite e nella mancanza di un vero bomber. Il Catania, dalla sua, può aver accusato il colpo psicologico ma, ci si aspettava sicuramente qualcosa in più nei restanti settanta minuti di gioco. Con questa vittoria, la Juve mantiene la vetta e le tre lunghezze sul Napoli.
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